Tumori del seno - Seno: quando non preoccuparsi
Sanihelp.it - Modificazioni del tessuto e disturbi inerenti le mammelle sono molto diffusi e possono avere diverse manifestazioni che, in altissima percentuale, si risolvono senza che sia riscontrata la presenza di un
tumore.
Ne ricordiamo alcuni:
- dolore mammario in fase premestruale: è un sintomo molto frequente delle donne soprattutto giovani, di origine fisiologica, che non deve allarmare
- dolore all'ascella, al braccio e irradiato alla mammella: è un sintomo molto frequente in età medio-avanzata che può essere dovuto a un quadro di artrosi cervicale e dorsale
- arrossamento e infiammazione mammaria: questo sintomo è molto frequente durante l'allattamento ed è conosciuto con il nome di mastite
- secrezioni dal capezzolo: possono essere di vari tipi come lattescente, giallastro,brunastro, purulento, sieroso, ematico ecc. Nel caso del secreto sieroso o ematico devono essere fatti degli accertamenti tra cui anche l'esame citologico
- formazioni nodulari, mobili, a limiti netti anche bilaterali: sono frequenti nelle donne giovani anche in età puberale. Generalmente sono dei fibroadenomi, tumori assolutamente benigni, che non hanno carattere degenerativo. Può essere consigliato l'intervento chirurgico qualora aumenti di volume, soprattutto in pre-menopausa.
- piccole formazioni nodulari con dolore e tensione alle mammelle: è un sintomo maggiormente frequente subito prima delle mestruazioni. Queste formazioni nodulari possono essere anche cistiche a contenuto fluido e aumentare molto di volume. Questo quadro, molto diffuso, prende comunemente il nome di mastopatia fibrocistica ed è un modo della mammella di rispondere agli stimoli ormonali.
- modificazioni cutanee: sintomi caratterizzati da retrazione del capezzolo, alterazione o infossamento della cute, reticolo venoso superficiale. Queste modificazioni richiedono con urgenza una visita senologica e un esame mammografico ed ecografico di completamento.
In presenza di questi sintomi, a qualsiasi età essi si manifestino, è comunque necessario chiedere al medico un esame clinico.
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Fonte: Redazione Sanihelp.it
di Roberta Camisasca
revisione: 29-06-2009