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Broncopneumopatia cronica ostruttiva


La malattia è anche conosciuta come:
bronchite cronica, bronco pneumopatia cronica ostruttiva


La BPCO, ovvero broncopneumopatia cronica ostruttiva, è una malattia invalidante che provoca ogni anno 2,8 milioni di decessi nel mondo. Conosciamo insieme le sue cause, le caratteristiche e gli ultimi sviluppi in fatto di terapia
Categoria: Malattie respiratorie
Sigla: BPCO

Che cos'è - Broncopneumopatia cronica ostruttiva

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Che cos'è la BPCO?

La BPCO, o Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva, è una malattia progressiva e invalidante che causa un deterioramento della funzionalità respiratoria attraverso un’ostruzione irreversibile delle vie aeree e una distruzione di aree polmonari, e provoca disturbi respiratori quali tosse produttiva, mancanza di respiro da sforzo o a riposo e frequenti bronchiti.

Pur trattandosi di una malattia cronica fortemente invalidante, la BPCO è una patologia sottodiagnosticata, perché i pazienti tendono a sottovalutarla, parlandone con il medico con grave ritardo e allontanando nel tempo le possibilità di terapia e prevenzione delle complicanze.
Anche per questo motivo, attualmente la broncopneumopatia cronica ostruttiva è la quinta causa di morte con 2,8 milioni di decessi nel mondo, e a causa del suo rapido incremento della mortalità potrebbe diventare la terza nel 2020.

In Europa, gli esperti stimano una prevalenza al 4-6%, nettamente confermata dal quadro italiano.
Nel nostro Paese, infatti, la BPCO colpisce il 4,5% della popolazione totale, cioè circa 2,6 milioni di persone, e causa circa 18.000 decessi l'anno, pari al 47% dei decessi per malattie respiratorie.
La morbilità cresce rapidamente con l'età ed è maggiore negli uomini, ma l’aumento dell'abitudine al fumo di sigaretta tra le donne lascia intravedere una forte riduzione di questo divario, anche perché le donne sembrano essere più sensibili allo sviluppo di BPCO quando esposte ai fattori di rischio.

A livello di quadro patologico, una delle conseguenze più gravi di una BPCO trascurata è l’insufficienza respiratoria, dovuta a carenza di ossigeno e accumulo di anidride carbonica, che genera una sofferenza degli organi vitali e può condurre al coma da avvelenamento di anidride carbonica.
Attualmente in Italia le persone in ossigenoterapia per questi motivi sono più di 60 mila, mentre le stime parlano di 20 mila persone in ventilazione meccanica assistita e quasi 130.000 ricoveri ospedalieri per riacutizzazioni, con una degenza media di circa 10 giorni.
A conseguenza di ciò, l’impatto socio-economico della malattia è molto significativo: i ripetuti ricoveri ospedalieri e l’uso di terapie complesse e costose comportano una spesa media annuale per paziente di circa 1.300 euro, che però può arrivare fino a 7.000 euro l’anno negli stadi più severi.

Purtroppo la BPCO non si può guarire nel senso stretto del termine, perché le lesioni determinatesi a livello dell’apparato respiratorio sono generalmente irreversibili. Le cause del lungo periodo tra insorgenza dei primi sintomi e diagnosi sono diverse, e occorre uno sforzo congiunto, da parte del medico e del paziente, affinché il riconoscimento della malattia sia il più possibile precoce e preciso.

In questo modo è possibile convivere al meglio con la malattia e prevenirne l’aggravamento, mettendo in atto i trattamenti prescritti dal medico e modificando il proprio stile di vita, soprattutto per quanto riguarda l’abitudine al fumo di sigaretta.
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Sai che cosa è la BPCO?

Gli italiani conoscono la broncopneumopatia cronica ostruttiva? Sanno distinguere i sintomi? Si rivolgono al medico? Sono alcune delle domande che un’indagine Eurisko ha cercato di dare risposta. Il quadro emerso è quello di una malattia che colpisce molto più di quanto viene effettivamente percepito e soprattutto che si ricorre al medico troppo tardi.

Quando si soffre di Broncopneumopatia ostruttiva le vie aeree sono quasi totalmente ostruite, si fatica a respirare e si tossisce in continuazione anche per tre mesi. Quando si raggiunge la fase cronica questi disturbi si riacutizzano fino a quattro volte all’anno per almeno tre anni.

Quali sono le cause? Chiaramente il fumo di sigaretta (attivo e passivo), al quale poi va aggiunto anche l’inquinamento e lo stile di vita. «Il problema», sottolinea la professoressa Anna Maria Moretti, presidente dell’Associazione Italiana Pneumatologi Ospedalieri, «è che l’individuo non riconosce un legame causa-effetto. Si parla di BPCO solo nella sua fase cronica e si fatica a collegarla a un errato stile di vita prolungato negli anni».

