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Ipertrofia prostatica benigna


La malattia è anche conosciuta come:
adenomatosi prostatica, allargamento benigno della prostata, iperplasia prostatica benigna, adenomatosi prostatica, adenomiofibroma prostatico, allargamento benigno della prostata, iperplasia prostatica benigna


L'ipertrofia prostatica benigna è è una delle patologie più diffuse relative alla prostata. Superati i cinquant'anni di età, la prostata inizia generalmente un processo iperplastico che comporta un aumento del volume dell'organo. Questa fascia di età è molto colpita dalla patologia.
Categoria: Malattie urologiche
Sigla: IPB

Che cos'è - Ipertrofia prostatica benigna

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Una patologia da over 50

Grazie al contributo del dottor Giuseppe Campo, urologo e andrologo presso l'Ospedale Sacro Cuore Don Calabria Negrar (Verona), scopriamo che cos'è l'ipertrofia prostatica.

L'ipertrofia prostatica benigna (anche detta IPB oppure adenomiofibroma prostatico, adenomatosi prostatica, iperplasia prostatica benigna, allargamento benigno della prostata) è una delle patologie più diffuse relative alla prostata. Questa è una ghiandola dell'apparato riproduttivo maschile, collocata sotto la vescica e davanti alla parete anteriore del retto. Ricorda per forma e dimensioni una castagna.

Superati i cinquant'anni di età, la prostata inizia generalmente un processo iperplastico che comporta un aumento del volume dell'organo. Questa fascia di età è molto colpita dalla patologia, si parla del 70% di soggetti colpiti. Percentuale che raggiunge l'80% negli uomini che hanno più di ottant'anni.

Le cause non sono state ancora definite con certezza, ma si può supporre che, considerata la correlazione con l'aumento dell'età dei soggetti, il processo di ingrossamento sia dovuto a variazioni a livello ormonale.

L'ipertrofia prostatica benigna è cronica e progressiva e può, nonostante la sua natura benigna, incidere significativamente sulla qualità della vita. L'ingrossamento della prostata provoca un restringimento del primo tratto dell'uretra (la cosiddetta uretra prostatica) causando difficoltà a livello di deflusso urinario; la prima conseguenza di questa situazione è un lavoro massiccio della vescica nel tentativo di espulsione dell'urina; questo superlavoro provoca una perdita di forza e di efficienza della vescica che diventa anche più soggetta a diverticoli, infezioni e calcolosi.
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Sintomi - Ipertrofia prostatica benigna

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Sintomi legati alla minzione

Con quali sintomi si manifesta la patologia? La parola al dottor Giuseppe Campo, urologo e andrologo presso l'Ospedale Sacro Cuore Don Calabria Negrar (Verona).

Il sintomo principale dell'ipertrofia prostatica benigna è la diminuzione della forza del getto urinario in associazione alla difficoltà a iniziare il processo minzionatorio. A questi si aggiunge la pollachiuria ovvero l'aumento della frequenza della minzione sia nelle ore diurne che in quelle notturne (nicturia).

Tra gli altri sintomi: il bisogno di urinare urgentemente (urgenza minzionale, talvolta associata a piccolissime perdite involontarie di urina), minzione intermittente, flusso urinario rallentato, sensazione di vescica non completamente svuotata, gocciolamento post-minzionale e, ma più raramente, ematuria (presenza di sangue nelle urine), tenesmo (contrazione dolorosa dello sfintere urinario) e riduzione della libido. Data una certa similitudine sintomatologica tra ipertrofia prostatica benigna e tumore della prostata è consigliabile, nel caso si avvertano alcuni dei sintomi sopradescritti, mettere in preventivo una visita urologica.
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Diagnosi - Ipertrofia prostatica benigna

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La palpazione della prostata

Il dottor Giuseppe Campo, urologo e andrologo presso l'Ospedale Sacro Cuore Don Calabria Negrar (Verona), ci spiega quali strumenti diagnostici si mettono in campo per accertare la presenza di un'ipertrofia prostatica benigna.

