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Forfora


La malattia č anche conosciuta come:
pitiriasi, pitiriasi del capo, pityriasi del capo, pityriasis capitis


La forfora: una patologia diffusissima e molto temuta, soprattutto dal punto di vista estetico. Dalle cause alla terapia, dalla scelta dello shampoo ai rimedi naturali, passando per la dieta, tutto quello che devi sapere sulla pityriasis symples capitis.
Categoria: Malattie dermatologiche


Che cos'è - Forfora

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Quella neve irritante: la forfora

Particelle cornee di pelle morta cadono come fiocchi di neve sulle spalle e sul collo. I capelli appaiono opachi e fragili. Il cuoio capelluto è unto e irritato. La tentazione di grattarsi la testa è irresistibile. Stiamo parlando della forfora, risultato dell’esfoliazione eccessiva del cuoio capelluto: una patologia molto diffusa, tant’è che oggi circa una persona su due ne soffre.

La desquamazione cutanea all’origine della malattia è conseguenza di uno sfaldamento dello strato corneo che è fisiologico e solitamente inavvertito, ma che in un certe condizioni e per qualche motivo diventa sovrabbondante e visibile.

Come si manifesta la forfora? Il primo segnale d’allarme è senza dubbio la comparsa della famosa sottile polvere bianca che si deposita sul 3cuoio capelluto, determinando un antiestetico e imbarazzante velo bianco su capelli e spalle. Le lamelle possono assumere aspetto diverso a seconda di: spessore, consistenza, aderenza e colorito.

Ovviamente la visibilità della forfora è proporzionata alla gravità del problema, ma non è soltanto l'intensità della desquamazione a renderla evidente, ma anche la scarsa pulizia dei capelli.
Infatti bisogna distinguere due tipi di forfora: il primo e più frequente è la forfora a piccole scaglie, l'equivalente della normale esfoliazione dello strato superficiale della cute, invisibile in quanti hanno cura della igiene dei capelli.
Il secondo tipo di forfora è a grosse scaglie di colore bianco cereo, agglomerati di cellule morte staccatisi precocemente dal cuoio capelluto. Questo tipo di forfora (tipico dei soggetti con capelli secchi) può diventare visibile per due motivi: una scarsa pulizia, nel qual caso la forfora rimane imbrigliata nel film sebaceo che ricopre il cuoio capelluto, oppure per eccessiva produzione di scaglie, quale reazione della pelle ad agenti nocivi che si trovano nell'aria o nei trattamenti cosmetici (abusi di tinture, decolorazioni, eccessivo uso di phon, permanenti).

Riassumendo: clinicamente si distinguono due pitiriasi: secca o semplice, nella quale il cuoio capelluto è coperto da piccole squame molto fini, di facile distacco, che ricoprono gli abiti, con cute normale e modesto prurito, e una pitiriasi grassa o steatoide, nella quale squame più grosse, untuose e giallastre, aderiscono a un cuoio capelluto talvolta leggermente eritematoso e trasudante; in questo caso il paziente può riferire leggero prurito.


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Lotta alla forfora:parla l'esperto

Pityriasis symples capitis: questo nome ti dice niente? È una patologia diffusissima e molto conosciuta, tant’è che attualmente ne soffre una persona su due: la forfora.
Fastidiosa e decisamente imbarazzante, la forfora non è un nemico invincibile. Sfatiamo i luoghi comuni e impariamo le armi giuste per combatterla, con l’aiuto del dottor Paolo Gigli, Specialista in Dermatologia e Venereologia.

Innanzitutto, cos’è la forfora? «Spesso associata a un semplice inestetismo, in realtà la forfora è una vera e propria patologia del cuoio capelluto, che presenta una fine desquamazione che causa, a sua volta, la formazione delle antipatiche scagliette bianche».

