Le parole più cercate: Pancia piatta Influenza Cefalea
Ricerca personalizzata Google

Blefarite

Cos'è la blefarite, i sintomi e la cura


La malattia è anche conosciuta come:
infiammazione cronica delle palpebre


La blefarite è una condizione infiammatoria a carico del bordo ciliare della palpebra. Può estendersi anche alla cute, alla congiuntiva, ai follicoli sebacei (orzaiolo), alle ghiandole ciliari e a quelle di Meibomio, che si trovano all’interno delle palpebre (calazio). Spesso è accompagnata da croste e secrezioni, che favoriscono l’infezione. I primi segni dell’infiammazione sono sensazione di corpo estraneo nell’occhio, prurito, lacrimazione, arrossamento e gonfiore.


Categoria: Malattie oculistiche


Che cos'è - Blefarite

nascondi

Cos'è la blefarite

La blefarite è un’infiammazione che colpisce il bordo palpebrale, la zona di transizione tra l’epitelio di rivestimento cutaneo esterno e la mucosa oculare (giunzione muco-epidermica). Diversi sono i fattori che possono causare l’insorgenza della malattia, come le infezioni batteriche locali (da streptococchi e stafilococchi); le infezioni virali (es. herpes simplex, zoster, ecc.); le allergie (es. da colliri, soluzioni per lenti a contatto, trucco, cosmetici, farmaci, ecc.); le malattie della pelle (es. dermatite seborroica, acne rosacea); la congiuntivite allergica e i fattori ambientali (es. polveri, fumo, esposizione ai raggi ultravioletti e alle alte temperature, ecc.); le malattie croniche intestinali; il diabete e l'nsufficienza epatica, l'alimentazione sregolata.

Tipi di blefarite

La blefarite può presentarsi essenzialmente in tre forme:

Blefarite iperemica: è caratterizzata da arrossamento e gonfiore del bordo palpebrale. La causa non è sempre facile da individuare con esattezza.

Blefarite seborroica o squamosa: oltre al rossore e all’edema, si manifesta con squamette sottili alla base delle ciglia o attaccate al fusto. È spesso associata a seborrea del viso e del cuoio capelluto.

Blefarite ulcerativa: è caratterizzata dalla comparsa di croste che possono trasformarsi in piccole bolle o ulcere. È causata da un’infezione da stafilococco.


22136


Prevenzione - Blefarite

nascondi

Prevenzione della blefarite

Per prevenire la blefarite è molto importante seguire scrupolosamente le normali regole igieniche. È bene lavarsi sempre le mani, soprattutto prima di toccare gli occhi e nel caso un familiare o un convivente lamenti sintomi riconducibili ad un’infezione oftalmica è necessario evitare l’uso promiscuo di oggetti per minimizzare il rischio di un’eventuale contaminazione. Anche l’alimentazione è da tenere sotto controllo, privilegiando il consumo di frutta, verdura e proteine magre e limitando, invece, gli zuccheri e le bevande contenenti caffeina, che possono contribuire a peggiorare i sintomi causati dalla blefarite.

«Ai pazienti affetti da blefarite - conclude il professor Francesco Bandellosi ritiene utile raccomandare diete ricche di vegetali, frutta, legumi, riducendo invece l’apporto di grassi animali. E’ utile inoltre che il paziente affetto da blefarite riduca l’esposizione alle radiazioni ultraviolette e faccia grande uso di occhiali da sole di buona qualità, che siano in grado di ridurre l’effetto irritante che la luce, in questi casi, produce».


22140


Sintomi - Blefarite

nascondi

Sintomi della blefarite

La blefarite non ulcerativa si manifesta con prurito, bruciore, lacrimazione, gonfiore e arrossamento (blefarite iperemica) e talvolta con piccole croste fra le ciglia (blefarite seborroica). Nella blefarite ulcerativa, invece, si formano piccole pustole nei follicoli ciliari che si aprono formando ulcere superficiali. La blefarite tende ad avere un’evoluzione cronica, con resistenza alle terapie e spiccata tendenza alle recidive. Considerata la notevole difficoltà di guarigione, non sono escluse complicazioni quali, perdita delle ciglia o alterazione della crescita ciliare, orzaiolo, calazio, cheratite e blefarocongiuntivite.

