Tumori del seno - E se il cancro ritorna?
Sanihelp.it - È fatta. Abbiamo vinto la nostra battaglia contro il tumore.
Ma proprio adesso che siamo uscite dal tunnel della sofferenza, non dobbiamo dimenticarci del dolore passato, soprattutto perché è il cancro a non dimenticarsi di noi.
E allora, ancora una volta, è necessario stare all’erta e sottoporre i nostri seni a
ripetuti e periodici controlli.
La dottoressa
Giovanna Gatti, dell’
IEO di Milano, consiglia «visite senologiche semestrali ed esami mammografici ed
ecografici annuali (salvo diversa indicazione in casi particolari) durante i cinque anni successivi a un carcinoma mammario, dopodiché, trascorso questo quinquennio di
follow-up, i controlli ritornano annuali».
Questo
screening a tappeto è fondamentale perché purtroppo la guarigione da un carcinoma mammario non esclude la possibilità di una recidiva, cioè della ripresentazione del tumore nello stesso seno, né della formazione di
metastasi a distanza.
Un recente studio ha preso in esame l’andamento di alcuni
casi difficili, cioè quelli che hanno avuto, a distanza di tempo, recidive o metastasi.
I ricercatori hanno scoperto che le possibilità di superare la malattia andavano aumentando con il tempo, anche di anno in anno.
Lo studio rivela anche che maggiore è l’intervallo tra il primo tumore e la ricaduta, migliore è la prognosi: questo convalida l’idea dell’importanza fondamentale rivestita dalla diagnosi precoce del primo tumore: se all’epoca era stato identificato quando ancora era di dimensioni contenute, anche la ricaduta sarà più facilmente curabile.
Per quanto riguarda la cura, continua la dottoressa, «in caso di recidiva la terapia è chirurgica. Altre terapie vengono decise sulla base del quadro clinico e istologico.
Se il problema sono le metastasi a distanza, la terapia dipende dalla situazione».
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Fonte: Redazione Sanihelp.it
di Roberta Camisasca
revisione: 24-01-2012