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Linfoma di Hodgkin


La malattia è anche conosciuta come:
malattia di hodgkin, morbo di hodgkin, neoplasia del sistema linfatico, neoplasia linfoide, tumore del sistema linfatico


Il linfoma è un tumore che prende origine dalle ghiandole linfatiche, ovvero dalle cellule contenute nei tessuti che hanno la funzione di difendere l’organismo dagli agenti esterni e dalle malattie. Il linfoma di Hodgkin è un tumore relativamente raro, ma la sua incidenza è in aumento: rappresenta il 30-40% di tutti i linfomi maligni.
Categoria: Malattie oncologiche
Sigla: LH

Che cos'è - Linfoma di Hodgkin

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Diffusione e fattori di rischio del linfoma

Il linfoma è un tumore che prende origine dalle ghiandole linfatiche, ovvero dalle cellule contenute nei tessuti che hanno la funzione di difendere l’organismo dagli agenti esterni e dalle malattie. Non è una singola malattia ma un gruppo eterogeneo con caratteristiche e storia clinica differenti.

Il linfoma di Hodgkin è un tumore relativamente raro, ma la sua incidenza è in aumento: rappresenta il 30-40% di tutti i linfomi maligni.
Le classi di età considerate più a rischio sono: i giovani con età fra 20 e 30 anni e gli anziani con età superiore a 70 anni, ma esistono casi negli anni dell'infanzia.

I fattori di rischio per questa malattia non sono noti con certezza. È presente talvolta un'associazione con l’infezione da virus di Epstein-Barr (facente parte della famiglia degli herpesvirus) responsabile della mononucleosi infettiva. Anche una deficienza del sistema immunitario sembra in alcuni casi predisporre a questo tumore.
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Le tipologie del linfoma

La classificazione dell'Organizzazione Mondiale della Sanità del 1997 distingue il Linfoma Hodgkin a predominanza linfocitaria nodulare dal Linfoma Hodgkin classico, a sua volta distinto in quattro sottotipi (a sclerosi nodulare, ricco in linfociti, a cellularità mista, a deplezione linfocitaria).
Questa malattia si caratterizza per  la presenza nel contesto del tumore delle cellule di Reed-Stenberg; cellule giganti con molti nuclei che hanno un’origine linfocitaria. Una loro variante con un solo nucleo è la cosiddetta cellula di Hodgkin.

Il Linfoma Hodgkin a sclerosi nodulare è il tipo più frequente con il 60% dei casi, ed è tipico delle giovani donne.
Il Linfoma Hodgkin ricco in linfociti (anche detto a predominanza linfocitaria) è invece più tipico dei giovani di sesso maschile, anche se meno frequente (10%). Caratteristica è l’elevata presenza di linfociti e la bassa presenza di cellule di Reed-Stenberg.

Il Linfoma Hodgkin a sclerosi nodulare e il Linfoma Hodgkin a predominanza linfocitaria hanno, rispetto ai restanti sottotipi, una prognosi più favorevole.
Infine il sottotipo a cellularità mista (30%) e quello a deplezione linfocitaria (5%) si presentano più spesso nei soggetti anziani e in quelli immunodepressi.
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Sintomi - Linfoma di Hodgkin

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I sintomi con cui si manifesta il linfoma di hodgkin

Il linfoma di Hodgkin si presenta generalmente con un ingrossamento dei linfonodi, soprattutto di quelli della regione cervicale (70-80% dei casi): si sentono così dietro il collo, dei rigonfiamenti duri, non dolenti, che possono aderire ai tessuti profondi, ma che si muovono rispetto alla pelle che li ricopre.
Possono inoltre essere colpite altre zone linfatiche più profonde e cioè quelle mediastiniche (tra i due polmoni) e quelle lombo-aortiche (nella parte bassa e posteriore dell’addome). La malattia tende poi a diffondersi per zone linfatiche contigue.

