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Linfogranuloma venereo


La malattia è anche conosciuta come:
bubbone climatico coloniale, linfogranuloma inguinale, linfogranulomatosi inguinale subacuta, linfopatia venerea, malattia di nicolas-favre, poroadenite inguinale subacuta


Malattia a trasmissione prevalentemente sessuale causata da sierotipi del batterio della Chlamydia trachomatis, provoca l’infezione dei vasi linfatici e dei linfonodi e si manifesta con ulcere genitali e ingrossamento dei linfonodi. Se non curata può causare danni permanenti.

Categoria: Malattie infettive
Sigla: LGV
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Che cos'è - Linfogranuloma venereo

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Malattia venerea causata dalla Chlamydia

Il linfogranuloma venereo è una malattia a trasmissione sessuale causata dai sierotipi L1, L2, L2a, L2b (variante di Amsterdam) e L3 del batterio della Chlamydia trachomatis parassita intracellulare appartenente alla famiglia delle Chlamydiaceae. Il batterio, che può penetrare a nel corpo umano attraverso la pelle e durante i rapporti sessuali, anali, vaginali e orali, causa l’infezione dei vasi linfatici e dei linfonodi e si manifesta con ulcere genitali e ingrossamento dei linfonodi.
La patologia è stata individuata per la prima volta da Wallace nel 1833 e successivamente è stata studiata da Durand, Nicolas e Favre nel 1913, si tratta di una malattia abbastanza diffusa in Sud America, in Asia, nel continente africano, ma rara in Europa anche se pochi anni fa si è verificata una epidemia che, a partire dai Paesi Bassi, ha interessato Belgio, Francia, Regno Unito, Germania, Svezia, Italia e Svizzera coinvolgendo principalmente omosessuali maschi mentre, sempre in Europa, sporadici sono stati i casi osservati in soggetti eterosessuali, nei quali la malattia generalmente è importata da paesi endemici. Il contagio avviene principalmente tramite rapporti sessuali non protetti e utilizzando strumenti ad uso genitale contaminati dal batterio; il periodo di incubazione della malattia varia dalle 2 alle 4 settimane.

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Prevenzione - Linfogranuloma venereo

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Rapporti sessuali a rischio da evitare

Se si effettuano viaggi in luoghi dove il linfogranuloma venereo è diffuso, come Sud America, Asia e Africa, l’unico modo sicuro per evitare la malattia è l’astensione dall’attività sessuale. Nel caso di rapporti sessuali a rischio sarà opportuno proteggersi dal possibile contagio attraverso l’uso corretto del preservativo, indispensabile per evitare la trasmissione di molte delle malattie sessualmente trasmissibili.
Il contagio può avvenire anche attraverso piccole abrasioni della pelle ed è consigliabile che le donne in stato di gravidanza prestino particolare attenzione visto che la malattia si trasmette da madre a figlio al momento del parto  Per una prevenzione ancora più attenta, per le persone sessualmente attive e con una vita sessuale irregolare, è possibile effettuare screening annuali, esame particolarmente consigliato alle donne in stato di gravidanza nel caso il medico curante ravvisi la possibilità della presenza di un linfogranuloma.

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Sintomi - Linfogranuloma venereo

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Ulcere genitali e gonfiori segnali d'allarme

La manifestazione clinica della malattia dipende dalla via di ingresso del batterio all’interno del corpo umano. Il contagio tramite i rapporti sessuali può causare formazioni di ulcere e gonfiori nella zona inguinale, dove sono localizzati i linfonodi drenanti; di solito questi sintomi si manifestano entro un mese dal contagio. La trasmissione del batterio tramite rapporti anali può causare invece una sindrome rettale che si manifesta tramite l’infiammazione del retto e del colon mentre il contagio della mucosa orale, più raro, causa l’infezione del tessuto faringeo e gonfiore nella regione del collo.
I primi sintomi, che costituiscono il primo stadio della patologia, guariscono spesso rapidamente e possono passare inosservati, accompagnati solo da piccoli gonfiori. Dopo un ulteriore periodo che può variare da un minimo di 10 giorni fino a 6 mesi, la malattia entra nel suo secondo stadio che si manifesta attraverso un forte dolore all’inguine, febbre e malessere generale, tosse e mal di testa. In questa fase le ghiandole possono arrivare a scoppiare con la conseguente fuoriuscita di pus e profonde cicatrici. Nel caso la malattia si sia manifestata nella zona anale, in questa fase può insorgere prurito anale, ulcere e perdite di pus oltre che febbre e disturbi intestinali.
A questo punto se la patologia non viene trattata con la giusta terapia, subentra il terzo ed ultimo stadio con la ricomparsa dei ulcere genitali accompagnate da cicatrici che nel corso degli anni possono causare gonfiore cronico dei genitali e un restringimento dell’ano.

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Diagnosi - Linfogranuloma venereo

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Tamponi ed esami sierologici per inidividuare il batterio

Per la diagnosi si procede in un primo momento, attraverso un esame fisico, con la ricerca di eventuali manifestazioni visibili della malattia, come ulcere nella zona genitale e anali, gonfiore dei linfonodi  e drenaggio dei linfonodi all’inguine. Successivamente il medico procederà alla ricostruzione dell’anamnesi del paziente, verificando l’eventuale permanenza in paesi dove la malattia è diffusa ed eventuali contatti sessuali con soggetti a rischio.
Per una diagnosi certa si effettuano poi esami sierologici che hanno l’obiettivo di individuare la presenza di anticorpi specifici e sierotipi, grazie a questi esami è possibile individuare con certezza la malattia escludendo tutte le altre possibili cause di linfoadenopatia  e ulcere genitali.
L’individuazione dei sierotipi avviene tramite coltura microbiologica in laboratorio eseguita su prelievo di tampone cervicale, uretrale, vaginale o urinario mentre altri esami prevedono l’utilizzo della reazione a catena della polimerasi (Polymerase Chain Reaction, PCR), una tecnica di biologia molecolare.

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Cura e Terapia - Linfogranuloma venereo

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Terapia antibiotica indispensabile

Le attuali linee guida per il trattamento della malattia raccomandano a una terapia antibiotica con la somministrazione di doxiciclina , 100 mg due volte al giorno per 21 giorni, dagli studi effettuati è risultato infatti che cicli più brevi corrono il rischio di non eliminare definitivamente la malattia. Visto che la modalità principale di trasmissione della malattia è la via sessuale, è necessario poi procedere con l’individuazione e il trattamento di eventuali partner, ovviamente dopo la conferma di una diagnosi positiva alla malattia. La terapia antibiotica può essere coadiuvata dal drenaggio e dall’aspirazione di eventuali formazioni suppurate mentre non si consiglia di eviatre l’incisione chirurgica a causa delle complicazione che possono insorgere come la formazione di fistola cronica. In presenza di citrici residue, è possibile porre rimedio attraverso la chirurgia plastica ricostruttiva. I pazienti devono essere seguiti fino al termine del trattamento per accertare che i sintomi dell’infezione e i segni della malattia siano del tutto scomparsi.



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Glossario per Linfogranuloma venereo - Enciclopedia medica Sanihelp.it

 - Malattie sessualmente trasmissibili
 - Clamidia
 - Rapporti sessuali
 - Ano
 - Vagina
 - Contagio
 - Linfoadenectomia
 - Faringe
 - Omosessualita
 - Profilattico
 - Screening
 - Anamnesi
 - Parto
 - Gravidanza
 - Anticorpi
 - Apparato genitale


Farmaci

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Autore: Redazione - Sanihelp.it
Data ultima modifica: 28-12-2015

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