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Cisticercosi


La malattia č anche conosciuta come:
affezione da cisticerchi


Parassitosi umana causata dalla Taenia solium, verme parassita appartenente alla famigli dei tenidi, più comunemente nota come verme solitario.

Categoria: Malattie infettive


Che cos'è - Cisticercosi

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Il responsabile è la Taenia solium, il verme solitario

Parassitosi causata dalle larve di Taeniea solium, un verme parassita appartenente alla famiglia dei tenidi (platelminti cestodi) comunemente noto come verme solitario mentre la malattia causata dalla forma adulta della tenia è detta teniasi. Il maiale è l’ospite intermedio del parassita e l’infestazione dell’organismo umano ha inizio solitamente con l'ingestione delle larve, dette cisticerchi, presenti nelle carni crude o poco cotte, e, più raramente, per ingestione diretta di uova, presenti nelle feci  umane o in cibi contaminati da feci umane.

Le uova, giunte nello stomaco, completano il ciclo vitale con la nascita di embrioni che, perforando le pareti dello stomaco e dell’intestino tenue entrano nella circolazione sanguigna e raggiungono la sede definitiva dove, a maturazione terminata, passeranno allo stadio di vermi (cisticerchi). Le zone più colpite dalla parassitosi sono il tessuto connettivo sottocutaneo, l’occhio, l’encefalo e le meningi dove l’alta concentrazione di vermi presenti dà luogo a reazioni infiammatorie causate dall’azione meccanica esercitata dal parassita sui tessuti.

Dal momento che il maiale è l’ospite intermedio del parassita, un tempo la parassitosi era presente ovunque ci fossero allevamenti di maiale mentre attualmente le aree maggiormente colpite dalla sono America Latina, India, Cina, Sud Est Asiatico e Africa subsahariana mentre nei paesi islamici, dove il consumo di carne suina è inesistente, il parassita è praticamente assente.

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Prevenzione - Cisticercosi

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Per la prevenzione evitare verdure crude e carne di maiale

L’igiene alimentare è la misura di prevenzione principale al fine di evitare di entrare in contatto con le uova del verme responsabile della parassitosi. Occorre quindi evitare di ingerire verdure o comunque alimenti vegetali crudi o non ben lavati.

La carne suina deve essere conservata a temperature inferiori ai 10°C sotto zero e deve essere consumata solo previa cottura evitando anche carni poco cotte. Al fine di evitare l’ingestione delle uova tramite il contatto con oggetti contaminati, è necessario lavarsi le mani accuratamente ed evitare di mangiare frutta e verdura non lavate o lavate in modo approssimativo.

A livello comunitario il Regolamento 854/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 29 aprile 2004 stabilisce norme specifiche per l’organizzazione di controlli ufficiali sui prodotti di origine animale destinati al consumo umano mentre le carcasse degli animali infestati dal parassita in modo massiccio devono essere distrutte.

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Sintomi - Cisticercosi

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Sintomi generici e assenti nella prima fase della malattia

Nella fase iniziale la cisticercosi è asintomatica i vermi, infatti, si formano solo dopo 2 o 3 mesi dall’ingestione delle uova e si localizzano nei muscoli scheletrici, nel tessuto  cerebrale e nel sottocutaneo.
Possono trascorrere dai 2 ai 6 anni prima che diventi palese per l’ospite la reazione infiammatoria che si sviluppa a causa dell’azione meccanica esercitata dal parassita sui tessuti: così nelle sedi superficiali si possono formare nodulari mobili e dolenti, nell’interessamento dell’occhio compaiono disturbi della visione fino alla cecità.

In caso di cisticerchi situati nel tessuto cerebrale, i sintomi posso essere del tutto simili a quelli propri del tumore (mal di testa, vomito, vertigini, tremori, convulsioni) e nel sangue si nota in genere, ma non sempre, un aumento dei leucociti leucociti eosinofili. Alla reazione infiammatoria segue una degenerazione e alla sua morte, il parassita rilascia antigeni producendo una reazione con edema perilesionale, con la presenza di liquido che comprime la massa cerebrale, che può essere causa di crisi convulsive.

L’ingestione ripetuta di uova in tempi diversi può causare la presenza di cisti intracraniche contemporanee, in stadi evolutivi diversi.

