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Mesotelioma


La malattia è anche conosciuta come:
neoplasia del mesotelio, patologia amianto-correlata, tumore del mesotelio


Il tumore che nasce dalle cellule del mesotelio (cellule mesoteliali) può avere origine in quattro zone del corpo: nel torace, nell’addome e, molto raramente, nella cavità attorno al cuore e nella membrana che riveste i testicoli. Il principale fattore di rischio nel mesotelioma è l’esposizione all’amianto.
Categoria: Malattie oncologiche


Che cos'è - Mesotelioma

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Il mesotelio e le tipologie del tumore

Il mesotelio è un tessuto che riveste, come una sottile pellicola, la parete interna di torace e addome e lo spazio intorno al cuore.
Questa membrana riveste anche la maggior parte degli organi interni e li protegge grazie alla produzione di un particolare liquido lubrificante che ne facilita i movimenti. Il mesotelio si chiama pleura nel torace, peritoneo nell’addome e pericardio nello spazio attorno al cuore.

Il tumore che nasce dalle cellule del mesotelio (cellule mesoteliali) può avere origine in quattro zone del corpo: nel torace, nell’addome e, molto raramente, nella cavità attorno al cuore e nella membrana che riveste i testicoli.

Dal mesotelio possono avere origine anche tumori benigni (tumori adenomatoidi, mesotelioma cistico benigno eccetera) che in genere vengono rimossi chirurgicamente e non richiedono ulteriori trattamenti.

A seconda del distretto corporeo nei quali hanno origine, i mesoteliomi si suddividono in:

Mesotelioma pleurico: nasce nella cavità toracica e rappresenta la tipologia più diffusa (circa 3 casi su 4);
Mesotelioma peritoneale: nasce nell’addome e rappresenta la quasi totalià dei mesoteliomi rimasti escludendo quelli pleurici;
Mesotelioma pericardico: nasce nella cavità attorno al cuore ed è estremamente raro;
Mesotelioma della tunica vaginale: nasce dalla membrana che riveste i testicoli ed è molto raro.

Se invece si prende in considerazione il tipo di cellula maligna presente nel tumore, si distinguono tre tipi di mesotelioma:

Epitelioide: il più comune (60-70% dei casi) e quello che tende ad avere una migliore prognosi;
Sarcomatoide (o fibroso): rappresenta dal 10 al 20% dei mesoteliomi;
Misto (o bifasico): con aree epitelioidi e aree sarcomatoidi, rappresenta dal 30 al 40% dei mesoteliomi.

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I fattori di rischio nel mesotelioma

Il principale fattore di rischio nel mesotelioma è l’esposizione all’amianto: la maggior parte di questi tumori riguarda infatti persone che sono entrate in contatto con questa sostanza sul posto di lavoro.

Il termine amianto indica una famiglia di minerali piuttosto comuni in natura, con una struttura fibrosa molto resistente al calore. L’amianto è pericoloso per la salute poiché le fibre che lo compongono, oltre mille volte più sottili di un capello umano, possono essere inalate e danneggiare le cellule mesoteliali provocando in alcuni casi il cancro.

Se si depositano nei polmoni, queste piccole fibre possono dare origine ad altre malattie come l’asbestosi (cicatrici nel tessuto polmonare che impediscono la corretta espansione dell’organo) o il tumore polmonare. È importante ricordare che possono passare anche più di vent'anni tra la prima esposizione all’amianto e l’insorgenza del mesotelioma e che il rischio non diminuisce una volta eliminata completamente l’esposizione, ma rimane costante per tutta la vita.

Non esiste una soglia oltre la quale si può essere certi della pericolosità dell’amianto: in teoria anche una sola fibra può provocare il tumore, ma i rischi aumentano con l’aumentare dell’esposizione sia in termini di tempo sia di quantità e sono quindi molto elevati nelle persone che hanno lavorato in fabbriche per la produzione o la lavorazione di oggetti contenenti amianto. Anche i familiari di questi lavoratori sono a rischio, dal momento che le fibre di amianto si possono attaccare ai vestiti e arrivare dal posto di lavoro fino a casa.

