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Brucellosi


La malattia č anche conosciuta come:
febbre di cipro, febbre di gibilterra, febbre maltese, febbre mediterranea, febbre ondulante, tifo intermittente


Malattia infettiva causata dai bacilli del genere Brucella e provocata dal contatto con animali infetti.

Categoria: Malattie infettive


Che cos'è - Brucellosi

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Responsabile della zoonosi i bacilli della Brucella

La brucellosi è una malattia infettiva a decorso acuto e cronico che può colpire l’uomo, gli ovini, i bovini e i caprini. È causata da bacilli del genere Brucella dei quali sono stati individuati 7 specie diverse, i più diffusi sono la Brucella melitensis, diffusa nel bacino del Mediterraneo, la Brucella abortus, diffusa nel nord Europa e nel nord Amercia e la Brucella suis, diffusa soprattutto in America.

Si tratta di una zoonosi, l’infezione dell’uomo è infatti causata dal contatto con animali infetti, con le loro secrezioni o per ingestione di latte o latticini non cotti, per ingestione di carni insaccate non cotte, per ingestione di verdure consumate crude e inquinate da feci e urine di animali infetti.
Si tratta di una malattia diffusa soprattutto fra allevatori e veterinari e in Italia negli ultimi anni sono stati riscontrati casi causati dal consumo di formaggi artigianali, trattati a basse temperature.

La gravità della patologia dipende dalle condizioni generali del paziente e dalla via di trasmissione dell’infezione, i farmaci antiacidi, per esempio, riducendo l’acidità gastrica facilitano il passaggio delle Brucelle nell’apparato digerente e quindi la diffusione dell’infezione.

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Prevenzione - Brucellosi

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Una patologia sistemica dai sintomi poco chiari

Attraverso la circolazione del sangue le Brucelle si diffondono in tutto l’organismo localizzandosi prevalentemente nella milza, nel fegato e nel midollo osseo, dove si osservano focolai di infiammazione con aree di necrosi e formazione di piccoli granulomi.

Dopo un periodo di incubazione di circa due settimane, la malattia si manifesta talvolta in forma acuta, con febbre elevata, cefalea, brividi, dolori articolari e muscolari, più spesso in forma insidiosa con sintomi vaghi di malessere, debolezza, inappetenza, febbricola nelle ore pomeridiane e notturne. Nelle forme tipiche e nel periodo conclamato la febbre assume carattere ondulante, con periodi di 1-4 settimane di febbre elevata intervallati da periodi senza febbre.

Un sintomo caratteristico della malattia, ma poco affidabile per la diagnosi, è la sudorazione abbondante con odore di paglia bagnata o di stalla e una sensazione di cattivo sapore in bocca alla quale si associa debolezza, malessere generale, dimagrimento, cefalea, olori articolari, ossei, muscolari e nevralgici.  Si tratta di una patologia sistemica, che può coinvolgere quindi qualsiasi organo e tessuto del corpo e nel caso i cui un organo sia attaccato in modo molto più evidente rispetto ad altre parti, si può parlare di malattia focale.

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Sintomi - Brucellosi

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Il rispetto delle norme igienico sanitarie prima di tutto

La profilassi è costituita in parte dal rispetto delle norme igienico-sanitarie riguardanti la conservazione e il consumo di cibi di origine animale come i derivati del latte e la carne cruda.

La principale via di prevenzione dipende dal controllo e dall'eliminazione dell'infezione animale, che si attua principalmente con la vaccinazione dei capi di bestiame, visto che ad oggi non esistono vaccini sicuri ed efficaci per l'uomo. Il vaccino animale preparato con batteri morti, uccisi con calore o con sostanze battericide, viene utilizzato per ovini, bovini e caprini ed è vivamente sconsigliato per l’uomo in quanto, oltre all’altissima probabilità di reazioni allergiche, non è in grado di assicurare una protezione efficace contro l'infezione.

La preparazione e l’uso di vaccini vivi è oggi ancora pericolosa in quanto i ceppi di Brucella abortus e Brucella melitensis non sono del tutto innocui quando somministrati all'essere umano.  In passato sono stati testati e utilizzati diversi tipi di vaccini che nel 1992 sono però stati ritirati definitivamente dal mercato; la scarsa possibilità di estensione dei risultati della ricerca ad applicazioni commerciali ha rallentato sensibilmente lo sviluppo di vaccini efficaci e non pericolosi contro la brucellosi.