Una situazione simile non fa altro che portare il paziente affetto da BPCO a un ricovero solo quando la situazione è cronica. Questo porta a un alto costo sociale della malattia.

La diagnosi precoce è fondamentale. «Abbiamo il vantaggio di avere a disposizione l’esame spirometrico che ci consente di capire subito se ci sono problemi alle vie respiratorie» spiega il professore Luigi Allegra, direttore del dipartimento cardiorespiratorio del policlinico di Milano, «Sarebbe fantastico se questa tipologia di esame diventasse comune come la misura della pressione arteriosa».

«Dottore già che c’è mi misura il respiro?», ecco l’auspicio degli esperti per dare una spallata a questa grave patologia.

Sul fronte terapeutico da quarant’anni non sono mancati i progressi. In questi casi si utilizzano betabloccanti e broncodilatatori di derivazione naturale.
Il disagio che si prova quando si soffre per questa malattia è indiscutibile, e ben vengano nuovi farmaci come il tiotropio, che a differenza dei betabloccanti di vecchia generazione è molto più efficace, ha una durata maggiore e grazie a un particolare dispositivo di inalazione è di più semplice assunzione.


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Prevenzione - Broncopneumopatia cronica ostruttiva

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Le carte del rischio respiratorio

La BPCO è una malattia multifattoriale, ma il più importante fattore di rischio è senza dubbio il fumo di sigaretta, seguito da esposizione a sostanze irritanti, scarsa qualità dell’aria negli ambienti confinati, inquinamento esterno e probabili differenze genetiche.

Il momento fondamentale nella prevenzione della BPCO è la riduzione o eliminazione dei fattori di rischio e, in particolare, dell’abitudine al fumo di tabacco.
Smettere di fumare, dunque, è il provvedimento più efficace per ridurre il rischio di BPCO e la progressione della malattia, migliorando anche l’aspettativa di vita.

Grazie alle Carte del rischio respiratorio, frutto di una ricerca multicentrica coordinata dall’Istituto Superiore di Sanità insieme all’Istituto di Fisiologia Clinica del CNR di Pisa e al Dipartimento di Epidemiologia dell’ASL RME di Roma, oggi i fumatori possono sapere quante probabilità hanno di contrarre una bronchite cronica ostruttiva.

Da questi nuovi strumenti si possono ricavare due diversi tipi di informazioni.
Una è la Carta del rischio assoluto, che serve a calcolare, prendendo in considerazione l’abitudine al fumo, la probabilità del soggetto di ammalarsi di BPCO nei 10 anni successivi all’età che si ha al momento della consultazione.
L’altra, invece, è la Carta del rischio relativo, utile a calcolare il numero di volte in più che il soggetto fumatore o ex-fumatore rischia di ammalarsi di BPCO, rispetto al non fumatore.

Essere consapevoli del rischio che corrono i propri polmoni e i propri bronchi è fondamentale per la prevenzione della BPCO, soprattutto per i fumatori e gli ex fumatori.
Ecco le due carte del rischio, divise per sesso e abitudini al fumo.
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Sintomi - Broncopneumopatia cronica ostruttiva

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Asma o BPCO?

A causa della coesistenza di sintomi simili, la BPCO presenta una forte probabilità di essere confusa con asma bronchiale.
I sintomi che presenta il paziente con asma bronchiale persistente di grado severo, infatti, sono molto simili a quelli di un paziente con BPCO, per cui la distinzione tra le due malattie non è sempre possibile.

A livello generale, la BPCO ha un’insorgenza più tardiva, nelle età medie della vita, con sintomi lentamente progressivi riferiti da pazienti che normalmente sono o sono stati fumatori.
Una caratteristica abbastanza tipica di questi malati è la tosse cronica produttiva prima, poi un aumento progressivo della difficoltà di respiro in occasione di sforzi più o meno intensi e, quindi, nelle fasi più avanzate della malattia, anche a riposo. In genere, le crisi del respiro non insorgono in modo improvviso come in chi ha l’asma, e nella maggioranza dei casi di BPCO, la spirometria indica un’ostruzione bronchiale irreversibile o scarsamente reversibile.

