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Epatite B


La malattia è anche conosciuta come:
epatite b, epatite da virus b


In tutto il mondo circa 350 milioni di persone convivono con l’epatite B cronica e il 15-25% di loro potrebbe morire per una malattia epatica. Spesso la malattia si manifesta senza sintomi e la diagnosi è tardiva. Ecco perché bisogna puntare sulla prevenzione, con stili di vita responsabili e il vaccino. E per le cure, ci sono farmaci nuovi, più mirati.


Categoria: Malattie epatiche
Sigla: HBV

Che cos'è - Epatite B

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Epatite B: una minaccia silenziosa

L’epatite B è una malattia virale ad alto rischio che colpisce il fegato. Può causare complicanze a lungo termine che possono portare a cirrosi, tumore del fegato o insufficienza epatica.
Più precocemente nella vita si contrae il virus HBV, maggiore è la possibilità che l’infezione cronicizzi e porti a pericolose complicazioni.

La maggior parte delle persone con epatite B non mostra né segni né sintomi particolari ma corre un elevato rischio di sviluppare cirrosi e cancro del fegato. Infatti, circa il 15-25% morirà per malattia epatica causata da HBV.

La cirrosi, cioè la sostituzione del tessuto epatico con tessuto cicatriziale, si sviluppa nel corso di molti anni quale risultato di un precedente contagio o danneggiamento epatico. In certi casi la cirrosi determina insufficienza epatica perché le cellule muoiono e la capacità funzionale del fegato diminuisce. Oltre alla cirrosi, l’epatite B è responsabile dell’80% dei casi di cancro del fegato, tumore quasi sempre fatale.

L’epatite B è la malattia del fegato più diffusa al mondo e rappresenta una grave emergenza sanitaria su scala globale: più di 2 miliardi di persone (uno su tre) in tutto il mondo l’hanno contratta. Secondo l’OMS è la decima causa di morte nel mondo: solo lo scorso anno circa 1 milione e 200.000 persone sono morte di HBV.
Nonostante la disponibilità del vaccino, 300-400 milioni di persone hanno l’epatite B cronica, difficile da diagnosticare senza un esame del sangue.

Il virus che la provoca è l’HBV (Hepatits B Virus) che si può trasmettere mediante contatto con sangue o fluidi infetti, rapporti sessuali non protetti e scambio di siringhe o aghi infetti, e da madre a figlio durante la gravidanza.
Nell’Europa occidentale la maggior parte dei contagi avviene mediante rapporti sessuali non protetti con persone con epatite B o scambio di siringhe o aghi contaminati. In Asia e Medio Oriente, invece, la trasmissione dell’HBV ampiamente predominante è madre-figlio e figlio-figlio.

Altre modalità di contagio includono la condivisione con persone con epatite B di effetti personali quali spazzolini da denti o rasoi e l’utilizzo di strumenti non sterilizzati per piercing e tatuaggi. Le madri con epatite B possono trasmettere il virus ai loro bambini al momento del parto ed è a rischio anche il personale sanitario deputato all’utilizzo di prodotti ematici e soggetto a punture accidentali con aghi.

Chiunque può contrarre l’epatite B, ma le persone più a rischio sono quelle non vaccinate. Ci sono alcuni continenti come l’Africa, l’Asia e alcune aree del sud-est europeo, dove la prevalenza dell’HBV è più elevata. A rischio sono inoltre le persone che utilizzano aghi già usati o che hanno rapporti sessuali con partner diversi o che già hanno avuto malattie sessualmente trasmesse. Tra i gruppi a rischio ci sono però anche coloro che lavorano nella sanità pubblica e i figli di donne con epatite B.

L’HBV è 100 volte più infettivo dell’HIV, e sopravvive fuori dall’organismo, ed è perciò ancora infettivo, per almeno 7 giorni.
L’HBV è il fattore cancerogeno più comune dopo il tabacco: l’epatite B è infatti responsabile del 60-80% di tutti i tipi di tumore al fegato al mondo.
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Epatite B: fegato sotto assedio

Il fegato è il più grande e uno dei più importanti organi del corpo, coinvolto in numerosi processi vitali. È costituito da milioni di cellule chiamate epatociti e pesa nell’adulto tra 1,3 e i 1,8 kg.

Nell’ambito del processo digestivo, il fegato accresce le capacità energetiche di immagazzinamento e filtraggio dell’organismo. Praticamente tutte le sostanze esogene passano attraverso il fegato che seleziona e processa nutrienti e altri composti in modo che l’organismo li possa utilizzare o eliminare più facilmente.

