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Echinococcosi


La malattia è anche conosciuta come:
cisti da echinococco, echinococcosi cistica, idatidosi, malattia idatidea


Parassitosi causata dalle larve di alcune specie di vermi elminti cestodi, del genere Echinococcus. Può colpire sia gli essere umani sia i mammiferi come pecore, cani, roditori e cavalli e nella maggior parte dei casi si manifesta attraverso cisti di grandezza variabile.
Categoria: Malattie infettive
Sigla: EC

Che cos'è - Echinococcosi

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Tre le forme che colpiscono l'uomo

Le echinococcosi sono parassitosi che colpiscono sia gli essere umani sia i mammiferi come pecore, cani, roditori e cavalli. Gli esseri umani possono essere colpiti da 3 differenti tipi di echinococcosi, ognuna causata dalla forma larvale di differenti specie di elminti cestodi del genere Echinococcus. La più comune è l’echinococcosi cistica causata dal parassita Echinococcus granulosus, si tratta di una parassitosi endemica nelle zone dove è maggiormente diffuso l’allevamento degli ovini e le aree dove è maggiormente diffusa sono il bacino del Mediterraneo, i Balcani, il Medio Oriente, il Nord Africa, oltre che le regioni meridionali del Sud America, l’Asia Centrale e la Mongolia. In Italia si sono registrati casi nelle regioni meridionali e nelle isole.
Il secondo genere è denominato echinococcosi granulare ed è causata dall’Echinococcus multilocuraris, un parassita il cui habitat principale sono i mammiferi salvatici come lupi e volpi, oltre che cani e gatti. La parassitosi è diffusa in tutto il mondo, con una particolare concentrazione in Europa, nella Francia orientale e centrale, in Svizzera, Austria e Germania.
Infine il terzo tipo di parassitosi, l’echinococcosi policistica, è causata dal verme Echinococcus vogeli e, molto più raramente, dall’Echinococcus oligarthus. La malattia è presente esclusivamente nelle aree silvestri dell’America Latina, soprattutto in Amazzonia, l’Echinococcus vogeli è diffuso fra cani e i roditori sudamericani chiamati paca mentre l’Echinococcus oligarthus è ospitato dai felini selvatici come coguari, giaguari e ocelot. Le Echinococcosi policistica e alveolare raramente colpiscono gli esseri umani e sono molto meno diffuse della echinococcosi cistica.

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Prevenzione - Echinococcosi

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Educazione sanitaria e igiene sono fondamentali

Le strategie di prevenzione per le tre forme di echinococcosi che colpiscono gli essere umani si basano sulla diffusione di un’educazione sanitaria volta ad eliminare i principali fattori di rischio responsabili della trasmissione della malattia.
Per quanto riguarda l’Echinococcus granulosus, responsabile della echinococcosi cistica, gli esseri umani spesso entrano in contatto con le sue uova e sono contagiati dal parassita tramite il suolo, le feci e il pelo degli animali e il controllo e l’igiene delle fonti di acqua potabile è fondamentale per l’eliminazione del contagio. Anche il controllo di animali che vivono a stretto contatto con l’uomo e che possono essere portatori del parassita, come i cani, è fondamentale per eliminare il rischio di contagio . In molti paesi dove il problema è endemico sono state avviate campagne di vaccinazione destinate ai cani e ad altri animali, come le pecore, nel tentativo di controllare la presenza e la trasmissione del parassita.
L’igiene è fondamentale anche per quanto riguarda la prevenzione specifica per l’Echinococcus multilocuraris, responsabile dell’echinococcosi granulare, ma per questo specifico parassita purtroppo non esiste ancora un vaccino dedicato attraverso il quale mettere in atto la profilassi verso gli animali ospiti come le volpi rosse.
Per quanto riguarda infine l’echinococcosi policistica, diffusa esclusivamente nelle aree silvestri dell’America Latina e in Amazzonia, non è ancora del tutto chiaro in che modo avvenga il contagio degli esseri umani da parte dell’Echinococcus vogeli e dell’Echinococcus oligarthus e ad oggi non esistono indicazioni specifiche per la prevenzione. Non esistono al momento vaccini umani contro l’echinococcosi e sono tutt’ora in corso studi clinici.

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Sintomi - Echinococcosi

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Dolore generalizzato il sintomo più comune