Altri fattori di rischio meno comuni per il mesotelioma sono l’esposizione agli zeoliti (minerali con caratteristiche chimiche simili a quelle dell’amianto), le radiazioni a torace e addome o le iniezioni di diossido di torio (utilizzato in medicina fino al 1950) e, secondo alcuni studi, anche l’infezione da virus SV40.
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La diffusione del mesotelioma

Il mesotelioma maligno è un tumore raro che colpisce più frequentemente gli uomini e in Italia rappresenta lo 0,4% di tutti i tumori diagnosticati nell’uomo e lo 0,2% di quelli diagnosticati nelle donne: si verificano quindi 3,4 casi di mesotelioma ogni 100.000 uomini e 1,1 ogni 100.000 donne.

Nelle diverse regioni italiane si osservano enormi differenze nel numero di casi dal momento che questo tumore è associato soprattutto all’esposizione all’amianto: in provincia di Alessandria, dove era presente un’importante industria per la produzione di materiali con amianto, si parla per esempio di 16 casi su 100.000 per gli uomini e 13 casi su 100.000 per le donne.

Il mesotelioma è raro prima dei 50 anni e presenta un picco massimo attorno ai 70; la sopravvivenza a cinque anni dalla diagnosi si ferma poco al di sotto del 20% nella fascia di età compresa tra i 45 e i 54 anni e diminuisce progressivamente con l’aumentare dell’età. Dai dati più recenti sembra che questo tumore nelle donne italiane sia in lieve ma costante aumento.
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Sintomi - Mesotelioma

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Sintomi, prevenzione ed evoluzione

I sintomi del mesotelioma sono inizialmente molto poco specifici e spesso vengono ignorati o interpretati come segni di altre malattie più comuni e meno gravi.
I segni precoci del mesotelioma pleurico possono includere dolore nella parte bassa della schiena o a un lato del torace, fiato corto, tosse, febbre, stanchezza, perdita di peso, difficoltà a deglutire, debolezza muscolare. In caso di mesotelioma peritoneale possono aversi: dolore addominale, perdita di peso, nausea e vomito.

Il modo migliore per prevenire il mesotelioma è evitare o comunque limitare al massimo l’esposizione all’amianto: le nuove leggi obbligano a verificare la presenza di amianto negli edifici pubblici come per esempio le scuole, ma anche nelle vecchie case possono essere presenti tracce di questo materiale.

Determinare lo stadio del tumore, ovvero quanto la malattia è estesa, è essenziale per decidere il tipo di terapia. Per il mesotelioma vengono individuati quattro stadi sulla base dei criteri TNM che tengono conto della grandezza del tumore (T), dell’eventuale coinvolgimento dei linfonodi (N) e delle metastasi (M).

Come per la maggior parte dei tumori, anche per il mesotelioma minore è lo stadio maggiori sono le probabilità di buona riuscita del trattamento, anche se spesso la diagnosi di questo tumore arriva quando la malattia ha già superato gli stadi iniziali e risulta difficile da trattare.

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Diagnosi - Mesotelioma

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Radiografia e tomografia del torace

Il mesotelioma è una patologia piuttosto rara e per questo motivo non sono previsti screening per la diagnosi precoce in persone non a rischio.
Nel caso di persone esposte all’amianto per periodi più o meno lunghi, alcuni medici consigliano degli esami periodici (raggi x o tomografia computerizzata) per tenere sotto controllo nel tempo eventuali cambiamenti nella struttura del polmoni che potrebbero indicare la presenza di mesotelioma o tumore polmonare. Tuttavia non è ancora chiaro se questa strategia possa portare a una diagnosi precoce.