BPCO Asma bronchiale
Insorgenza nelle età medie della vita Insorgenza nelle prime età della vita (spesso nell’infanzia)
Sintomi lentamente progressivi Sintomi variabili di giorno in giorno, prevalenti di notte o nel primo mattino
Inveterata storia di abitudine al fumo Presenza di allergia, rinite e/o eczema, predisposizione familiare
Dispnea (mancanza di respiro) da sforzo Crisi dispnoiche (di mancanza di respiro) acute
Limitazione al flusso nelle vie aeree scarsamente reversibile o irreversibile Limitazione al flusso nelle vie aeree ampiamente reversibile


Nei malati con asma bronchiale, invece, i sintomi insorgono fin dall’età più giovanile, i pazienti hanno spesso una condizione di atopia (facilità a produrre anticorpi IgE cioè allergia) e una familiarità per asma.
I sintomi dell’asma variano da persona a persona e, nella stessa persona, possono variare di giorno in giorno e anche nella stessa. Spesso coesiste una condizione di iperreattività bronchiale, anche se essa non è del tutto specifica, in quanto può essere presente, seppure meno frequentemente, anche nella bronchite cronica e in altre condizioni morbose respiratorie.
Un’altra condizione che deve far propendere verso la diagnosi di asma bronchiale, infine, è la reversibilità completa o quasi completa dell’ostruzione bronchiale dopo la somministrazione di broncodilatatori a rapida azione.

Per ulteriore chiarezza, ecco una tabella riassuntiva delle principali differenze:
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Diagnosi - Broncopneumopatia cronica ostruttiva

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La classificazione GOLD

Quando si entra in tema di diagnosi di BPCO, inevitabilmente si parla del programma GOLD, Global Initiative on Obstructive Lung Deseases, lanciato a livello internazionale il 4 Aprile 2001 per favorire la divulgazione e l’implementazione delle linee guida per la diagnosi, prevenzione e trattamento delle broncopneumopatie croniche ostruttive.
Tali linee guida sono state prodotte a loro volta da un Comitato Scientifico Internazionale, e sono state approvate dalle più importanti società scientifiche del settore.

Lo scopo principale del progetto GOLD è di migliorare la gestione della BPCO, in primo luogo prevenendone l’evoluzione attraverso un intervento sui fattori di rischio, ma anche curando coloro che ne sono affetti.
I trattamenti oggi a disposizione permettono infatti di alleviare i sintomi, migliorare la tolleranza allo sforzo e la qualità di vita, prevenire e trattare le complicazioni e le riacutizzazioni che fanno parte di questa malattia. Scopo finale è ovviamente quello di riuscire ad intervenire all’inizio, durante le fasi precoci della malattia, sia per prevenirne l’evoluzione che per prevenirne la mortalità che ne consegue.

Il progetto GOLD contribuisce alla divulgazione delle linee guida per la diagnosi di BPCO, frutto del lavoro di numerosi ricercatori del settore e di numerose organizzazioni scientifiche, che propongono una classificazione della patologia su quattro livelli, sulla base di parametri funzionali spirometrici e di sintomi e segni clinici, quali tosse, espettorato e dispnea.
Ecco la tabella di classificazione:

Definizioni
FEV1 = Volume Espiratorio Forzato al 1° Secondo
FVC = Capacità Vitale Forzata, massima quantità di aria che possiamo mobilizzare con una inspirazione profonda seguita da un’espirazione profonda eseguite lentamente
FEV1/FVC = Percentuale del FEV1 in rapporto alla Capacità Vitale Forzata. Insufficienza respiratoria = Pressione parziale dell'ossigeno arterioso (PaO2) inferiore a 8.0 kPa (60mm Hg) con o senza una pressione parziale della CO2 (PaCO2) maggiore di 6.7 kPa (50mm Hg) mentre il paziente respira aria ambiente al livello del mare

Come ogni classificazione, anche questa ha un valore prevalentemente indicativo, imprescindibile dall’analisi osservazionale del singolo paziente. Il fatto che questa valutazione di gravità della BPCO si basi soprattutto su criteri funzionali respiratori, però, sottolinea l’importanza di eseguire con una certa frequenza esami spirometrici e, se il paziente è già affetto da insufficienza respiratoria, anche controlli dell’emogasanalisi arteriosa (esame della pressione parziale di ossigeno e di anidride carbonica nel sangue arterioso, come indice della funzionalità del polmone).

