Varicella - Varicella: prevenire con il vaccino
Sanihelp.it - Ogni anno si verificano in Italia circa
500.000 casi di varicella. Nel nostro Paese la malattia interessa principalmente i bambini con meno di 10 anni, nei quali difficilmente provoca disturbi seri.
Il
vaccino contro la varicella contiene il virus vivo, ma attenuato, in modo da essere incapace di provocare la malattia, ma ugualmente in grado di stimolare la produzione di difese che proteggono dall’infezione. Si esegue con un’iniezione. Viene attualmente consigliata una sola dose di vaccino fino a 12 anni e 2 dosi nelle età successive.
Dopo una dose di vaccino,
circa 3 bambini su 4 risultano protetti dalla malattia, e i pochi vaccinati che si ammalano sviluppano generalmente una forma di varicella più lieve. La protezione dopo la prima dose può diminuire con il passare degli anni, ma non è ancora stabilita la necessità di
richiami. La vaccinazione, eseguita entro 72 ore (o al massimo 5 giorni) dal contatto con un ammalato di varicella,
può proteggere dal contagio o far ammalare in forma più lieve.
Il vaccino contro la varicella
è generalmente ben tollerato e non provoca disturbi importanti. Può raramente comparire febbre e ancor più raramente possono manifestarsi alcune
vescicole da varicella o
l’Herpes Zoster a distanza di mesi o anni, che è solitamente lieve. Le reazioni allergiche a componenti del vaccino sono eccezionali come per tutti i vaccini.
La vaccinazione dovrebbe essere raccomandata a coloro che hanno situazioni di salute che li mettono a rischio di avere la malattia in forma grave e a chi vive con loro o li assiste, e cioè:
-le persone in attesa di trapianto
-le persone con
leucemia (linfatica acuta) in fase di remissione
-i bambini con infezione da
HIV (a seconda del loro stato di salute)
-le persone con
insufficienza renale cronica
-le persone che non hanno avuto la varicella e vivono con chi presenta disturbi importanti dell’
immunità
-le donne in età fertile che non hanno avuto la varicella
-chi lavora in ambiente sanitario, specialmente se a contatto con neonati o persone con gravi difetti immunitari.
La vaccinazione non dovrebbe essere consigliata attualmente per tutti i bambini poiché, se non si raggiungono in breve tempo percentuali molto elevate di vaccinati, per un complesso meccanismo epidemiologico, la varicella potrebbe, con il passare degli anni, diventare più frequente negli adulti che sono più facilmente soggetti a complicazioni gravi. Considerando quindi gli effetti a lungo termine sull’intera popolazione (bambini e adulti), si provocherebbe un danno invece di un beneficio.
La vaccinazione degli adolescenti (che non hanno avuto la varicella) non provoca invece modificazioni negative nel resto della popolazione, quindi può essere una buona scelta di protezione individuale.
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Fonte: Associazione Culturale Pediatri
di Roberta Camisasca
revisione: 15-12-2011