Varicella - Varicella: cos'è, come si prende, chi colpisce
Sanihelp.it - La
varicella è una malattia infettiva molto contagiosa ed epidemica, causata da un virus della
famiglia degli herpes (virus varicella-zoster). Lascia una protezione permanente (
immunità), per cui non ci si ammala una seconda volta.
È invece possibile che il virus torni a galla, anche a distanza di anni o di decenni, in una zona delimitata del corpo: se infatti dopo la guarigione l’agente patogeno rimane nell’organismo dentro i
gangli nervosi, si può riattivare quando il sistema immunitario si indebolisce (anziani, persone immunodepresse).
Compare allora
l’Herpes Zoster, detto comunemente
fuoco di S. Antonio, che si manifesta con
vescicole e croste simili a quelle della varicella, ma tipicamente localizzate lungo il percorso di un nervo (per lo più del torace e della testa). L’Herpes zoster può avere caratteristiche di maggiore gravità rispetto alla varicella. Nei bambini si manifesta generalmente in forma più lieve che negli adulti.
La varicella, frequente soprattutto nel tardo inverno e in primavera,
è una malattia possibile a qualunque età, decisamente più assidua nell’infanzia, ma rara nei primi 6 mesi di vita, perché, in genere, si è protetti dagli anticorpi materni trasmessi durante la gravidanza (e non durante l’allattamento al seno).
I bambini si contagiano con facilità se vengono a contatto diretto con un soggetto ammalato (attraverso le goccioline emesse, respirando e parlando, o mediante il liquido contenuto nelle vescicole, per contatto diretto o per diffusione nell’aria) o che è infettivo già da uno-due giorni prima della comparsa delle macchioline sulla pelle, fino a cinque-sette giorni dopo la comparsa delle prime vescichette, quando si sono formate le crosticine. Anche le persone con il fuoco di Sant’Antonio (herpes zoster) possono, anche se raramente, essere contagiose.
L’incubazione è di 14 – 16 giorni: è la fase in cui il virus, penetrato nell’organismo, si moltiplica, senza dare significativi disturbi. Poi si manifesta la malattia.
Le complicazioni, a eccezione dei primi mesi di vita, sono rare:
encefalomielite,
nefrite emorragica, artrite, polmonite, miocardite, otite media, laringite, nevrassite. Tra le complicanze neurologiche la più comune è
l’infiammazione del cervelletto che provoca disturbi dell’equilibrio, ma di solito scompare senza lasciare danni.
La varicella può essere invece particolarmente
grave se colpisce i neonati (se la malattia compare nella mamma da 2 giorni prima a 5 giorni dopo il parto); per questo il bambino affetto da questa patologia deve evitare il contatto con lattanti e con donne in gravidanza che non abbiano già contratto la malattia. In caso di contagio già avvenuto, è necessario informare tempestivamente le persone interessate.
Anche negli adolescenti, negli adulti e nei soggetti con importanti disturbi del
sistema immunitario la varicella può dare complicazioni importanti.
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Fonte: Associazione Culturale Pediatri
di Roberta Camisasca
revisione: 15-12-2011