Stadio Gravità Caratteristiche clinico-funzionali
0 A rischio - Reperto spirometrico normale
- Sintomi cronici (tosse, espettorato)
1 Lieve - FEV1/FVC < 70 % del teorico
- FEV1 = 80% del teorico
- Con o senza sintomi cronici (tosse, espettorato)
2 Moderata - FEV1/FVC < 70 %
- 50% < FEV1 < 80% del teorico
- Con o senza sintomi cronici (tosse, espettorato)
3 Grave - FEV1/FVC < 70 %
- 30 % = FEV1 < 50% del teorico
- Con o senza sintomi cronici (tosse, espettorato)
4 Molto Grave - FEV1/FVC < 70 %
- FEV1 < 30% del teorico oppure
< 50% del teorico e insufficienza respiratoria


Questo, infatti, servirà al medico per valutare se il danno anatomo-funzionale respiratorio progredisca con maggiore o minore rapidità, suggerendo gli eventuali provvedimenti volti a rallentare questa progressione.
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La spirometria

La spirometria è un esame diagnostico molto semplice, che permette di misurare la quantità di aria che una persona può inspirare ed espirare, e il tempo necessario per farlo.

Questo viene fatto attraverso lo spirometro, uno strumento che permette di misurare quanto efficacemente e velocemente può avvenire lo svuotamento e il riempimento dei polmoni.
I parametri rilevati dallo spirometro vengono riportati sullo spirogramma, una curva volume-tempo, necessaria per confermare la diagnosi di BPCO, e, unitamente alla presenza dei sintomi, per individuarne la gravità e indicare il trattamento adatto.

I valori rilevati dalla spirometria sono la Capacità Vitale Forzata (CVF), il Volume Espiratorio Massimo nel 1° secondo (VEMS) e il rapporto tra i due.
Il valore del VEMS, influenzato da età, sesso, altezza e razza, diminuisce più velocemente nei soggetti affetti da BPCO: più è basso, peggiore sarà la prognosi conseguente.
Il rapporto VEMS/CVF, invece, non dovrebbe scendere al di sotto del 70% e 80%; un valore inferiore indica infatti un deficit ostruttivo e alta probabilità di BPCO.

Le tre prove della spirometria andrebbero effettuate una volta ogni 12 mesi, soprattutto in caso di evidenti condizioni predisponesti.
Per avere una prima sommaria indicazione di eventuali problemi, però, è possibile effettuare un semplice test di autovalutazione della BPCO.
Basta rispondere sinceramente a queste domande:

  • Tossisci frequentemente?

  • Hai catarro?

  • Hai difficoltà di respiro o affanno?

  • Hai più di 40 anni?

  • Sei fumatore o ex-fumatore?



Se si conteggiano più di tre sì, è consigliabile ricorrere al parere del medico.
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Diagnosi positiva: cosa fare?

Quando si riceve una diagnosi di BPCO, indipendentemente dallo stadio in cui si trovi, la cosa più sbagliata da fare è rassegnarsi e continuare la vita di sempre.
Oggi, infatti, si può fare molto per migliorare la qualità della vita e ridurre i disagi della malattia.
L’importante è partecipare attivamente alla sua gestione, e avere un buon dialogo con il proprio medico.

Esistono poi alcune raccomandazioni utili, stilate dall’Associazione Italiana pazienti BPCO sotto forma di decalogo.

  1. Se sei fumatore, smetti di fumare il prima possibile. Rivolgiti al tuo medico che, se necessario, ti invierà ad un centro specializzato. Questi numeri verdi possono esserti utili: 800 55 40 88 (Istituto Superiore di Sanità) e 800 99 88 77 (SOS Fumo - Lega contro i Tumori)
  2. Evita di respirare fumo passivo. Pretendi che la legge per la tutela della salute dei non fumatori venga rispettata
  3. Segui diligentemente il piano di cura prescritto dal medico: assumi regolarmente i farmaci consigliati, segui le norme di comportamento consigliate, assicurati di assumere correttamente i farmaci per via inalatoria, segui le indicazioni su cosa fare in caso di aggravamento
  4. Effettua la vaccinazione antinfluenzale ogni anno e la vaccinazione antipneumococcica ogni 5 anni
  5. Prendi le precauzioni necessarie per cercare di evitare le infezioni delle prime vie respiratorie, in particolare le forme influenzali
  6. Esegui controlli periodici e regolari anche se ti senti abbastanza bene
  7. Segui i programmi di riabilitazione che ti vengono proposti, con costanza regolare
  8. Chiedi al tuo medico maggiori informazioni e una documentazione scritta sulla malattia
  9. Cerca di non esporti all'inquinamento, sia in casa (fumi, polvere, detersivi forti,ecc) sia fuori casa (traffico, ambienti comunque inquinati)
  10. Se puoi, trascorri qualche ora o qualche giorno in ambienti salubri (parchi, giardini, città non inquinate, mare o montagna), e cerca di seguire un’alimentazione sana e un’attività fisica regolare

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Cura e Terapia - Broncopneumopatia cronica ostruttiva

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Come si cura la BPCO?