Si riconosce facilmente? «La manifestazione macroscopica della sua comparsa è la formazione di squame generalmente secche e biancastre, che si accumulano sui vestiti soprattutto a livello delle spalle, talvolta accompagnate da prurito. Attenzione: può essere confusa con la psoriasi o la dermatite atopica, quindi in caso di dubbio per un’accurata diagnosi è meglio rivolgersi al medico di fiducia».

Identikit della vittima designata. «Individuo di sesso prevalentemente maschile, di età compresa tra i 18 e i 40 anni, con una predisposizione costituzionale alla forfora. In alcuni casi entra in gioco anche lo stress: spesso i pazienti riferiscono recidive in concomitanza a situazioni stressanti, ma non esistono dati scientifici che lo dimostrino».

Quali sono le cause più ricorrenti? «L’eziopatogenesi è multifattoriale, e comprende anomalie qualitative della secrezione di 3">6505">sebo, fattori climatici, costituzionali e nutrizionali».

Parliamo di prevenzione: la forfora può essere evitata, e soprattutto, è contagiosa? «La forfora non passa assolutamente da una testa all’altra, e i soggetti predisposti possono prevenirla con adeguati trattamenti dermocosmetologici, da eseguirsi prima dei periodi critici dell’anno o di eventi stressanti».

È vero che d’inverno il problema peggiora? «Sì, perché in questo periodo dell’anno diminuiscono i raggi ultravioletti, che rallentano la velocità di ricambio dell’epidermide ed esercitano un’azione curativa sulla forfora».

Due cose da evitare assolutamente. «L’uso di shampoo con tensioattivi aggressivi, che può far peggiorare il quadro clinico, e l’eccessiva sudorazione del cuoio capelluto, che può indurre infiammazione locale e accentuare la desquamazione».

Qual è l’approccio giusto? «Si usano lenitivi ed emollienti in base oleosa per facilitare il distacco delle squame, associati a shampoo cheratoregolatori e antinfiammatori. Molto utili in tal senso i prodotti a base di ketoconazolo e climbazolo. In casi importanti si ricorre agli steroidi applicati localmente. Utile un’integrazione a base di acidi grassi polinsaturi».

E a tavola? «Sicuramente da evitare l’alcol e le situazioni di carenza di antiossidanti come la vitamina E. Anche il fumo di sigaretta è nocivo».

In definitiva, la forfora si può eliminare del tutto? «La patologia risponde egregiamente alla terapia medica, ma tende a recidivare tipicamente nei soggetti predisposti nel periodo invernale. Perciò è utile affidarsi allo specialista dermatologo, anche a scopo preventivo e non solo curativo».


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Le cause della forfora in 4 parole

Ecco tutti gli elementi che possono concorrere a cusare la forfora:

FUNGO
Le cause della forfora sono ancora oggi oggetto di discussione scientifica da parte degli esperti. Se infatti per alcuni pare infondata l’idea, più volte affermata, di una responsabilità dell'apparato digerente e in particolar modo del fegato, attualmente più interessante appare il dato, scientificamente provato, che, fra i capelli con forfora, sia spesso presente in quantità massiccia un micete, il pityrosporum ovalis, che prolifera in eccesso a livello del cuoio capelluto. Infatti normalmente questo microrganismo costituisce circa la metà (45%) della nutrita flora di creature residente sul cuoio capelluto, mentre in caso di forfora la sua presenza sale fino al 75%.
Tuttavia, essendo la forfora presente anche in assenza di pityrosporum, non è ancora del tutto chiaro se sia il fungo responsabile della forfora o, al contrario, se sia un cuoio capelluto con forfora a costituire un terreno favorevole al suo sviluppo.

INFIAMMAZIONE
Diversi studi hanno dimostrato che nel cuoio capelluto dei soggetti con forfora esistono numerosi raggruppamenti di cellule infiammatorie attorno ai vasi sanguigni sotto l’epidermide. Queste cellule, richiamate in quei punti probabilmente dalla presenza di microrganismi, liberano delle sostanze atte a difendere la pelle dall’infezione, che però provocano un’alterazione del ricambio cellulare.
Così le cellule raggiungono gli strati più superficiali della pelle quando sono ancora immature e desquamano in gruppi più ampi, rendendosi così evidente anche a occhio nudo.
La gravità della forfora dipende quindi dal numero dei focolai infiammatori e dal loro ripetersi nel tempo.

