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Tumori del seno - Tutto sulla mammografia

Sanihelp.it - La mammografia è un esame radiologico che, utilizzando raggi X a basso dosaggio, consente uno studio molto scrupoloso delle mammelle.  
 
I più importanti segnali evidenziati grazie alla mammografia sono: 
 
Quest'indagine viene raccomandata sia nei casi in cui si sospetti un cancro al seno, sia come esame preventivo per una diagnosi precoce dello stesso.  
 
Infatti la mammografia è ritenuta il mezzo più efficace per la diagnosi precoce del carcinoma della mammelle perché permette di evidenziare addensamenti, microcalcificazioni, noduli spesso al di sotto di un centimetro di diametro, e con linfonodi negativi, e quindi di individuare il tumore molto prima che esso sia sufficientemente sviluppato da essere percepibile alla palpazione dalla paziente o dal medico.  
 
La mammografia tradizionale utilizza, per la formazione dell’immagine, una pellicola radiografica: le radiazioni ionizzanti emesse dal tubo radiogeno attraversano la mammella e vanno a impressionare la pellicola, che viene quindi sviluppata con un procedimento analogo a quello impiegato per le comuni pellicole fotografiche.  
 
L'esame viene generalmente eseguito in stazione eretta, a seno nudo, appoggiando una mammella alla volta su un apposito sostegno e compressa mediante un piatto in materiale plastico detto compressore.
 
Non vengono somministrati farmaci, né utilizzati mezzi di contrasto: l’esame comporta gli stessi disagi di una comune radiografia e consiste nella ripresa diretta del seno effettuata in varie proiezioni per ogni mammella (cranio-caudale e obliqua mediolaterale), per una completa visione di tutta la ghiandola.  
L'acquisizione delle immagini dura, per ogni proiezione, pochissimi secondi. Complessivamente l’indagine dura 10-15 minuti.  
 
La pressione esercitata sulle mammelle può risultare fastidiosa per alcune donne, ma dura solo pochi minuti e non è nociva per la ghiandola mammaria. Inoltre, se eseguito correttamente, l’esame non è a rischio di radiazioni ionizzanti e può essere rinnovato anche ogni 12 mesi.  
 
Non occorre essere digiuni il giorno dell'esame né aver osservato regole dietetiche particolari nei giorni precedenti.  
 
La fase del ciclo mestruale non è condizionante ai fini della qualità delle immagini, tuttavia è consigliabile eseguire la mammografia una settimana dopo le mestruazioni, quando le mammelle non sono gonfie, né dolenti.  
Nelle donne in fase postmenopausale è generalmente possibile eseguire l'indagine in qualsiasi momento.  
 
Inoltre, ai fini della precisione dell’esame e per evitare di doverlo ripetere, è importante astenersi dall'applicare deodoranti, polveri, creme e soprattutto talco o altre sostanze sul seno o alle ascelle nelle ore precedenti l'esame, perché questo potrebbe falsare il risultato della mammografia.  
 
Nonostante la mammografia impieghi bassissime dosi di raggi X, è opportuno non venga eseguita in gravidanza, soprattutto nel primo trimestre.  
Si consiglia quindi di evitare l'esame se non è possibile escludere con sicurezza un'eventuale gravidanza iniziale.  
 
Le pellicole radiografiche, documento dell'esame eseguito, vanno conservate con estrema cura, senza piegarle, arrotolarle, bagnarle o pressarle sotto pesi, e presentate a ogni successivo controllo medico.  
 
Quando l’esame è normale l’esito viene comunicato a casa per posta, di regola entro 20 giorni, salvo un’esplicita dichiarazione contraria dell’interessata, nel cui caso l’esito verrà comunicato anche al medico curante. 
Nel caso fosse invece necessario ripetere la mammografia o effettuare altri accertamenti riceverà una telefonata per fissare un nuovo appuntamento a pochi giorni di distanza dal precedente. 
 
Le lastre mammografiche non vengono consegnate alle donne, ma conservate presso il centro dove è stato eseguito l’esame in modo da essere disponibili per il confronto quando – due anni dopo – saranno chiamate a ripetere la mammografia.
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Tags:  mammografia seno diagnosi precoce
Fonte: Redazione Sanihelp.it
di Roberta Camisasca
revisione: 29-06-2009

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