Il trattamento più efficace per la BPCO, convalidato da evidenze recenti, è l'uso regolare dei broncodilatatori a lunga durata d'azione, di tipo agonista-adrenergico (salmeterolo e formoterolo) oppure anticolinergico (tiotropio).

Possono essere prescritti anche farmaci a breve durata, come i beta-2 agonisti, a seconda della risposta dimostrata dal singolo paziente e della valutazione della funzionalità respiratoria.
Tendenzialmente, però, la condizione di broncocostrizione abbastanza costante che caratterizza la BPCO spinge i medici a prediligere la prescrizione di broncodilatatori a lunga durata d’azione con utilizzo regolare, mentre i broncodilatatori a breve durata vengono solitamente riservati al trattamento delle eventuali crisi respiratorie.

Per i pazienti gravi e con frequenti riacutizzazioni, tali farmaci vengono generalmente associati ai cortisonici per via inalatoria.
In questo caso, l'associazione dei due farmaci a lunga durata d'azione in un unico inalatore risulta più efficace rispetto alla somministrazione attraverso due erogatori separati.
È stato inoltre documentato che i pazienti con BPCO presentano minore incidenza di riacutizzazioni se trattati con cortisonici per via inalatoria.

Il medico, quindi, deve valutare di volta in volta la necessità e l’opportunità di inserire nello schema terapeutico del paziente con BPCO anche i cortisonici per via inalatoria.
Oltre al trattamento farmacologico, infine, nel trattamento della BPCO è importante la riabilitazione, la terapia nutrizionale e l'ossigenoterapia domiciliare. Nelle riacutizzazioni si deve intervenire precocemente con il trattamento adeguato iniziando a base di cortisone orale e talvolta di antibiotici.
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Le riacutizzazioni

La BPCO è una malattia progressiva, che peggiora nel corso del tempo. I cambiamenti generalmente sono graduali, ma a volte si verificano in maniera imprevedibile e molto rapida. In tal caso si parla di riacutizzazioni.

La riacutizzazione si manifesta con un peggioramento serio e persistente dei sintomi cronici, quali tosse, affanno, febbre ed espettorato, che frequentemente diventa giallo e purulento.
Le cause che portano a una riacutizzazione di BPCO non sono completamente note, ma le principali sono certamente le infezioni batteriche e virali, dal comune raffreddore all’influenza.
Anche l’inquinamento atmosferico può contribuire all’origine di una riacutizzazione.

Per questo è consigliabile effettuare ogni anno la vaccinazione antinfluenzale, ma anche prendere tutte le precauzioni necessarie per cercare di prevenire le infezioni delle prime vie respiratorie, evitando contatti con persone affette da influenza o raffreddore, gli ambienti chiusi surriscaldati e affollati, la pioggia, il freddo e l’umidità.

Al sopraggiungere di una riacutizzazione, la prima cosa da fare è contattare il medico, che stabilirà se si può essere curati a casa oppure se è necessario il ricovero ospedaliero.
Questo, generalmente, avviene in presenza di altre condizioni patologiche concomitanti, come insufficienze d’organo, diabete e aritmie di nuova insorgenza, oppure in caso di diagnosi incerta, età avanzata e alterazione dello stato di coscienza o non autosufficienza.

A livello di terapia, i pazienti che presentano riacutizzazioni con segni clinici di infezione bronchiale possono trarre beneficio da una terapia antibiotica, associata al trattamento locale delle resistenze batteriche agli antibiotici.

Tra le conseguenze che maggiormente si verificano in caso di grave riacutizzazione vi è l’insufficienza respiratoria acuta, che può verificarsi in caso di riacutizzazione grave, e viene trattata con i farmaci, con l’ossigenoterapia e con la ventilazione meccanica non invasiva o invasiva con intubazione quando necessario.

La frequenza media delle riacutizzazioni è di una o due all’anno, ma ci sono pazienti che accusano un numero maggiore di episodi.
Il tempo necessario per tornare a una condizione stabile, invece, è valutato mediamente intorno ai 30 giorni.

Purtroppo, al di là della vaccinazione antinfluenzale e antipneumococcica, non esistono terapie specifiche per la prevenzione delle riacutizzazioni. Seguendo uno stile di vita adeguato, però, si può ridurre la probabilità di avere una riacutizzazione, oltre che la gravità ed il disagio dei sintomi giornalieri.
A questo proposito è fondamentale assicurarsi di vivere in un ambiente con aria sana, e tenere lontano tutti i fattori che possono essere irritativi per le vie respiratorie, come gli agenti chimici e soprattutto il fumo.
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Nuove terapie per asma e BPCO

Buone notizie dal settimo congresso nazionale della pneumologia che si è tenuto nei giorni scorsi a Firenze. Durante gli incontri scientifici sono emerse nuove prospettive di ricerca per chi soffre di patologie respiratorie croniche e in particolare di Broncopnumopatia cronica ostruttiva (BPCO) e Asma cronica.

