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Botulismo


La malattia è anche conosciuta come:
intossicazione alimentare da tossina botulinica, tossinfezione alimentare


Il botulismo è una malattia paralizzante causata da una tossina prodotta dal batterio Clostridium botulinum. Le principali forme di botulismo sono tre: quello alimentare, quello pediatrico e quello da ferita o lesione.
Categoria: Malattie apparato digerente


Che cos'è - Botulismo

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Il botulismo alimentare

Il botulismo è una malattia paralizzante causata da una tossina prodotta dal batterio Clostridium botulinum. Questo microrganismo vive nel suolo in assenza di ossigeno e produce spore che possono resistere all'ambiente esterno anche per un lungo periodo finché non incontrano condizioni adatte alla crescita del batterio stesso.

Il nome della malattia deriva dal latino botulus, che significa salsiccia, perché la sua descrizione fu associata inizialmente al consumo di salsicce preparate in casa. Oggi questa denominazione potrebbe essere fuorviante, dato che il batterio si trova con più facilità in preparati di origine vegetale che non in prodotti derivati da animali.

Le principali forme di botulismo sono tre: quello alimentare, dovuto alla presenza della tossina nei cibi; quello pediatrico, in quanto il batterio è presente nel tratto intestinale di un certo numero di neonati; e il botulismo da ferita o lesione, dovuto all’infezione di ferite da parte del batterio.


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Prevenzione - Botulismo

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Igiene e alte temperature

Il botulino può essere presente in cibi inscatolati o conservati, soprattutto di produzione domestica ma anche, in qualche caso, industriale. Le conserve preparate in casa sono uno dei prodotti in cui più facilmente si può rischiare la presenza della tossina botulinica.

Tutti i cibi conservati che non vengono fatti cuocere e che hanno un basso grado di acidità (pH sopra il 4,6), possono costituire un ambiente adatto alla crescita del botulino. La tossina botulinica è stata ritrovata in alimenti molto diversi come mais in scatola, peperoni, fagiolini, melanzane, barbabietole, funghi, spinaci, olive, tonno, paté, affettati sotto vuoto, pesce conservato e mascarpone. Secondo i dati dei Cdc americani, il principale veicolo della tossina botulinica è rappresentato proprio da verdure in scatola e conservate, seguito dalle conserve di pesce. I prodotti caseari, le conserve di carne e il pollame costituiscono invece un veicolo minore, anche se non sono del tutto esenti da rischi.

È possibile operare in forma preventiva, soprattutto nella produzione di conserve domestiche, facendo assoluta attenzione alle norme igieniche per evitare la presenza del batterio nelle varie fasi di preparazione e conservazione. La tossina botulinica viene distrutta alle alte temperature e, quindi, la sterilizzazione dei cibi in vasetto e in scatola, tramite bollitura per almeno dieci minuti, ne garantisce l’eliminazione. Cotture a temperature più basse possono distruggere alcune tossine, ma esistono forme altamente resistenti che necessitano di una vera e propria sterilizzazione. L’acidità e il contenuto in sale contribuiscono a controllare lo sviluppo del batterio riducendo quindi la possibilità della produzione delle tossine. Infine, è importante non consumare conserve che, all’apertura, siano maleodoranti o che presentino contenitori rigonfi in modo anomalo.
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Sintomi - Botulismo

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Le diverse tossine e i sintomi

Clostridium botulinum può produrre diverse tossine, designate per convenzione con lettere dalla A alla F. Le tossine A, B, E e F sono quelle responsabili del botulismo nella forma che interessa gli esseri umani. Ne bastano pochi nanogrammi, una dose piccolissima, per causare la malattia. Le tossine botuliniche sono anche considerate una potenziale arma di bioterrorismo, in quanto i cibi possono venire deliberatamente contaminati. Per questo la ricerca e la sorveglianza sul botulino sono considerate prioritarie nei programmi di biosicurezza.

Il botulismo alimentare può colpire individui di tutte le età e non è trasmissibile da persona a persona. La manifestazione sintomatica è piuttosto rapida, da poche ore a pochi giorni dall’ingestione della tossina (6 ore - 15 giorni). In media, il periodo di comparsa dei sintomi è compreso tra le 12 e le 36 ore.

Le persone che hanno ingerito la tossina sperimentano tutti i sintomi tipici di una paralisi neurale: annebbiamento e sdoppiamento della vista, rallentamento e difficoltà di espressione, fatica nell’ingerire, secchezza della bocca, debolezza muscolare che dalla parte superiore del corpo passa agli arti inferiori, con paralisi successiva. Nei casi più severi, la paralisi dei muscoli coinvolti nella respirazione necessita che venga instaurata una respirazione assistita (ventilazione meccanica). Sintomi simili sono quelli dati dal botulismo pediatrico, dove il neonato è letargico, ha un tono muscolare ridotto e ha difficoltà sia a piangere che a mangiare.
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Cura e Terapia - Botulismo

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Diagnosi e trattamento

Dato che il botulismo può manifestarsi con sintomi piuttosto simili a quelli di altre condizioni, come la sindrome di Guillain-Barré o l’infarto, per appurare la natura della malattia, oltre a test che verificano la capacità conduttiva dei nervi, il fluido spinale e la scansione cerebrale, è necessario identificare la tossina nel siero o nelle feci del paziente con test immunologici o isolando direttamente l’agente patogeno.

L'unico trattamento possibile della tossina botulinica è la somministrazione di un’antitossina nelle prime ore dalla comparsa dei sintomi. Il recupero è molto lento: la maggior parte dei pazienti va incontro a guarigione dopo settimane o mesi di terapia di supporto. A seconda della dose di tossina ingerita, le manifestazioni cliniche variano da una sintomatologia sfumata a casi molto severi che possono concludersi anche con un esito fatale (circa il 5%).

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Glossario per Botulismo - Enciclopedia medica Sanihelp.it

 - Batteri
 - Intestino
 - Ferita lacero-contusa
 - Infarto miocardico
 - Paralisi
 - Tossina
 - Ossigeno
 - Spora
 - Sindrome di Guillain-barre

Tag cloud - Riepilogo dei sintomi più frequenti

paralisi debolezza muscolare secchezza della bocca fatica a ingerire difficoltà di espressione annebbiamento della vista

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Autore: Valeria Leone - Sanihelp.it
Data ultima modifica: 31-12-2015

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