Il fegato è sede di alcune importanti funzioni:
• produce la bile, cioè il composto necessario per la digestione dei cibi
• più della metà degli agenti anti-batterici che combattono le infezioni si trovano nel fegato
• filtra e rimuove dal sangue prodotti di scarto, farmaci e altre sostanze tossiche
• interviene nel processo coagulativo, producendo alcuni dei composti indispensabili a prevenire eccessi di sanguinamento ed emorragie dovuti a ferite o incidenti
• controlla i livelli di colesterolo
• immagazzina vitamine e minerali.

Tutte le infezioni epatiche causano infiammazione e danneggiano la capacità del fegato di sopperire alle sue funzioni vitali. In particolare le complicazioni possono determinare un calo della capacità di fronteggiare le infezioni, l’aumento di tessuto cicatriziale - denominato fibrosi (di grado da medio a moderato) - e la sua evoluzione più grave, cioè la cirrosi. Il fatto più allarmante è però che l’assenza di sintomi spesso non permette la diagnosi delle complicazioni anche a distanza di molti anni dalla loro comparsa.

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L'epatite B cronica in 10 punti

1. L’infezione da epatite B può essere acuta o cronica. L’epatite B acuta può durare da poche settimane a qualche mese e la maggior parte delle persone colpite guarisce perfettamente senza alcuna conseguenza. L’epatite B cronica è una malattia che dura tutta la vita e può portare a gravi patologie del fegato come il tumore epatico.

2. In tutto il mondo circa 350 milioni di persone convivono con l’epatite B cronica e il 15-25% di loro potrebbe morire per una malattia epatica.

3. In Italia si registra una delle più alte prevalenze della malattia tra tutti i Paesi occidentali. Nel nostro Paese 20.000 persone sono in terapia, ma molte di più potrebbero trarre beneficio da trattamenti efficaci per arrestare l’evoluzione della malattia.

4. L’epatite B è un’infezione virale trasmessa attraverso il contatto con il sangue o con i liquidi organici della persona infetta. Le principali vie di infezione sono quella ematica e quella sessuale.

5. Il virus dell’epatite B, l’HBV, è 100 volte più contagioso dell’HIV.

6. L’epatite B è la causa più diffusa di cancro del fegato nel mondo e, in quanto tale, più carcinogena del tabacco.

7. L’epatite B è una malattia asintomatica:i sintomi sono difficilmente identificabili o addirittura assenti.

8. È molto importante che le persone che sono a rischio di contrarre l’infezione da epatite B facciano un test del sangue specifico per l’epatite B.

9. Fare il vaccino dell’epatite B è il miglior modo per prevenire l’epatite B. La vaccinazione non impedisce, però, lo sviluppo di un’epatite cronica in individui già infetti.

10. Nonostante l’epatite B cronica possa difficilmente essere guarita dopo l’infezione, lo specialista può prescrivere alcune medicine che possono aiutare a tenere sotto controllo la malattia: antivirali, che impediscono la replicazione del virus, o interferoni, che coadiuvano il sistema immunitario.
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Prevenzione - Epatite B

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L'unica prevenzione è il vaccino

La vaccinazione è il miglior metodo di prevenzione dell’epatite B. Il vaccino è efficace per chi non è mai stato esposto al virus.

Dal 1991 la World Health Organization (WHO) ha chiesto a tutti i Paesi di aggiungere la vaccinazione all’epatite B ai programmi vaccinali nazionali: in molti paesi è stato fatto, e un crescente numero di nazioni si è attivata affinché coloro che hanno l’epatite B possano ricevere un trattamento adeguato.

L’Italia è stata tra le prime nazioni a introdurre nel 1991 la vaccinazione anti-HBV obbligatoria per tutti i nuovi nati e per tutti coloro che avessero compiuto il 12° anno di età. Sta di fatto che oggi tutta la popolazione italiana, dai 27 anni in giù, risulta protetta. Anche la Spagna ha adottato da subito un programma vaccinale simile, tanto che le due nazioni sono state subito segnalate dall’OMS come esempi virtuosi.

Per quanto riguarda la popolazione al di fuori di queste fasce d’età, la vaccinazione anti-HBV è disponibile (anche come bivalente, quindi protettiva anche per l’epatite A) per chiunque, ma è fortemente raccomandata per chi vive a stretto contatto con portatori del virus B (familiari, partner sessuali, personale sanitario), per tutti i viaggiatori per turismo o lavoro in aree a forte prevalenza della infezione, come Asia e Est europeo, Centro e Sud America e Africa.