Nella prima sono stati presentati i risultati positivi dell’associazione di un antinfiammatorio corticosteroideo (budesonide) di un broncodilatatore beta-2 antagonista a lunga durata d’azione (formoterolo) e di un broncodilatatore beta-2 antagonista a breve durata d’azione (terbutalina) consente di diminuire il numero delle riacutizzazioni e riduce del 44% il rischio di mortalità.

Nell’asma è stata confermata una nuova strategia terapeutica che prevede l’associazione di budesonide e formoterolo. Usata sia come terapia di mantenimento che al bisogno questa nuova strada terapeutica riduce le riacutizzazione dell’asma dell’ordine del 30 % rispetto ad altre terapie.


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Il futuro e le iniziative - Broncopneumopatia cronica ostruttiva

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BPCO oggi e domani

Nel corso degli ultimi cinque anni, a partire dalla pubblicazione del primo rapporto GOLD (Global Initiative for Chronic Obstructive Lung Disease, NHLBI/WHO), sono stati compiuti progressi importanti per la conoscenza della BPCO, una malattia che colpisce milioni di persone e causa 2,74 milioni di decessi nel mondo.

Per impedire che il numero dei malati continui ad aumentare, però, occorre prendere in ogni Paese misure di prevenzione e controllo per migliorare la diagnosi, il trattamento, l’educazione, la riabilitazione e la continuità dell’assistenza.

Recentemente, due importanti iniziative hanno aperto la strada verso questi obiettivi: il riconoscimento del rilievo epidemiologico e sociale della malattia da parte dell’OMS, e l’inserimento delle malattie croniche respiratorie tra le grandi patologie, insieme alle malattie cardiovascolari, ai tumori e al diabete, nel Piano Sanitario Nazionale 2006-2008.
Nonostante questo, la BPCO continua a essere una patologia poco visibile e, in quanto tale, non sempre riconosciuta e tempestivamente curata. Da qui l’importanza di un’azione capillare di informazione e sensibilizzazione volta ad accrescere la conoscenza della malattia, con iniziative specifiche rivolte alle persone colpite e alle loro famiglie, ma anche all’opinione pubblica ed alle Autorità sanitarie.

È questa la richiesta dell’Associazione Italiana Pazienti BPCO, che quest’anno ha formulato un vero e proprio Decalogo delle richieste dei malati di BPCO.
Secondo quanto espresso nel documento, le condizioni essenziali per rendere efficace la gestione della BPCO e al contempo ridurne i costi sono così riassumibili:

  1. Riconoscimento precoce della BPCO e diffusione capillare della spirometria
  2. Programmi di riabilitazione pneumologica basati sulle più recenti acquisizioni scientifiche
  3. Diffusione capillare della vaccinazione antinfluenzale e della vaccinazione antipneumococcica
  4. Posti letto attrezzati, strumentazioni adeguate e competenze professionali per l’ospedalizzazione dei malati
  5. Reparti attrezzati per la ventilazione meccanica non invasiva in tutti gli ospedali, spirometri e pulsossimetri in tutti i Pronto Soccorso
  6. Attuazione di percorsi diagnostico-terapeutici specifici, e attivazione dell'assistenza domiciliare integrata
  7. Promozione di programmi educazionali per i pazienti e i familiari
  8. Attivazione di programmi di educazione sanitaria concernenti il corretto stile di vita
  9. Campagne per ridurre l'inquinamento atmosferico e migliorare la qualità dell'aria
  10. Rilevazione, elaborazione e diffusione di dati statistici ed epidemiologici per avere un quadro più preciso di costi e servizi

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BPCO, la quinta giornata mondiale

È la quinta causa di morte al mondo tra tutte le patologie, e tra poco più di dieci anni potrebbe salire al terzo posto.
La BPCO, broncopneumopatia cronica ostruttiva, colpisce 600 milioni di persone nel mondo, e nel nostro Paese provoca circa 18 mila decessi l'anno, pari al 47% delle morti per malattie respiratorie.