ORMONI
Generalmente la forfora compare dopo la pubertà, quando ha inizio l'attività ormonale, che è causa di un aumento di produzione di sebo da parte delle ghiandole sebacee. Inoltre è stata riscontrata una prevalenza nel sesso maschile, quindi si è pensato a un collegamento con la produzione di ormoni androgeni.

AGGRAVANTI
Lo stile di vita influisce sulla formazione della forfora: infatti stress, tensioni psico-affettive, alimentazione scorretta, abitudine di indossare il cappello o il casco, sono fattori aggravanti della forfora. Anche familiarità, allergie alimentari, infezioni batteriche ed eccessiva sudorazione possono dare origine alla comparsa delle squame bianche.
In più alcuni prodotti cosmetici (tinture, detergenti, lacche ecc.) possono peggiorare il problema, soprattutto se se ne abusa o se si è intolleranti ad alcune sostanze che vi sono contenute. In questo caso la desquamazione è una forma di difesa messa in atto dal cuoio capelluto. Il risultato, comunque, è sempre lo stesso: un'accelerazione nel ricambio delle cellule dello strato più superficiale della pelle. Che, staccandosi in grandi quantità, diventano visibili.


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Prevenzione - Forfora

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Capelli: il segreto è nella dieta

Prendi un tuo capello e analizzalo: ha una struttura robusta e una superficie compatta? Allora gode di ottima salute.
Ma se quello che vedi è un capello sofferente, sottile, spezzabile, forse dovresti rivedere le tue abitudini alimentari. A volte infatti non serve accanirsi nella ricerca della crema miracolosa, perché la soluzione ai problemi dei tuoi capelli può arrivare dall’interno, cioè dall’alimentazione.

Devi sapere che la superficie del capello è rivestita da minuscole scaglie piatte che una dieta sbagliata può danneggiare, provocandone il sollevamento e rendendo il fusto fragile e soggetto a traumi. Al contrario, la compattezza di queste cellule rende ciascun capello sano e lucido.

Cosa non deve mancare allora sulla nostra tavola per garantirci chiome folte e lucenti?

Innanzitutto frutta e verdura, ricche di vitamine: alcune di loro sono molto importanti nell’attività follicolare, quindi una carenza può causare gravi indebolimenti della radice e del fusto fino a provocare la caduta del capello:

  • La A, stimolando l’equilibrio del cuoio capelluto, favorisce una crescita sana e regolare. È contenuta nei vegetali di colore rosso-arancio, nel tuorlo d'uovo, nel fegato, nei pesci grassi, nel burro e nel latte.
  • Le B2 (fegato, lievi di birra, uova, latte, broccoli, fagiolini), B4 (carne, tuorlo d'uovo, cereali, patate, cavoli, pomodori) e B5 (fegato, uova, arachidi, funghi, broccoli), favoriscono rispettivamente la regolarizzazione della secrezione sebacea e del ricambio cellulare (documentato, quando in eccesso, dalla forfora), l'attività del follicolo pilifero, la robustezza e la crescita.
  • La H (o biotina), che può essere assunta con la carne, le uova e il pesce, contrasta la caduta.
  • La E, presente negli oli vegetali, nel germe di grano e nei cereali integrali, annienta i radicali liberi, responsabili di invecchiamento e caduta.
Altri nutrienti fondamentali per capelli e cuoio capelluto sono gli acidi grassi polinsaturi (contenuti nel pesce azzurro, nel salmone, nell’olio extravergine d’oliva e nei pomodori) e gli aminoacidi (contenuti in carne e pesce).