Negli esseri umani i parassiti si concentrano, nel 75% dei casi, nel fegato, seguito da altri organi come milza, cuore, reni, cervello e polmoni. Nei pazienti colpiti da echinococcosi cistica la malattia si manifesta tramite una massa, denominata ciste o capsula cistica, che lentamente cresce all’interno dell’organismo e che si manifesta anche nelle altre due forme di parassitosi, la policistica e la alveolare.
La capsula cistica è costituita da una membrana esterna, che ha una funzione di nutrimento per le larve, e da una membrana interna che svolge invece una funzione di riproduzione. Da quest'ultima vengono prodotte verso l'interno, nel lume della cisti riempito di liquido idatideo, molte capsule proligere all'interno delle quali si formano numerose larve. Le capsule proligere e le larve ingerite con gli organi infetti dall'ospite si schiudono nell’intestino e crescono sino allo stadio adulto fino a completare il ciclo.
Il liquido idatideo, che come abbiamo detto è contenuto all’interno delle cisti, è un liquido chiaro formato da protidi e allergeni ed è un fattore importante nella patogenesi della malattia per l'ospite intermedio soprattutto per l'uomo. Infatti, se l’idatide si rompe spontaneamente o in sede di intervento chirurgico durante l'asportazione si può avere uno shock anafilattico oltre che la disseminazione delle larve con la conseguenze formazione di altre cisti idatidee in sedi lontane dal primo focolaio.
In alcuni casi, a causa soprattutto della posizione e della grandezza delle cisti, la patologia può anche essere asintomatica, in caso contrario, i sintomi dipendono in grossa misura dalla parte del corpo nella quale sono localizzate. Il sintomo più comune è comunque un dolore generalizzato mentre più rari sono i disturbi digestivi, la febbre, l'insorgenza di una colorazione giallastra della pelle e disturbi di tipo allergico simili all'orticaria. A volte possono insorgere problemi alle vie biliari, la crescita della cisti all'interno del fegato può infatti esercitare una compressione sulle vie biliari.

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Diagnosi - Echinococcosi

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Imaging ed esami sierologici fondamentali per la diagnosi

Per l’esecuzione di una diagnosi accurata e precisa è necessario fare affidamento alle tecniche di imaging, supportate dall’istopatologia, dal rilevamento di acidi nucleici e dalla sierologia. Per l’echinococcosi cistica l’imaging è il metodo di diagnosi principale i cui risultati vengono supportati e confermati attraverso specifici esami sierologici tramite l’impiego di antigeni specifici per l’Echinococcus granulosus. La tecnica di imaging scelta è spesso l’ultrasonografia, un esame in grado di visualizzare le cisti in organi interni, anche se in alcuni casi si preferisce fare riscorso a risonanza magnetica e TAC.
Un esame ecografico è il metodo di diagnosi più utilizzato in presenza di una sospetta echinococcosi alveolare, spesso supportato da una tomografia computerizzata in grado di rilevare lesioni e calcificazioni caratteristiche di questo tipo di echinococcosi. In presenza di echinococcosi alveolare i test sierologici sono particolarmente utili in quanto per l’Echiococcus multilocularis sono disponibili un maggior numero di antigeni rispetto all’’Echinococcus granulosus e inoltre questo parassita può essere individuato anche attraverso una biopsia dei tessuti del paziente.
Anche per l’individuazione dell’echinococcosi policistica vengono utilizzate tecniche di imaging, tuttavia i protocolli metodologici ad oggi prevedono l’isolamento del parassita per via chirurgica. Secondo gli studi più recenti, la reazione a catena della polimerasi (nota con l’acronimo PCR) può essere un metodo attendibile per identificare l’ Echinococcus oligarthus e l’Echinococcus Vogeli nei tessuti dei pazienti.

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Cura e Terapia - Echinococcosi

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Chirurgia e chemioterapia per eliminare il parassita

Per le forme più semplici di echinococcosi cistica viene preferita la rimozione chirurgica abbinata ad una chemioterapia con albendazolo e mebendazolo prima e dopo la chirurgia, farmaci a basso costo con un’elevata capacità antiparassitaria. In presenza di cisti diffuse o collocate in posizioni rischiose, la terapia chirurgica diviene però impraticabile e in questi casi, in abbinamento alla chemio, viene applicata una terapia percutanea conosciuta con l’acronimo PAIR (puntura, aspirazione, iniezione, riaspirazione) che consiste nell’aspirazione del contenuto della cisti.
Anche per la cura dell’echinococcosi alveolare si procede con la rimozione chirurgica in abbinamento alla chemioterapia che deve proseguire per un periodo di circa 2 anni al fine di avere la certezza della scomparsa del parassita. Per i casi non operabili si procede anche in questa caso con l’applicazione della sola terapia chemioterapica.
Per quanto riguarda l’echinococcosi policistica, data la casistica limitata sin qui esaminata nella letteratura medica, non esiste ancora una terapia definita e universalmente riconosciuta, si raccomanda comunque l’applicazione della chemioterapia mentre la soluzione chirurgica deve essere adottata solo nei casi in cui la chemio non risulti efficace o le lesioni causate dal parassita siano molto piccole.

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Glossario per Echinococcosi - Enciclopedia medica Sanihelp.it

 - Cestode
 - Parassita
 - Parassitosi
 - Dolore
 - Febbre
 - Allergia
 - Antigene
 - Shock anafilattico
 - Feci
 - Ospite
 - Biopsia
 - Chemioterapici


Farmaci

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FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Grande Dizionario Medico Rizzoli

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Autore: Redazione - Sanihelp.it
Data ultima modifica: 28-12-2015

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