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Carcinoma basocellulare


La malattia è anche conosciuta come:
basalioma


Il carcinoma basocellulare o basalioma è un tumore della pelle, si stima che ogni anno colpisca dieci milioni di persone in tutto il mondo. Si sviluppa nello strato basale dell'epidermide e la sua insorgenza è favorita dall'esposizione prolungata o eccessiva al sole.
Categoria: Malattie oncologiche


Che cos'è - Carcinoma basocellulare

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Un tumore della pelle

Il carcinoma basocellulare è il tipo più diffuso di tumore della pelle in Europa, Australia e USA. La sua incidenza annuale globale si aggira intorno ai dieci milioni di casi e alcune ricerche indicano che il numero di nuovi casi diagnosticati ogni anno aumenti di circa il 10%.

Il carcinoma basocellulare si sviluppa nello strato basale dell'epidermide e, come la maggioranza dei tumori della pelle, la sua insorgenza è favorita dall'esposizione prolungata o eccessiva al sole. Questo tumore interessa soprattutto testa, collo e le altre zone del corpo maggiormente fotoesposte.

In genere, i carcinomi basocellulari possono essere rimossi chirurgicamente con facilità, tuttavia, in una piccola percentuale di pazienti (secondo alcune stime, circa l'1%), la malattia progredisce o si diffonde ad altre parti del corpo diventando difficile da trattare o potenzialmente mortale. Il carcinoma basocellulare avanzato può dare luogo a lesioni devastanti, sfiguranti e debilitanti, e risultare infine mortale. Queste neoplasie vengono classificate come carcinomi basocellulari localmente avanzati (laBCC) o carcinomi basocellulari metastatici (mBCC).
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Sintomi - Carcinoma basocellulare

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I sintomi nelle due fasi e i fattori di rischio

Come spiega la professoressa Ketty Peris, direttore della Clinica Dermatologica dell’Università degli Studi dell’Aquila, «ci sono alcuni fattori di rischio intrinseci (come la pelle e gli occhi chiari, tipici delle persone più suscettibili ai danni del sole), ma esistono anche una serie di comportamenti a rischio. Mi riferisco soprattutto alla forte esposizione alle radiazioni ultraviolette e quindi, ad esempio, il non adeguato utilizzo di protezioni solari oppure l’esposizione a lampade abbronzanti. Inoltre, il carcinoma basocellulare può insorgere in pazienti con sindromi genetiche, come ad esempio la sindrome di Gorlin».

In fase iniziale il carcinoma basocellulare si manifesta sulla pelle della testa, del collo e delle altre zone del corpo esposte maggiormente al sole, sotto forma di:

- Noduli, alterazioni di tipo cicatriziale o eczematoso;
- Piccola ulcera con i margini rilevati.

In fase avanzata il tumore progredisce o si diffonde ad altre parti del corpo diventando difficile da trattare o potenzialmente mortale e può dare luogo a lesioni devastanti, sfiguranti e debilitanti.
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Cura e Terapia - Carcinoma basocellulare

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Un nuovo farmaco

«Il primo approccio è sempre quella chirurgico. Nei casi in cui il paziente non è candidabile all’intervento chirurgico, per la sede del tumore o per le sue dimensioni, si può ricorrere alla radioterapia. Per i casi non operabili e non irradiabili, oppure quando sia la chirurgia sia la radioterapia sono controindicate, esiste un nuovo farmaco a target molecolare, il vismodegib, che viene somministrato per via orale una volta al giorno. Agisce selettivamente sulla via di Hedgehog, un pathway che risulta alterato in più del 90% dei carcinomi basocellulari, indipendentemente dalla gravità e dalla tipologia. La nuova terapia rappresenta una buona notizia soprattutto per i pazienti e in Italia molti centri, sia di dermatologia sia di oncologia, hanno partecipato al reclutamento in uno studio di fase II. Vismodegib ha dimostrato di essere efficace nel trattamento del carcinoma basocellulare localmente avanzato e metastatico», spiega la professoressa Ketty Peris, Direttore della Clinica Dermatologica dell’Università degli Studi dell’Aquila.
 Il pathway di segnalazione di Hedgehog svolge un ruolo importante nella corretta regolazione della crescita e dello sviluppo dell'organismo nelle prime fasi di vita e poi diviene inattivo nell'adulto. Tuttavia, in vari tipi di tumori sono state riscontrate mutazioni molecolari che riattivano la segnalazione di Hedgehog. Si ritiene che una segnalazione anomala nel pathway di Hedgehog abbia un ruolo nella maggioranza dei casi di carcinoma basocellulare. È stato dimostrato che i pazienti con carcinoma basocellulare possono essere trattati con successo bloccando proprio la segnalazione del pathway di Hedgehog.