L'esame per eccellenza è l'esplorazione rettale, un esame piuttosto semplice, non eccessivamente invasivo e caratterizzato da un'elevata attendibilità. Attraverso questa manovra il medico procede alla palpazione della prostata e, nel caso vi siano alterazioni, lo specialista può fare una prima diagnosi differenziale tra ipertrofia prostatica benigna e carcinoma prostatico. In caso di ipertrofia prostatica la prostata viene avvertita come indurita e dolorante.

Altri esami che possono venire richiesti sono l'ecografia vescicale, l'urografia endovenosa, la cistografia, il dosaggio ematico dell'antigene prostatico specifico (PSA), l'esame delle urine e la flussometria.

L'ecografia vescicale è un esame piuttosto semplice il cui obiettivo è valutare la grandezza della prostata, l'eventuale presenza di lobo medio e il ristagno urinario postminzionale.

L'esame dell'antigene prostatico specifico (una glicoproteina la cui presenza a livello ematico tende a crescere nel caso di patologie prostatiche sia benigne che maligne) ha come scopo principale quello di escludere il ricorso a una biopsia prostatica, necessaria nel caso vi sia il sospetto di neoplasia.

La flussometria è un esame non invasivo, semplice e non dispendioso che serve per misurare il volume di urina che viene espulsa durante la minzione nell'unità di tempo (ml/s). Dopo questa valutazione è consigliabile verificare anche il cosiddetto RPM, il residuo vescicale postminzionale, ovvero il volume residuo di urina che permane eventualmente in vescica dopo la minzione. Lo scopo della flussometria è la valutazione del grado di ostruzione uretrale.

L'esame delle urine serve ad accertare l'eventuale presenza di globuli bianchi o di emazie.
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Cura e Terapia - Ipertrofia prostatica benigna

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Le terapie farmacologiche

Come ci spiega il dottor Giuseppe Campo, urologo e andrologo presso l'Ospedale Sacro Cuore Don Calabria Negrar (Verona), le tipologie di trattamento possono essere suddivise in quattro gruppi: terapie farmacologiche, terapie termiche, trattamenti chirurgici e fotovaporizzazione selettiva.

In caso di ipertrofie prostatiche di lieve entità il trattamento è quasi sempre di tipo farmacologico. Esistono diverse tipologie di farmaci: gli ormono-soppressori agiscono inibendo la trasformazione del testosterone nel metabolita DHT (diidrotestosterone), responsabile dell'ingrossamento della prostata; i cosiddetti farmaci alfa-litici agiscono invece rilassando la muscolatura del collo vescicale, dell'uretra prostatica e della prostata migliorando di conseguenza la minzione.

I problemi maggiori del ricorso ai farmaci sono legati agli effetti collaterali (deficit erettivi, eiaculazione retrograda, ginecomastia, ipotensione, emicrania, vertigini), 
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Chirurgia - Ipertrofia prostatica benigna

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Le terapie termiche

Quali sono e come funzionano le terapie termiche? Ce lo spiega il dottor Giuseppe Campo, urologo e andrologo presso l'Ospedale Sacro Cuore Don Calabria Negrar (Verona).

Le più comuni terapie di tipo termico sono tre: TUMT, TUNA, ILC.
La TUMT (Trans-Urethral Microwave Thermotherapy, termoterapia transuretrale a microonde) consiste nell'inserimento nell'uretra di una sonda che produce onde termiche che inducono la necrosi del tessuto prostatico. Dopo l'operazione è previsto un breve periodo di cateterizzazione; il decorso post-intervento richiede circa due mesi.

La TUNA (Trans-Urethral Needle Ablation of the prostate, ablazione prostatica con ago a radiofrequenza) permette l'ablazione del tessuto prostatico utilizzando l'emissione di radiofrequenze. Cateterizzazione e decorso post-operatorio sono simili a quelli della termoterapia transuretrale. Queste metodiche sono indicate per prostate il cui peso non superi i 50 grammi.