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Diagnosi - Brucellosi

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Fondamentale è constatare la presenza delle Brucelle

Le manifestazioni cliniche della brucellosi non sono chiare e come tale non costituiscono sintomo inequivocabile della patologia in atto, ragione per cui, al fine di una diagnosi corretta, è necessario che il medico svolga un’accurata analisi del paziente.

Dopo una prima opportuna valutazione del rischio occupazionale, di eventuali viaggi in zone endemiche e della possibile ingestione di cibi a rischio il medico potrà verificare l’ingrossamento del fegato e della milza e dall’esame del sangue sarà possibile constatare l’eventuale diminuzione dei globuli bianchi o leucopenia con aumento dei linfociti.  Spesso, a causa della localizzazione delle Brucelle nei diversi organi, possono insorgere complicazioni come artriti, osteoartriti, spondiliti, meningoencefaliti, orchiepididimiti, ascessi epatici e renali, colecisti.

La diagnosi certa si basa infine sul rinvenimento delle Brucelle attraverso emocoltura, coltura di midollo osseo o di altri tessuti. In questa fase occorre considerare che l'isolamento in coltura del batterio non riesce sempre (tra il 15% e il 90% dei casi, a seconda delle tecniche) ed è necessario che il personale di laboratorio osservi severamente le giuste precauzioni per ridurre al minimo il rischio di infezione derivato dai campioni infetti.

In assenza di conferma batteriologia è possibile una diagnosi presuntiva basata sulla presenza significativa o la risalita dei titoli anticorpali nel siero del paziente. Vista la scarsa attendibilità della sierodiagnosi di Wright, in questo caso è consigliabile procedere con test di microagglutinazione per la ricerca degli anticorpi (Ab) totali agglutinanti (BMAT).

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Cura e Terapia - Brucellosi

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Per sconfiggere i bacilli indispensabili gli antibiotici

La terapia consiste nel trattamento con antibiotici (tetracicline e cloramfenicolo) eventualmente associati a cortisonici nelle fasi più acute e, poiché le Brucelle sono microorganismi intracellulari, per sconfiggere la patologia è necessario l’utilizzo di antibiotici che penetrino le membrane cellulari e si concentrino bene nelle cellule dell'ospite. Fra i farmaci più efficaci ci sono le tetracicline, da utilizzare però sempre insieme ad altri farmaci per evitare le ricadute, frequenti in caso di somministrazione esclusiva.

L'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) consiglia il trattamento orale con doxiciclina (200 mg/die) associata a rifampicina (600 o 900 mg/die) per 6 settimane, anche se risulta essere più efficace l’associazione della doxiciclina per via orale con la streptomicina intramuscolare (1g/die) per 3 settimane.

Per i bambini e in gravidanza, quando è controindicato l'impiego della doxiciclina, è consigliato il Bactrim in associazione con rifampicina, un fluorochinolonico o un amino glicoside. In caso di meningite si può utilizzare il cloramfenicolo, più efficace nell’attraversare la barriera emato-encefalica, mentre nelle forme particolarmente gravi e complicate alcuni autori suggeriscono l’associazione di 3 farmaci.

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Glossario per Brucellosi - Enciclopedia medica Sanihelp.it

 - Apparato digerente
 - Doxiciclina
 - Cortisonici
 - Infezione
 - Cefalea
 - Incubazione
 - Necrosi
 - Fegato
 - Artrite
 - Meningoencefalite
 - Rifampicina
 - Fluorochinolonici
 - Cloramfenicolo


Farmaci

 - AMBRAMICINA*16CPS 250MG
 - CLORAMFENICOLO FISIO*EV 1FL 1G
 - GLITISOL*INIET AER 1F 500MG+2F
 - MINOCIN*16CPS 50MG
 - MINOCIN*8CPS 100MG
- Vedi tutti i farmaci

Tag cloud - Riepilogo dei sintomi pių frequenti

affaticabilità disturbi dell'alimentazione anoressia diminuzione dell'appetito disturbi dell'appetito dolori alle articolazioni artralgie artrite astenia brividi costipazione debolezza diaforesi disturbi della digestione dimagrimento dispepsia ematemesi epatomegalia esauribilità mancanza della fame febbre difficoltà di espulsione delle feci ingrossamento del fegato mancanza delle forze dolori alle giunture inappetenza ipertermia mialgie ingrossamento della milza dolore ai muscoli orripilazione dolore alle ossa pelle d'oca calo di peso snellimento splenomegalia spossatezza stanchezza stipsi stitichezza senso di peso allo stomaco sudorazione sudorazione notturna sudori freddi innalzamento della temperatura traspirazione sangue nel vomito

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Autore: Redazione - Sanihelp.it
Data ultima modifica: 28-12-2015

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