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Diagnosi - Cisticercosi

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Diagnosi difficile in presenza di sintomi generici

La diagnosi si presenta difficile a causa dei sintomi generici della parassitosi, il soggiorno in paesi endemici con consumo di frutta e verdura non lavata può costituire elemento importante per una corretta diagnosi.

Tamponi ed esami culturali, esami diagnostici finalizzati alla ricerca di microrganismi responsabili di patologie infettive, sono aspecifici e il livello dei globuli bianchi solitamente rimane normale. Nel caso in cui la cistercercosi colpisca la zona cerebrale (neuro cisticercosi), non esistono tracciati elettroencefalografici diagnostici idonei e specifici per la diagnosi, in questo caso possono verificarsi convulsioni focali, sonnolenza, alterato livello di coscienza, amnesia, difetti neurocognitivi, di apprendimento, depressione e psicosi. In presenza di un elevato numero di parassiti, può manifestarsi una vera e propria encefalite cisticercotica.

Per la corretta diagnosi della neuro cisticercosi è fondamentale l’esame dell’encefalo con Tomografia Computerizzata (TC) o con Risonanza Magnetica (RM) mentre la radiologia tradizionale può essere impiegata per l’individuazione della cisticercosi dei tessuti molli dove le lastre possono mettere in evidenza le tipiche calcificazioni intramuscolari a forma di sigaro che corrispondono ai cisticerchi muscolari non più vitali. La presenza delle uova può essere individuata attraverso l’esame delle feci anche se non consente di distinguere la Taenia solium dalla Taenia saginata.

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Cura e Terapia - Cisticercosi

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Cura farmacologica e rimozione chirurgica nei casi delicati

Inizialmente la parassitosi viene trattata con una terapia anti-epilettica al fine di porre sotto controllo le crisi convulsive e, in presenza di edema cerebrale , è necessaria una cura anti infiammatoria corticosteroidea prima di iniziare la terapia anti parassitaria vera e propria.

I principi attivi dei farmaci utilizzati in questa fase sono il praziquantel e l’albendazolo utilizzati in contemporanea per favorire la calcificazione della parete della cisti. La durata media di questa terapia farmacologica è di circa 1 mese.

La terapia chirurgica, con asportazione meccanica del parassita, è riservata alle forme extra parenchimali, poiché la loro conseguenza più grave è l'idrocefalo, l’accumulo di liquido cefalo rachidiano a livello dei ventricoli cerebrali che si dilatano causando l'ipertensione intracranica che causa danni al tessuto cerebrale.
Nel caso il parassita si localizzi in zona spinale, possono infatti verificarsi fenomeni compressivi locali e radicoliti mentre nelle forme oculari il paziente può avere disturbi visivi, effetto massa, uveite, congiuntivite e distacco di retina.

La terapia medica può quindi essere associata alla chirurgia nel caso delle cisti spinali e solitamente anche le cisti oculari e spinali vanno rimosse chirurgicamente.

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Glossario per Cisticercosi - Enciclopedia medica Sanihelp.it

 - Malattia
 - Parassitosi
 - Occhio
 - Meninge
 - Encefalo
 - Vertigine
 - Vomito
 - Tremore
 - Ospite
 - Muscoli
 - Tomografia
 - Risonanza magnetica nucleare

Tag cloud - Riepilogo dei sintomi pių frequenti

assenza atassia capogiro cefalea repulsione per il cibo irrigidimento del collo coma conato confusione iniezione congiuntivale arrossamento delle congiuntive perdita di conoscenza contorcimenti contorsioni convulsioni perdita di coscienza lesioni della cute manifestazioni a carico della cute emicrania mancanza di equilibrio perdita dell'equilibrio febbre fotofobia instabilità ipertermia lacrimazione lipotimia intolleranza alla luce visione di lampi di luce mancamento movimenti involontari disturbi nella coordinazione dei movimenti nausea irrigidimento della nuca obnubilamento arrossamento degli occhi bruciore agli occhi dolore agli occhi infiammazione degli occhi irritazione agli occhi lesioni della pelle manifestazioni a carico della pelle rallentamento rigetto rigor nucalis rigurgito sbandamento scosse perdita dei sensi sincope sonnolenza spasmi stupore svenimento innalzamento della temperatura giramento di testa male di testa torpore vertigini disturbi della vista voltastomaco vomito sensazione di vomito

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Autore: Valeriana Ramondo - Sanihelp.it
Data ultima modifica: 31-12-2015

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