La ILC (Interstitial Laser Coagulation, coagulazione laser interstiziale) è una tecnica che si basa sulla coagulazione del tessuto della prostata tramite energia laser che viene emessa da una fibra infissa nel tessuto stesso. L'intervento richiede una cateterizzazione di una o due settimane e un decorso post-intervento che va dai due ai tre mesi.

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I trattamenti chirurgici

Grazie al contributo del dottor Giuseppe Campo, urologo e andrologo presso l'Ospedale Sacro Cuore Don Calabria Negrar (Verona), capiamo come funzionano i trattamenti chirurgici.

I principali trattamenti chirurgici sono la TURP, la prostatectomia semplice, l'HoLEP, la TUIP e la TULIP.

La TURP (Trans-Urethral Resection of the Prostate, resezione transuretrale della prostata) è un'operazione in endoscopia effettuata tramite uno strumento chiamato resettoscopio dotato di un'ansa che taglia il tessuto prostatico. La cateterizzazione va dai tre ai cinque giorni. Talvolta, quando non è possibile ricorrere alla TURP, si deve procedere con un'operazione di prostatectomia semplice: il chirurgo incide l'addome, con la rimozione dell'adenoma prostatico. La cateterizzazione va dai 4 ai 5 giorni.

La HoLEP (Holmium Laser Enucleation of Prostate, enucleazione prostatica tramite laser a Holmio) è una tecnica chirurgica che si effettua per via endoscopica: dopo aver inserito una sonda laser per via transuretrale, si procede con l'incisione della prostata e la successiva enucleazione dell'adenoma prostatico staccandolo dalla parte sana dell'organo. La cateterizzazione dura uno o due giorni.

La TUIP (Trans-Urethral Incision of the Prostate, incisione transuretrale della prostata) è un intervento effettuato con tecnica endoscopica ed è indicato per prostate dal peso inferiore ai 30 grammi senza sviluppo di lobo medio. Nel corso di questo intervento vengono praticate uno o due incisioni della prostata senza effettuare asportazione di tessuto. L'intervento è di breve durata, la cateterizzazione dura un giorno o due e anche la degenza risulta più breve che negli altri tipi di trattamento chirurgico.

La TULIP (Trans-Urethral Laser Incision of the Prostate, incisione prostatica transuretrale mediante laser) si effettua introducendo nell'uretra prostatica una sonda che emana un raggio laser indirizzato sulla lesione. I tempi di cateterizzazione e decorso post-operatorio sono leggermente più lunghi rispetto a quelli della TUIP.

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Glossario per Ipertrofia prostatica benigna - Enciclopedia medica Sanihelp.it

 - Diverticolo
 - Calcolosi urinaria
 - Minzione
 - Ematuria
 - Nicturia
 - Esame citobatteriologico delle urine
 - Ginecomastia
 - Prostata
 - Vescica
 - Retto
 - Ormoni
 - Uretra
 - Pollachiuria
 - Tenesmo
 - Prostatectomia


Farmaci

 - ALFUZOSINA EG*30CPR 10MG RP
 - ALFUZOSINA MG*30CPR 10MG RP
 - ALFUZOSINA PENSA*30CPR 10MG RP
 - BENUR*20CPR DIV 4MG
 - NORADOX*20CPR DIV 4MG
 - NORADOX*30CPR DIV 2MG
 - PROSTATIL*10CPR DIV 2MG
 - PROSTATIL*14CPR DIV 5MG
 - TERAFLUSS*14CPR DIV 5MG
 - TERAFLUSS*28CPR DIV 5MG
 - TERAFLUSS*30CPR DIV 2MG
 - TERAZOSINA DOC*10CPR DIV 2MG
 - TERAZOSINA DOC*14CPR DIV 5MG
 - TERAZOSINA M.G.*10CPR 2MG
 - TERAZOSINA M.G.*14CPR 5MG
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Tag cloud - Riepilogo dei sintomi più frequenti

riduzione della libido ematuria nicturia pollachiuria difficoltà a orinare minzione intermittente diminuzione della forza del getto urinario

FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
www.chirurgiauroandrologica.it

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Autore: Valeria Leone - Sanihelp.it
Data ultima modifica: 28-12-2015

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