Per sensibilizzare la popolazione su questo dramma, oggi si celebra la Quinta Giornata Mondiale della BPCO, promossa in tutto il Mondo dal Progetto GOLD (Global Initiative for Chronic Obstructive Lung Disease).
In questo ambito, a Roma è in corso la Prima Conferenza Nazionale, organizzata dall’Associazione italiana pazienti BPCO e dalla delegazione nazionale del progetto Mondiale BPCO, costituita da tavole rotonde, incontri, interventi di esperti ed esponenti delle istituzioni, per affrontare l’argomento BPCO a 360 gradi.

Al centro delle discussioni, i progressi compiuti negli ultimi cinque anni a partire dalla pubblicazione del primo rapporto GOLD, come il riconoscimento del rilievo epidemiologico e sociale della malattia a livello dell’OMS, e l'inserimento delle malattie croniche respiratorie nel Piano Sanitario Nazionale 2006-2008 tra le grandi patologie.

Oltre a fare il punto della situazione, la Prima Conferenza Nazionale BPCO ha anche lo scopo di avanzare raccomandazioni per contrastare lo sviluppo della BPCO attraverso azioni e interventi di medio e lungo periodo nell’ambito dei Piani Sanitari Regionali.
Esperti di cardiologia, geriatria e psichiatria hanno partecipato alla Conferenza al fine di verificare le principali questioni e i passi comuni da compiere per una migliore presa a carico del paziente.
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2,6 milioni di italiani senza fiato, domani giornata mondiale Bpco

Ben 2,6 milioni di italiani senza fiato. Tanti sono quelli che soffrono di broncopneumopatia cronica ostruttiva (Bpco), malattia respiratoria cronica in aumento anche nel nostro Paese e non solo tra gli anziani.

A lanciare l'allarme sono gli esperti riuniti in una conferenza stampa all'ospedale San Camillo Forlanini di Roma, alla vigilia della giornata mondiale sulla Bpco, che si celebra domani, promossa dall'Organizzazione Mondiale della Sanità.

In controtendenza rispetto alle principali patologie croniche, diffusione e mortalità di questa malattia respiratoria crescono. Dal '65 al '98, secondo dati americani, la mortalità è cresciuta del 160%, e nel nostro Paese i morti sono 18 mila all'anno.
A preoccupare gli esperti è soprattutto la comparsa di sintomi sospetti nei giovani, complice il vizio del fumo: il 10% delle persone dai 20 ai 44 anni è infatti a rischio Bpco.

La raccomandazione è di rivolgersi al medico in caso di tosse e affanno persistenti, ed eseguire l'esame del respiro. Farsi aiutare, insomma, come recita lo slogan scelto per la giornata mondiale di quest'anno: Senza fiato, ma non soli.
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Asma e BPCO, al via la campagna «SOS Respiro»

È partita questa mattina, con la presentazione ufficiale al Circolo della Stampa di Milano, la campagna per il lancio del progetto «Sos Respiro», nato per sensibilizzare il grande pubblico sull'importanza della diagnosi precoce, e quindi della prevenzione, nei confronti dell'asma e della broncopneumopatia cronica ostruttiva.

L'iniziativa, promossa dall'Aimar (Associazione scientifica interdisciplinare per lo studio delle malattie respiratorie) in collaborazione con GPAnet e con il patrocinio dell'Associazione italiana pazienti BPCO, della Fisar (Fondazione italiana salute, ambiente e respiro) e della Sigm (Società italiana di medicina generale), punta a diffondere informazione sulla minaccia delle malattie croniche ostruttive respiratorie e sull'importanza della diagnosi precoce, coinvolgendo pazienti, familiari e medici di famiglia.
Per questo, a partire dal primo novembre, verrà attivato un numero verde, l'800.977.942, per fornire informazioni e indirizzare i pazienti al più vicino dei 44 centri pneumologici che aderiscono al progetto. In più, in tutti gli studi dei medici di medicina generale verranno distribuiti volantini e materiale informativo, e sempre dal primo novembre sarà consultabile il sito www.sosrespiro.it, con ulteriori informazioni a riguardo.

L'asma e la BPCO colpiscono in Italia il 6,4% della popolazione, provocando 130.000 ricoveri ospedalieri e 18.000 decessi all'anno, e questi numeri sono destinati a salire vertiginosamente: secondo una recente stima basata sui trend attuali, nel 2020 le malattie respiratorie saranno responsabili di 11,9 milioni di morti all'anno nel mondo, salendo così al secondo posto delle cause patologiche di morte, dopo le malattie cardiovascolari.