Vismodegib agisce bloccando la segnalazione anomala del pathway di Hedgehog e inibisce la crescita delle cellule tumorali. Questa nuova molecola ha dimostrato la sua sicurezza e la sua efficacia in pazienti con carcinoma basocellulare avanzato in studi clinici di fase I e II, rappresentando una nuova opzione di trattamento per i pazienti in cui la terapia standard non risulti efficace.

 
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Chirurgia - Carcinoma basocellulare

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Una chirurgia non sempre possibile

I carcinomi basocellulari in fase iniziale possono essere rimossi chirurgicamente con facilità perché hanno crescita lenta e di rado danno luogo a metastasi. I carcinomi localmente avanzati invece sono ritenuti inoperabili o la terapia chirurgica è considerata controindicata. Possono sfigurare gravemente il paziente e coinvolgere importanti organi di senso, come gli occhi, il naso, le orecchie e anche invadere le strutture ossee presenti sotto la pelle.
 
Quando il tumore si diffonde dalle sedi primarie del corpo a quelle secondarie, solitamente i polmoni, il fegato, i linfonodi o le ossa, si parla di carcinoma basocellulare metastatico e i pazienti colpiti hanno una prognosi sfavorevole; la loro sopravvivenza media è di otto mesi e la sopravvivenza a cinque anni dalla diagnosi è solo di un paziente su dieci.
 
Non esiste uno standard di cura efficace. Attualmente le opzioni di trattamento del carcinoma basocellulare avanzato sono scarse, per la maggior parte hanno effetti indesiderati significativi e in molti casi possono essere inadatte, come: chirurgia estesa, con effetti potenzialmente sfiguranti; radioterapia; chemioterapia con agenti di efficacia non dimostrata; terapie sperimentali; terapia di sostegno/cure palliative
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Aspetti psicologici - Carcinoma basocellulare

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Il tumore che sfigura: l'indagine

«Nei casi di tumore in stadio avanzato, il paziente può subire dei notevoli risvolti psicologici e la sua vita sociale può essere fortemente compromessa. Spesso i pazienti hanno paura di farsi vedere perché si vergognano delle proprie lesioni cutanee, ma questo comportamento può rivelarsi un circolo vizioso: il nascondersi e il trascurarsi sono a loro volta, infatti, uno dei motivi per cui spesso si arriva a una forma avanzata. In molti casi i pazienti si nascondono anche dai propri familiari, tendono a bendarsi e a camuffarsi con berretti o garze», spiega la professoressa Ketty Peris, Direttore della Clinica Dermatologica dell’Università degli Studi dell’Aquila.

Il rapporto dei pazienti con la malattia e l'impatto psicologico che questa ha nella vita di tutti i giorni sono stati al centro dell’indagine Basalioma, sotto la maschera, condotta da Gfk Eurisko e promossa da Roche. Ne emerge che il basalioma è un tumore poco conosciuto: nessun paziente aveva conoscenze pregresse e la diagnosi di basalioma ha rappresentato per tutti uno shock o un fulmine a ciel sereno.La malattia è una fonte di grande angoscia ed è vissuta dai pazienti con confusione e paura; il tumore è percepito come una presenza sì ignota, ma fin troppo visibile e disgustosa sul proprio corpo. Angosciante, subdolo e disgustoso: sono i tre aggettivi più utilizzati da chi conosce da vicino il carcinoma basocellulare avanzato.Nelle forme avanzate, che possono sfigurare e deturpare il volto o il corpo, il basalioma mina l’autostima e attiva un forte senso di colpa per aver trascurato i primi segnali della malattia. Comporta, inoltre, una grave auto-limitazione delle proprie attività e relazioni sociali: è un marchio da negare e nascondere a se stessi e agli altri.

Il basalioma ha anche un impatto sulla vita professionale del paziente: in alcuni casi, infatti, inficia la possibilità di mantenere una vita lavorativa attiva. I familiari più stretti si confermano la principale fonte di sostegno per il paziente, arrivando spesso a modificare i propri programmi e abitudini. Da un lato i familiari risultano allarmati dal basalioma e dalla reazione psicologica del parente, dall’altro cercano, invece, di nascondere la loro preoccupazione e di rassicurarlo.

I pazienti infine temono soprattutto una ricomparsa del tumore o di incorrere in aggravamenti e metastasi. Chiedono una maggiore attenzione al basalioma da parte del sistema sanitario e una sensibilizzazione dell’opinione pubblica per sentirsi più integrati nella società.
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Glossario per Carcinoma basocellulare - Enciclopedia medica Sanihelp.it

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FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Cartella stampa dell'indagine “Basalioma, sotto la maschera”, condotta da Gfk Eurisko e promossa da

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Autore: Valeria Leone - Sanihelp.it
Data ultima modifica: 27-01-2014

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