Per quanto riguarda questi ultimi, alcuni appaiono particolarmente importanti per la formazione delle cheratine dure dei capelli:

  • la cistina (indispensabile per il processo di cheratinizzazione, si trova in carne, cereali, uova e latte vaccino)
  • la metionina (carne, frutta secca, aglio e cipolla)
  • l'istidina (abbondante nella carne di maiale, nel glutine e in alcune farine)
  • la glicina (forse il più importante degli aminoacidi del collagene per il trofismo del capello, è abbondante nel latte)
  • la fenilalanina e la tirosina (necessarie per la produzione di melanina e quindi per la pigmentazione del capello, le trovi nelle farine e nel glutine).
Non dimentichiamo infine l’importanza degli oligoelementi: zinco, ferro, rame, zolfo e selenio partecipano alla composizione di alcuni aminoacidi indispensabili per la salute di capelli. È utile quindi, in caso di carenze, affidarsi a degli integratori.

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Il decalogo dei capelli sani

Avere dei capelli sani, morbidi e lucenti è il sogno di ogni donna. Per raggiungerlo, siamo disposte a spendere cifre esorbitanti in prodotti specifici, oppure a imbrattarci con improbabili maschere fai-da-te.
In realtà è quasi tutta fatica sprecata: le regole per avere capelli sani sono molto più semplici. Eccole:

  1. Manipolare i capelli il meno possibile, per evitare danni alla cuticola.
  2. Usare pettini in teflon a denti larghi e spazzole di materiale plastico con punte arrotondate.
  3. Non pettinare i capelli da umidi, perché si spezzano molto più facilmente.
  4. Ridurre al minimo l’utilizzo del phon: quando è possibile, preferire l’asciugatura all’aria.
  5. evitare di grattare cute e capelli per non danneggiare la cuticola e causare dermatiti seborroiche.
  6. Usare shampoo contenente silicone o dimeticone, che previene la formazione di capelli spezzati.
  7. Usare il balsamo dopo ogni shampoo, per proteggere il capello da calore, frizioni meccaniche e radiazioni solari.
  8. Applicare una maschera nutriente, da tenere in posa 20-30 minuti, una volta alla settimana, soprattutto se si usano tinture o permanenti.
  9. Tagliare i capelli danneggiati: i danni provocati non possono essere rimossi.
  10. Fare attenzione alla struttura del proprio capello e scegliere prodotti specifici in base ad essa (per capelli lisci, mossi, secchi ecc).
Non dimentichiamo, poi, le interazioni tra alimentazione e capello: aminoacidi, vitamine e sali minerali sono fondamentali per la sua salute.
In particolare, in caso di capelli eccessivamente fragili e secchi, occorre accertare eventuali carenze di zinco e ferro, da correggere con integratori specifici. E i capelli torneranno al loro splendore naturale, come nuovi.


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Cura e Terapia - Forfora

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Forfora: non uno, ma tanti rimedi

L’approccio terapeutico alla forfora è decisamente variegato, a seconda dell’importanza del problema. Infatti, se spesso è sufficiente uno shampoo per debellare le imbarazzanti scagliette bianche, in casi più complicati, che sfumano verso la dermatite seborroica o la psoriasi, è necessario ricorrere a vere e proprie terapie dermatologiche.

Nel primo caso c’è solo l’imbarazzo della scelta: in commercio esistono moltissimi prodotti antiforfora. Questi cosmetici possono contenere sostanze germicide per combattere i microrganismi, oppure sostanze cheratolitiche (glicolico, salicilico ecc.), per eliminare le cellule morte e limitare la successiva desquamazione.
Attenzione però: l'uso prolungato di prodotti cheratolitici può causare una riduzione dello strato corneo e aumentare così la seborrea.