Eppure, nonostante questo, asma e BPCO continuano ad essere sottostimate e sottodiagnosticate. «Purtroppo di queste patologie ne vengono riconosciute meno di quante effettivamente ne esisitono», ha spiegato il presidente dell'Aimar Claudio Donner, «e questo ha una serie di conseguenze negative sulla salute: quando si giunge finalmente alla diagnosi spesso è troppo tardi. Il progetto Sos respiro rappresenta certamente una valida risposta a questo problema».
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Poesie del respiro, la voce dei malati di BPCO

Mettere in poesia l’angoscia di chi sente costretto in una gabbia i propri polmoni, con l’intimo desiderio non solo di poter respirare, correre, gridare al mondo la gioia ma anche, semplicemente, di poter dormire una notte senza cento risvegli.
Sono le parole di angoscia e di speranza raccolte in Poesie del respiro, il volume pubblicato in occasione del Natale dall’Associazione Italiana Pazienti BPCO Onlus e inviate al Ministro della Salute, Livia Turco e agli Assessori Regionali alla Sanità.

«L’idea è nata dall’incontro con gli amici dell’Accademia della Fonte Meravigliosa», spiega Mariadelaide Franchi, Presidente dell’Associazione Pazienti, «che fin dalla Prima Giornata Mondiale BPCO del 2001 hanno sostenuto la nostra Associazione e cercato di esprimere in versi il significato del respiro quale simbolo profondo della vita. L’ambizione di questa pubblicazione è di dare voce a chi reclama maggiore attenzione alla propria condizione e ad agire per cercare di migliorarla».

Il volume si può richiedere al numero verde dell’Associazione 800.961.922, e consultare al sito www.pazientibpco.it. Chi desidera può anche inviare le proprie poesie sul respiro, che saranno pubblicate sul sito internet, all'indirizzo ufficio_stampa_bpco@libero.it.
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Glossario per Broncopneumopatia cronica ostruttiva - Enciclopedia medica Sanihelp.it

 - Vaccinazione antinfluenzale
 - Broncodilatatori
 - Cortisonici
 - Spirometria
 - Apparato respiratorio
 - Insufficienza respiratoria


Farmaci

 - ARIAL DISKUS*INAL 60D 50MCG
 - ARIAL*SOSPxINAL 120EROG 25MCG
 - ASSIEME*INAL 120D 160+4,5MCG
 - ATEM*SOLxNEBUL 10FL 2ML 0,025%
 - BASEMAR*12CPR RIV 750MG
 - BASEMAR*6CPR RIV 500MG
 - BATTIZER*10CPR RIV 250MG
 - BATTIZER*12CPR RIV 750MG
 - BATTIZER*6CPR RIV 500MG
 - BOSIX*12CPR RIV 750MG
 - BOSIX*6CPR RIV 500MG
 - BRETARIS GENUAIR*INAL 60 DOSI
 - BRIOFIL*30CPR RIV 600MG
 - BRIOFIL*BB 10SUPP 250MG
 - CHINOCID*10CPR RIV 250MG
 - CHINOCID*12CPR RIV 750MG
 - CHINOCID*6CPR RIV 500MG
 - CIPERUS*10CPR RIV 250MG
 - CIPERUS*12CPR RIV 750MG
 - CIPERUS*6CPR RIV 500MG
 - CIPROFLOXACINA ABC*10CPR 250MG
 - CIPROFLOXACINA ABC*6CPR 500MG
 - CIPROFLOXACINA ALT*10CPR 250MG
 - CIPROFLOXACINA ALT*6CPR 500MG
 - CIPROFLOXACINA DOC*10CPR 250MG
 - CIPROFLOXACINA DOC*12CPR 750MG
 - CIPROFLOXACINA DOC*6CPR 500MG
 - CIPROFLOXACINA EG*10CPR 250MG
 - CIPROFLOXACINA EG*6CPR 500MG
 - CIPROFLOXACINA GE*10CPR 250MG
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Tag cloud - Riepilogo dei sintomi più frequenti

affanno affaticabilità fame di aria asfissia astenia catarro pus nel catarro debolezza deformazione del torace dimagrimento dispnea dita a bacchetta di tamburo dita ingrossate dita ippocratiche ingrossamento delle dita ematemesi esauribilità pus nell'espettorato ingrossamento dell'ultima falange mancanza del fiato mancanza delle forze ipoacusia espulsione di muco calo di peso aumento della frequenza della respirazione difficoltà della respirazione difficoltà di respiro mancanza del respiro snellimento senso di soffocamento spossatezza pus nello sputo stanchezza tachipnea deformazione a botte del torace ingrossamento del torace tosse tosse produttiva espulsione di catarro e muco durante la tosse turgore giugulare unghie a vetrino d'orologio rigonfiamento delle vene del collo sangue nel vomito

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Autore: Silvia Nava - Sanihelp.it
Data ultima modifica: 28-10-2015

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