«La blefarite - come afferma il professor Francesco Bandello, primario dell’Unità di Oculistica IRCCS Ospedale San Raffaele e docente di oftalmologia presso l’Università Vita-Salute San Raffaele - è tipicamente cronica ed affligge il paziente anche per lunghi periodi. I soggetti affetti hanno più spesso carnagione chiara. La scarsità di pigmento si ritiene contribuisca a rendere i pazienti più predisposti all’azione irritante delle radiazioni luminose e di tutti gli agenti irritanti». 


22137


Diagnosi - Blefarite

nascondi

Diagnosi della blefarite

Per accertare la presenza di una blefarite è necessario consultare un oculista, che dopo la valutazione dei sintomi e della storia clinica del paziente, esaminerà attentamente le palpebre e gli occhi (ma anche il viso e il cuoio capelluto in caso di blefarite seborroica). In alcuni casi il medico, per risalire all’agente infettivo che cha causato il disturbo, può utilizzare un tampone per raccogliere un campione di tessuto (es. le croste che si formano sulla palpebra). 


22138


Cura e Terapia - Blefarite

nascondi

La cura e la terapia della blefarite

La terapia per la blefarite seborroica è diretta a migliorare l’igiene palpebrale con impacchi di acqua tiepida, utilizzando una garza imbevuta, appoggiata sulle palpebre chiuse per 3-6 minuti per ammorbidire le croste e facilitare la loro rimozione. Oltre agli impacchi è consigliato effettuare un massaggio palpebrale per consentire la fuoriuscita delle secrezioni in eccesso e lo svuotamento delle ghiandole di Meibomio. Si porta lo sguardo in alto e si appone un dito appena sotto il bordo ciliare, massaggiando la palpebra inferiore. Successivamente, si preme la palpebra contro il globo e si massaggia con un movimento circolare lento per 4-5 volte. Lo stesso massaggio va ripetuto anche per la palpebra superiore. S’indirizza lo sguardo in basso, si appoggia un dito sopra il bordo ciliare e si preme, massaggiando circolarmente. Dopo il massaggio si detergono le impurità dal bordo palpebrale con prodotti studiati appositamente per l'igiene della zona perioculare o una soluzione di bicarbonato (un cucchiaino da caffè di bicarbonato di sodio in 500 ml di acqua bollita). La pulizia deve essere effettuata 2 volte al giorno e poi, con il miglioramento dei sintomi, si può ridurre ad 1 volta la giorno.

Nella blefarite ulcerativa ed in caso di complicanze batteriche delle forme non ulcerative, la cura consiste nella detersione delle palpebre e nell’applicazione sul margine palpebrale di pomate antibiotiche per 7-10 giorni. In caso di disfunzione delle ghiandole di Meibomio è necessario seguire una terapia antibiotica sistemica (es. somministrazione di tetracicline), mentre nei pazienti con blefarite associata a sindrome dell’occhio secco può essere utile applicare le lacrime artificiali più volte al giorno. Durante la terapia, inoltre, è bene evitare l’uso di lenti a contatto e cosmetici per occhi.


22139


Glossario per Blefarite - Enciclopedia medica Sanihelp.it

 - Orzaiolo
 - Calazio
 - Prurito
 - Dermatite seborroica
 - Dermatite
 - Ghiandole del meibomio
 - Crosta


Farmaci

 - FUCITHALMIC LEO*OFT GTT 5G 1%
 - VISUBLEFARITE*SOSP OFT FL 10ML
- Vedi tutti i farmaci

Tag cloud - Riepilogo dei sintomi più frequenti

lesioni della cute manifestazioni a carico della cute eruzione cutanea arrossamento degli occhi bruciore agli occhi infiammazione degli occhi muco dagli occhi secrezione di pus dagli occhi lesioni all'occhio lesioni della pelle manifestazioni a carico della pelle alterazioni del viso

FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Unità di Oculistica IRCCS Ospedale San Raffaele

© 2016 sanihelp.it. All rights reserved.
Autore: Redazione - Sanihelp.it
Data ultima modifica: 28-12-2015

Ricerca libera:
Google




Promozioni:

Commenti