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Ascesso addominale


La malattia è anche conosciuta come:
ascesso all'addome, ascesso intra-addominale


Patologia causata dalla raccolta di pus che può manifestarsi in qualsiasi parte del corpo in seguito a complicazioni causate da traumi e infezioni, in associazione con interventi chirurgici


Categoria: Malattie infettive
Sigla: IAA

Che cos'è - Ascesso addominale

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Traumi e infezioni la causa principale

L’ascesso è causato dalla raccolta di essudato purulento all’interno di un tessuto, può insorgere in qualsiasi parte del corpo anche se ricorre con maggior frequenza a livello cutaneo.
Nel caso delle manifestazioni localizzate sull’addome, è possibile classificare gli ascessi a seconda del luogo dove si presentano, in caso di insorgenza dietro la cavità addominale, si parla di ascesso retroperitoneale, se localizzato sotto il diaframma siamo invece in presenza di un ascesso subfrenico mentre nel caso la patologia insorga nella regione centrale dell’addome viene classificata come ascesso meso-addominale.
La malattia è causata spesso da complicazioni che si manifestano in seguito ad un trauma o da un’infezione in corso, o in associazione ad un intervento chirurgico, ma gli ascessi possono anche svilupparsi in modo spontaneo, senza motivo apparente. In alcuni casi la patologia può anche insorgere in seguito alla rottura di un organo o dalla propagazione di un’infezione dall’organo all’addome. Sanihelp.it -


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Prevenzione - Ascesso addominale

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Profilassi difficile

Non esiste una vera e propria profilassi da mettere in atto per evitare l’ascesso anche perché spesso questo si manifesta in modo spontaneo, senza cause apparenti, mentre in altri casi può presentarsi a seguito di eventi improvvisi e incontrollati come un trauma, un’infezione in corso o ancora la rottura di un organo o la propagazione di un’infezione dall’organo all’addome.
Si può tuttavia cercare di evitare le infezioni medicando accuratamente le lesioni aperte fino a completa guarigione, prestando particolare attenzione alle punture di insetti, che spesso possono portare complicanze che facilitano l’insorgere dell’ascesso.Sanihelp.it -


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Sintomi - Ascesso addominale

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Dolore acuto e febbre i primi segni

I primi segni possono manifestarsi a distanza di 3-6 settimane da un intervento chirurgico, ma talvolta la patologia diventa evidente solo dopo alcuni mesi.
A seconda dell’area in cui si manifesta, gli aspetti clinici posso variare ma in generale la maggioranza degli ascessi addominali causa febbre e dolore anche forte. Anoressia, nausea, vomito, diarrea o costipazione sono comuni e in generale i sintomi possono includere sensazione generale di malessere, oltre che fastidio e dolore all’addome, che si fa più acuto in prossimità dell’ascesso. In presenza di infezione è possibile che si manifestino febbre e perdita di peso dovuta ad inappetenza. Ulteriori sintomi che possono presentarsi sono il dolore alla regione lombare, tipico degli ascessi retroperitoneali, che peggiora con il movimento del bacino e, nel caso di ascesso epatico, dolore sul lato sinistro dell’addome.
L'infezione del diaframma può causare tosse, dolore al torace, dispnea e dolore alla spalla adiacente e possono essere presenti rantoli, ronchi o sfregamenti. Quando siano  presenti contemporaneamente versamento pleurico, polmonite e atelettasia basilare, si riscontrano ottusità alla percussione e diminuzione dei suoni respiratori.Sanihelp.it -


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Diagnosi - Ascesso addominale

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Fondamentale la diagnostica per immagini

Dal momento che l’ascesso si manifesta con una serie di malesseri che potrebbero essere sintomo di altre patologie meno gravi, è comune sottoporre il paziente ad un esame diagnostico per immagini per avere conferma della malattia in corso. Si procede quindi normalmente con una ecografia alla quale possono seguire altri esami come la tomografia computerizzata (TC) o la risonanza magnetica (RM).
A seconda della posizione dell’ascesso, è possibile che il medico decida di procedere col prelievo di un campione per sottoporlo ad ulteriori analisi.
Ai fini della diagnosi può essere utile anche effettuare un esame del sangue visto che, in presenza di un ascesso addominale, può presentarsi un conteggio di globuli bianchi al di fuori della norma, e test di funzionalità epatica.
In ultima analisi se ritenuto necessario il medico può decidere di procedere con un intervento di laparotomia, l’incisione chirurgica della parete anteriore dell’addome che consente l’accesso alla cavità addominale ed agli organi in essa contenuti.Sanihelp.it - 


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Cura e Terapia - Ascesso addominale

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Drenaggio e cura antibiotica per guarire


Si procede in prima battuta con un drenaggio, un ago viene inserito nell’ascesso attraverso la pelle del paziente e attraverso uno stantuffo si procede ad aspirare il liquido che si è formato nella zona interessata dall’ascesso. Il drenaggio può essere effettuato anche per via chirurgica per mezzo di cateteri percutanei. Si tratta in quest’ultimo caso di un catetere permanente sistemato con l’ausilio degli esami diagnostici per immagini e può essere necessario nel caso in cui il percorso del catetere non attraversi l'intestino, organi non contaminati o pleura e peritoneo e quando non ci sia una fonte di contaminazione continua, come può essere un viscere perforato.
Successivamente, allo scopo di evitare l’insorgere di infezioni, si prescrive una terapia antibiotica utile anche al fine del trattamento dell’infezione causa dell’ascesso in corso.In caso di complicanze, gli ascessi addominali possono portare alla formazione di fistole e può accadere che un ascesso comprima la vena cava inferiore provocando edema degli arti inferiori. Al fine di ottenere un decorso positivo la guarigione, è inoltre fondamentale una nutrizione adeguata durante il decorso ospedaliero che può essere anche molto lungo.Sanihelp.it - 


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Glossario per Ascesso addominale - Enciclopedia medica Sanihelp.it

 - Addome
 - Anoressia
 - Diaframma (anatomia)
 - Diarrea
 - Nausea
 - Vomito
 - Atelettasia
 - Drenaggio
 - Catetere
 - Tomografia
 - Antibiotici
 - Laparotomia

Tag cloud - Riepilogo dei sintomi più frequenti

dolore all'addome affaticabilità disturbi dell'alimentazione anoressia diminuzione dell'appetito disturbi dell'appetito astenia brividi bubboni repulsione per il cibo conato debolezza dimagrimento ematemesi esauribilità mancanza della fame febbre mancanza delle forze ingrossamento zona ghiandolare inappetenza ipertermia ingrandimento dei linfonodi nausea orripilazione dolore alla pancia pelle d'oca calo di peso rigetto rigurgito snellimento spossatezza stanchezza innalzamento della temperatura dolore al ventre voltastomaco vomito sangue nel vomito sensazione di vomito

FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Manuale Merck

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Autore: Redazione - Sanihelp.it
Data ultima modifica: 31-12-2015

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