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10 regole per proteggere il fegato

2 milioni e mezzo di persone con epatite B e C, 21.000 decessi all’anno per cirrosi o tumore, malattie epatiche come principale causa di morte nella fascia d’età tra i 35 e i 44 anni: questi i numeri delle patologie che colpiscono il fegato in Italia.
L’Associazione Italiana per lo Studio del Fegato (AISF) propone un decalogo di prevenzione, da seguire per conservare in salute il proprio fegato e proteggerlo da malattie come epatiti, cirrosi, tumore.

1. Mantieni delle corrette abitudini igieniche. Fai attenzione allo stato di igiene di quello che mangi, quando sei fuori casa e in viaggio. L’epatite A si trasmette infatti tramite alimenti infetti come frutti di mare, verdure e acqua. Stai attento a quando utilizzi forbicine e rasoi ed altri strumenti appuntiti in comune con persone che non conosci: le epatiti B e C si trasmettono attraverso il sangue di un soggetto infetto. Avvertenza per tutti ma soprattutto per i bambini: non toccare MAI aghi o siringhe abbandonate! 

2. Una dieta sana ed equilibrata permette di mantenere il fegato sano. Approfitta dell’estate per assumere frutta e verdura in abbondanza: sono fonte preziosa di vitamine (A e C), ferro, fibre e acido folico. Riduci quanto puoi cibi grassi o fritti. Nel caso di una malattia cronica del fegato, inoltre, lo stile di vita e il controllo degli eccessi alimentari concorrono a limitarne l’evoluzione e a migliorare le risposte alle terapie. Se hai una malattia del fegato NON assumere alcolici di nessun tipo. Il controllo del peso e dell’accumulo di grassi nell’organo permette di prevenire malattie epatiche talvolta evolutive. 

3. Dieta equilibrata e controllo del peso corporeo. Se stai facendo una drastica dieta dimagrante in vista della spiaggia, falla sotto controllo medico per assicurarti di assumere tutte le vitamine e i minerali necessari. Il controllo del peso corporeo e la limitazione all’assunzione di calorie (cibi grassi e carboidrati in eccesso) prevengono l’accumulo di grasso nel fegato (steatosi) che costituisce la base di una possibile malattia evolutiva dell’organo. 

4. Consuma moderatamente vino e bevande alcoliche. Un bicchiere di vino o birra a pasto non pone problemi – salvo restrizioni in caso di altre patologie e in particolari condizioni (vedi punto 2). Fai attenzione a non mischiare MAI alcolici e farmaci, la loro combinazione può essere molto tossica per il fegato! 

5. Stai attento ai farmaci che assumi. Non abusare nell’uso dei farmaci e non eccedere nelle dosi indicate dal tuo medico o segnate sul foglietto illustrativo: tutti i farmaci passano attraverso il fegato e quantità in eccesso potrebbero essere dannose. Non mischiare MAI differenti farmaci senza il consiglio di un medico.

6. NON assumere droghe di nessun tipo. Il rischio è molteplice: se vengono assunte droghe sintetiche possono provocare danni permanenti al fegato, a causa della loro elevata tossicità. Inoltre, se avviene uno scambio di siringhe, è possibile contrarre l’epatite B e C o anche il virus dell’immmunodeficienza umana (HIV) che può aggravare molte malattie di fegato. Fai attenzione a non mischiare MAI droghe e alcol: la loro combinazione può essere letale per il tuo fegato (e per te!). 

7. Fai attenzione quando fai piercing e tatuaggi. In estate spesso si presenta l’occasione per queste iniziative: ricorda che moltissime infezioni si trasmettono quando piercing e tatuaggi vengono realizzati con strumenti non sterilizzati. Controlla che chi esegue il tatuaggio o il piercing utilizzi strumenti monouso e sterili, in un ambiente pulito e non improvvisato. 

8. Evita rapporti sessuali a rischio non protetti. Le malattie a trasmissione sessuale sono molte: tra queste è inclusa l’epatite B. Usa il profilattico nei rapporti a rischio. 