In ogni caso, è utile curare il problema risalendo alla sua causa scatenante: se l’origine è da ricercarsi in stitichezza o cattiva digestione, può essere indicata una terapia a base di fermenti lattici vivi (da concordare con il medico). Nel caso di forfora da stress, è ottimo il miglio, cereale ricco di ferro, magnesio, fosforo e vitamine A e B, che combattono lo stress e hanno un'azione stimolante sui capelli. Anche il diabete o l'ipercolesterolemia possono provocare la forfora: uno shampoo a base di solfuro di selenio dovrebbe risolvere il problema, riducendo la desquamazione cutanea.

La cura va differenziata anche in base al tipo di capelli. Quelli secchi, che si presentano opachi e disidratati, con forfora a grosse scaglie, vanno lavati non troppo spesso (ogni 4-5 giorni) con shampoo curativi e ricchi di olio. I capelli sottili, che tendono ad appiattirsi, che danno forfora a piccole scaglie, richiedono lavaggi più frequenti, con shampoo non troppo detergenti e non troppo oleosi. Ma il terreno senza dubbio migliore per la forfora è quello dei capelli grassi, quelli che sembrano sempre sporchi perché la forfora rimane spesso imbrigliata nei capelli: vanno lavati con shampoo curativi a base di erbe, catrame, zolfo.

Parlando di detergenti per capelli è obbligatorio ricordare un prodotto di recente introduzione: l’olioshampoo, molto efficace nel rimuovere lo sporco e adatto in tutti i casi in cui è presente una marcata irritazione del cuoio capelluto. Da un punto di vista dermatologico tali prodotti sembrano essere meglio tollerati di quelli tradizionali, ma sono talora poco graditi ai consumatori per il loro scarso potere schiumogeno.


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Il decalogo antiforfora

10 consigli per sconfiggere la forfora:

  1. Appena ti accorgi della comparsa dei fiocchi bianchi, sospendi l’uso di gel, lacche, asciugature troppo calde, shampoo non delicati, permanenti, colorazioni e trattamenti chimici di ogni sorta. Strapazzare capelli e cuoio capelluto infatti accelera e intensifica la desquamazione cutanea, in quanto l’organismo si difende dall’aggressione chimica dei cosmetici e del phon producendo le famose lamelle biancastre.
  2. Limita l'assunzione di fumo e alcol, e arricchisci la tua alimentazione di cibi ricchi di vitamina E, come frutta e verdura.
  3. Fondamentale l’igiene, ma senza esagerare: la ">forfora dà la sensazione di essere sporchi e la tentazione di lavare i capelli tutti i giorni è forte: resisti, attieniti alle indicazioni del medico e segui il dosaggio e la frequenza di lavaggio indicati sulle confezioni di shampoo e lozioni.
  4. Per il lavaggio scegli shampoo appositi, o comunque estremamente delicati, optando per quelli a base di zolfo, catrame e solfuro di selenio (sostanze particolarmente adatte ai capelli grassi, in quanto eliminano il sebo in eccesso).
  5. Nella scelta di tutti i prodotti per i capelli (anche lacche, gel, fissatori, maschere ecc.) dai sempre un occhio agli ingredienti: sì a propoli, polline e salvia, che contengono sostanze nemiche della forfora.
  6. Prima dei lavaggi massaggia regolarmente il cuoio capelluto con impacchi di olio di radice di bardana (da lasciar agire per almeno mezz’ora, meglio se tutta la notte). Esegui dei leggeri movimenti rotatori sul cuoio capelluto con i polpastrelli.
  7. Friziona il cuoio capelluto con lozioni contenenti acido salicidico e acido retinoico, che possono aiutare a rimuovere le squame.
  8. Non pettinare i capelli più del dovuto, nella speranza di spazzolare via l’antiestetica neve: pettini e spazzole irritano ancora di più la pelle già impoverita e disidratata.
  9. Evita l'uso di cappelli e foulard, per far respirare la pelle.
  10. Se il problema si dimostra irriducibile, non esitare a consultare lo specialista.


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Forfora: un aiuto dalla natura

Per gli amanti del naturale, ecco qualche utile ricetta per debellare la forfora, tutte rigorosamente fatte in casa.