Nel 30-40% dei casi sono presenti febbre alta, sudorazioni notturne, perdita di peso e prurito in tutto il corpo: queste manifestazioni possono anche precedere l’ingrossamento dei linfonodi e sono più frequentemente un segnale di malattia avanzata.
Altri segni generali di minor importanza, perché considerati meno specifici, sono la stanchezza e la mancanza di appetito.
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Diagnosi - Linfoma di Hodgkin

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Prevenzione, diagnosi ed evoluzione del linfoma

Non è purtroppo possibile prevenire l’insorgenza dei linfomi, se non evitando l’esposizione ai pochi fattori di rischio noti e in generale ai fattori di rischio comuni a tutti i tipi di cancro.

La biopsia, e cioè il prelievo di tessuto dai linfonodi che verrà successivamente analizzato al microscopio, è l’esame fondamentale per fare una diagnosi precisa.
Per studiare l’estensione della malattia e per seguire nel tempo la sua evoluzione e l’efficacia della terapia possono essere utili, a seconda dei casi, gli esami radiologici, la TAC, la risonanza magnetica, l'ecografia e la linfografia, ovvero la visualizzazione del sistema linfatico dopo l’introduzione di un mezzo di contrasto.

A livello ematico si possono inoltre riscontrare livelli elevati della velocità di eritro-sedimentazione (VES) e della concentrazione di rame (cupremia).

Per quanto riguarda la stadiazione, ossia la classificazione della gravità, il sistema più utilizzato è quello di Ann-Arbor che distingue
quattro stadi di malattia e che prende in considerazione il numero di linfonodi coinvolti, le sedi di malattia e la presenza o assenza di segni generali come la febbre, la perdita di peso e le sudorazioni notturne.
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Cura e Terapia - Linfoma di Hodgkin

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La chemioterapia e la diminuzione degli effetti collaterali

Monica Balzarotti, oncoematologa dell'Istituto clinico Humanitas di Rozzano (Milano), ci fornisce un chiaro quadro degli interventi terapici in caso di Linfoma Hodgkin.

Il cardine della terapia sia per i Linfomi Hodgkin sia per i Linfomi non Hodgkin è la chemioterapia. I due linfomi sono potenzialmente guaribili, pertanto il trattamento è indirizzato alla guarigione. Nel Linfoma Hodgkin dopo la chemioterapia in alcuni casi può essere utile anche la radioterapia

La guarigione si ottiene globalmente nell’80% circa dei casi. Anche i pazienti che recidivano possono guarire, con autotrapianto delle cellule staminali. Essendo una malattia ad altissima probabilità di guarire, nuovi protocolli sono oggi volti a diminuire gli effetti collaterali a lungo termine che a migliorare ulteriormente la prognosi.

Il Linfoma Hodgkin è stato il primo tumore per il quale è stata trovata una cura medica (insieme al tumore del testicolo).
Fino a vent'anni fa circa, i pazienti guarivano, ma riportavano dopo una decina di anni pesanti effetti collaterali, i più temibili rappresentati da tumori secondari o cardiopatie. Oggi quindi più che cercare di migliorare quell’80%, si punta a ridurre il numero di pazienti con effetti collaterali a lungo termine.

Un altro aspetto delicato riguarda la sterilità, considerato che questo tipo di linfoma insorge intorno ai venti - trent’anni di età, i nuovi protocolli di trattamento tengono in considerazione anche la preservazione della fertilità sia maschile sia femminile. 
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Glossario per Linfoma di Hodgkin - Enciclopedia medica Sanihelp.it

 - Biopsia
 - Ecografia
 - Linfografia
 - Linfonodo
 - Mononucleosi o malattia del bacio
 - TAC spirale
 - Virus epstein-barr


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Tag cloud - Riepilogo dei sintomi più frequenti

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Autore: Valeria Leone - Sanihelp.it
Data ultima modifica: 28-12-2015

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