9. Vaccinati contro l’epatite B e contro l’epatite A. Dal 1991 la vaccinazione contro il virus B è obbligatoria per i bambini: chi ha meno di 25 anni è già immunizzato, tutti gli altri, se non sono immunizzati, possono comunque effettuarla. Nel caso dell’epatite A, se non ci si è immunizzati spontaneamente, è opportuno effettuare il vaccino in occasione di viaggi in Paesi esotici o di permanenza in aree endemiche – in particolare nei soggetti già affetti da altre malattie epatiche. 

10. Esegui controlli periodici del tuo sangue. Tramite gli esami del sangue è possibile controllare il livello di alcune sostanze presenti nel sangue - gli enzimi epatici - che rivelano lo stato di salute del tuo fegato. La maggior parte delle malattie epatiche, in particolare le forme croniche, sono asintomatiche, per cui chi ne soffre spesso non se ne accorge. I controlli aiutano a tenere monitorato lo stato di salute del fegato.
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Sintomi - Epatite B

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Sembra influenza, può essere epatite

L’epatite B è difficile da diagnosticare, infatti il 40% degli adulti non mostra sintomi particolari tranne nei casi di epatite acuta o in situazioni di patologia cronica avanzata. Anche i neonati e i bambini non sviluppano i sintomi dell’epatite B. Con l’avanzare dell’età è più facile che si riscontrino i sintomi.

Se una persona mostra i sintomi, questi si potrebbero manifestare come simil-influenzali: affaticamento, dolori addominali, perdita di appetito, nausea, vomito, dolore alle articolazioni, mal di stomaco, giallore degli occhi e della pelle, urine scure, feci chiare o biancastre.

Il tempo tra l’esposizione al virus e la manifestazione dei sintomi varia tra i 45 e i 180 giorni; questa viene definita fase di epatite B acuta. Se il virus resta nell’organismo per più di 6 mesi può evolvere in infezione cronica.

Anche se non si hanno mai avuto sintomi è possibile trasmettere il virus senza saperlo.
Le persone con epatite B cronica hanno un aumentato rischio di sviluppare complicanze al fegato. In media dal 15 al 25% dei pazienti con epatite cronica B potrebbe morire a causa di malattie correlate al fegato.

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Diagnosi - Epatite B

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Basta un piccolo prelievo di sangue

Chi è a rischio contagio da epatite B dovrebbe chiedere al proprio medico di sottoporsi a un semplice esame del sangue per la diagnosi. Diagnosticare l’epatite B è un fattore importante non solo per le potenziali, gravi implicazioni sulla salute, ma per evitare di infettare altre persone contribuendo alla diffusione della malattia.

Sono disponibili vari test che aiutano i medici a valutare il danno epatico o la probabilità di danni futuri al fegato a causa dell’epatite B, questi includono esami del sangue, esami di diagnostica per immagini o esami bioptici del fegato.
Il prelievo di una piccola quantità di sangue è sufficiente per determinare la presenza del virus.

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Epatite B: attenzione all'epidemia occulta

La trasmissione del virus dell’epatite B in ambito ospedaliero è stato uno dei grandi problemi a cui i sistemi sanitari dei paesi più sviluppati hanno dovuto fare fronte.
Negli ultimi decenni la battaglia è stata vinta e oggi il rischio di contrarre l’epatite B a causa di terapie invasive è molto basso.

Tuttavia, il virus è ancora relativamente frequente nella popolazione generale (è calcolabile che circa 1 italiano su 100 sia portatore cronico dell’infezione), e pertanto casi sporadici o epidemie circoscritte tra pazienti ospedalizzati possono tuttora verificarsi.

Come spiega il Professor Antonio Gasbarrini, segretario dell’Associazione Italiana Studio fegato, «importanti e numerosi dati scientifici hanno dimostrato che oltre all’infezione conclamata (HBsAg-positiva) esiste anche un rischio potenziale di infezione da HBV definita occulta (propria di soggetti HBsAg-negativi), caratterizzata dalla persistenza nel fegato di piccole quantità di virus tenuti in stato di inattività grazie al controllo del sistema immunitario».

Benché molti aspetti dell’infezione occulta da HBV siano ancora oggetto di studio, alcuni dati sono ormai consolidati, come il rischio di eventi clinici secondari alla sua riattivazione che possono manifestarsi, in particolare, in pazienti con compromissione del sistema immunitario, come ampiamente riportato nella letteratura internazionale.