Decotto preventivo
Metti a bollire tre manciate di radice di ortica in mezzo litro di acqua e mezzo litro di aceto per circa 30 minuti; cola ed eventualmente profuma con olio essenziale di lavanda. Pratica frizioni trisettimanali (quotidiane, in casi estremi). L’ortica rinvigorisce la radice dei capelli ed è quindi utile non solo a scopo curativo, ma anche per prevenire la comparsa della forfora. Per completare il trattamento, è consigliabile ungere saltuariamente il cuoio capelluto con olio di ricino o di oliva.

Lozione all’uovo
Unisci 3 tuorli montati e 18 cl di acqua tiepida. Massaggia sul cuoio capelluto, lascia riposare per 15 minuti e poi fai un primo risciacquo con acqua tiepida e un secondo con 2 cucchiaini d'aceto diluiti. Se hai capelli secchi con forfora, separa e monta l'albume e il tuorlo di un uovo, uniscili e applica sui capelli praticando un massaggio energico. Dopo dieci minuti risciacqua con acqua tiepida.

Polvere magica
Il rosmarino aiuta a tenere sotto controllo il fenomeno della forfora: procurati degli aghi seccati e polverizzali usando un frullatore. Mescola in parti uguali la polvere ottenuta con del sale fino. Friziona il cuoio capelluto due o tre volte alla settimana con questa polvere e resterai sorpreso dai risultati!

Impacco di aromi
Versa due gocce di estratto di tè, eucalipto e rosmarino in un cucchiaio di olio puro di jojoba. Friziona a lungo, cercando di arrivare con l’olio alla radice dei capelli, lascia agire per venti minuti, poi procedi con lo shampoo. Ripeti l’operazione una volta alla settimana per almeno un mese.

Acqua speciale per il risciacquo
Prova a risciacquare i capelli con una lozione ottenuta portando a ebollizione 4 tazze di acqua distillata, che va poi tolta dal fuoco. Aggiungi mezza tazza di rosmarino e un cucchiaio di borace. Mescola, copri e lascia in infusione per due ore, dopodiché filtra. Dura 10 giorni e non va risciacquata ulteriormente con acqua pura.
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Glossario per Forfora - Enciclopedia medica Sanihelp.it

 - Antiforfora
 - Capello
 - Cuoio capelluto
 - Cheratolitici
 - Desquamazione
 - Esfoliazione
 - Prurito
 - Shampoo
 - Forfora


Farmaci

 - ECOVAL*CREMA 30G 0,1%
 - ECOVAL*EMULS CUT 30G 0,1%
 - ECOVAL*SOLUZ CUT 30G 0,05%
 - ECOVAL*UNG 30G 0,1%
 - KETOCONAZOLO EG*SHAMPOO 80ML2%
 - LOCAFLUO*CREMA 30G 0,025%
 - LOCAFLUO*SOLUZ CUT 20ML 0,01%
 - LOCALYN GLICOLE*FL20ML 0,01%
 - LOCALYN*POM 30G 0,025%
 - MICETAL*CREMA 30G 1%
 - MICETAL*GEL CUT FL 100G 1%
 - NERISONA*CREMA 30G 0,1%
 - NERISONA*CREMA IDROF 30G 0,1%
 - NERISONA*SOL CUT 30ML 0,1%
 - NERISONA*UNG 30G 0,1%
 - NIZORAL*SHAMPOO FL 80G 20MG/G
 - TEMETEX*CR IDROFILA 30G 0,1%
 - TEMETEX*CR IDROFOBA 30G 0,1%
 - TRIATOP*SHAMPOO FL 120ML 1%
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Tag cloud - Riepilogo dei sintomi pių frequenti

prurito irritazione del cuoio capelluto stress squame desquamazione della cute secchezza della cute lesioni della cute aumentata sensibilità della cute arrossamento della cute

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Autore: Redazione - Sanihelp.it
Data ultima modifica: 01-01-2006

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