L’AISF ha prodotto recentemente un documento sulla Profilassi e terapia dell’epatite B nei pazienti immunocompromessi accessibile attraverso il sito web dell’associazione (www.webaisf.org), stilato in collaborazione con esperti di altri settori scientifici interessati a questa importante problematica.
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Cura e Terapia - Epatite B

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Lotta combinata all'epatite B

Oggi sono disponibili trattamenti che possono controllare l'epatite B e aiutare a prevenire lo sviluppo di complicanze gravi e anche fatali. Alcuni farmaci agiscono potenziando la risposta del sistema immunitario all’infezione. Altre medicine interferiscono con il processo di replicazione del virus, abbassandone così la quantità circolante nel sangue.

Gli obiettivi del trattamento con questi ultimi farmaci sono:
• ridurre la quantità di virus nel sangue
• mantenere tale livello il più basso possibile nel corso del tempo.
Le opzioni di trattamento devono essere discusse con lo specialista o con il proprio medico.

Non tutte le persone infettate dal virus dell'epatite B necessitano di farmaci. Solamente il medico è in grado di deciderlo. Si consiglia di non prendere nessun altro prodotto, inclusi prodotti fitoterapici o di erboristeria e vitamine, senza prima averne parlato con il medico. Infatti alcuni prodotti fitoterapici o di erboristeria e vitamine possono causare danni al fegato.

Se necessario, sono disponibili due tipi di medicine per trattare l'epatite B cronica: gli antivirali e gli interferoni. Gli antivirali minimizzano la replicazione o la copia del virus, mentre gli interferoni funzionano aiutando il sistema immunitario a combattere contro la malattia.


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Entecavir può ridurre i danni a carico del fegato

La protagonista indiscussa a San Francisco del 59° Congresso dell’American Association for the Study of Liver Diseases è Entecavir: molecola di nuova generazione e antivirale orale ad alta barriera genetica per il trattamento dell’epatite B cronica e che è disponibile in Italia da oltre un anno.
In questo meeting, che vede riuniti oltre 6.000 esperti mondiali, sono stati presentati i nuovi risultati dello studio ETV-901 (che ha coinvolto 4 centri italiani), in cui il trattamento a lungo termine con Entecavir è stato associato alla riduzione dell’infiammazione epatica e della fibrosi; nel 100% di questi pazienti la carica virale era a livelli non rilevabili.

Come afferma il Professor Pietro Lampertico dell’Università degli Studi di Milano: «Questi nuovi dati confermano che un trattamento a lungo termine con un antiretrovirale potente e che non causa insorgenza di resistenze è potenzialmente in grado di arrestare il danno epatico e può perfino migliorare la fibrosi epatica». Un reale vantaggio per il paziente che vede allontanarsi sempre di più le gravi complicanze al fegato: Entecavir infatti unisce la potenza all’alta barriera genetica e il virus deve sviluppare almeno tre mutazioni per sfuggire all’effetto del farmaco.

La patologia è molto diffusa: nel mondo vi sono circa 400 milioni di portatori cronici del virus, e si stima circa 700 mila in Italia, dove ogni giorno 57 persone muoiono per cirrosi o tumore del fegato. Se non trattata, infatti l’epatite B cronica evolve in cirrosi nel 10-20% dei casi e in quasi la metà di questi si verifica il decesso per insufficienza epatica o epatocarcinoma.
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Glossario per Epatite B - Enciclopedia medica Sanihelp.it

 - Epatite b
 - Epatite cronica
 - Fegato
 - Interferone
 - Fibrosi
 - Insufficienza epatica
 - Cirrosi


Farmaci

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 - BARACLUDE*30CPR RIV 1MG
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Tag cloud - Riepilogo dei sintomi più frequenti

dolore all'addome affaticabilità disturbi dell'alimentazione anoressia diminuzione dell'appetito disturbi dell'appetito astenia repulsione per il cibo conato colorazione gialla della cute debolezza disturbi della digestione dimagrimento dispepsia ematemesi epatomegalia esauribilità mancanza della fame febbre ingrossamento del fegato mancanza delle forze inappetenza ipertermia itterizia ittero nausea colorazione gialla degli occhi dolore alla pancia colorazione gialla della pelle calo di peso rigetto rigurgito snellimento spossatezza stanchezza senso di peso allo stomaco innalzamento della temperatura colore scuro dell'urina dolore al ventre voltastomaco vomito sangue nel vomito sensazione di vomito

FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Campagna itinerante Epatite B: il tour

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Autore: Roberta Camisasca - Sanihelp.it
Data ultima modifica: 28-12-2015

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