Il primo passo verso una corretta diagnosi resta comunque la visita dal proprio medico di base o da uno specialista che porrà domande sulla storia clinica per determinare una eventuale esposizione all’amianto e valuterà la presenza di liquidi nell’addome o nella cavità attorno al cuore.

In caso di sospetto mesotelioma si procede poi con alcuni esami più specifici:

Radiografia del torace: può mostrare anomalie nella pleura (modificazioni dello spessore o presenza di depositi di calcio), o nei polmoni.

Tomografia del torace (TC): permette di determinare la presenza del tumore, la sua posizione esatta e la sua eventuale diffusione ad altri organi, aiutando anche il chirurgo a definire il tipo di intervento più adatto. Recentemente è stata messa a punto la cosiddetta TC spirale, che rispetto a quella tradizionale è più veloce e permette di ottenere immagini più dettagliate.



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PET, risonanza magnetica e biopsia

PET: permette di identificare le cellule che stanno crescendo più velocemente e che corrispondono alle cellule tumorali. Le immagini ottenute non sono dettagliate come quelle della TC ma possono aiutare i medici a capire se le anomalie del mesotelio sono realmente tumori o lesioni di altro genere e se il tumore si è diffuso ai linfonodi o ad altre parti del corpo. Oggi esistono strumenti in grado di effettuare in un’unica seduta sia TC sia PET.

Risonanza magnetica: permette di ottenere immagini dettagliate dei tessuti molli del corpo, come la TC, ma senza utilizzare raggi X. In caso di mesotelioma può essere utile per valutare la salute del diaframma, la sottile membrana muscolare al di sotto dei polmoni, indispensabile per la respirazione.

Biopsia: è lo strumento più efficace per confermare il sospetto di mesotelioma. In alcuni casi con un ago lungo e sottile vengono prelevati campioni di liquido presenti nel torace (toracentesi), nell’addome (paracentesi) o nella cavità attorno al cuore (pericardiocentesi) e si verifica al microscopio la presenza di cellule tumorali. In altri casi, invece, è necessario prelevare piccole porzioni di tessuto mesoteliale con un ago sottile inserito sottopelle o con l’inserimento di una sonda dotata di videocamera attraverso un piccolo taglio nella pelle: in questo modo il medico può vedere le aree sospette e prelevare i campioni che vengono poi analizzati al microscopio. 

Per distinguere con certezza il mesotelioma da altri tipi di tumore, i campioni prelevati con la biopsia possono essere sottoposti ad analisi immunoistochimiche (per vedere le proteine presenti sulla superficie della cellula) o genetiche (per individuare l’espressione di geni tipica del mesoelioma). 

Esami del sangue: non sono in genere utilizzati per arrivare a una diagnosi, ma possono essere utili per confermarne una ottenuta con altre tecniche o per seguire l’andamento della malattia durante e dopo il trattamento. Si misurano in particolare i livelli di osteopontina e SMRP, molecole presenti in dosi più elevate in caso di mesotelioma.

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Cura e Terapia - Mesotelioma

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La scelta del trattamento

La scelta del tipo di trattamento più adatto è in genere complessa e dipende da molteplici fattori come: lo stadio della malattia, le regioni del corpo interessate, la presenza di metastasi e le condizioni di salute generali della persona.
Nel caso del mesotelioma la decisione è resa ancora più difficile dal fatto che si tratta di un tumore raro e quindi non è semplice per i medici confrontare l’efficacia dei diversi trattamenti o avere l’esperienza necessaria per compiere la scelta giusta. Ecco perché è necessario rivolgersi a centri specializzati nel suo trattamento.

Nella decisione del trattamento di cura viene innanzitutto valutata la possibilità di intervenire chirurgicamente: un tumore resecabile, cioè che può essere asportato con la chirurgia, ha infatti più probabilità di essere curato rispetto a uno non operabile. In linea di massima i mesoteliomi di stadio I, II e III sono operabili, ma possibilità di essere rimosso non dipende solo dalle dimensioni del tumore, ma anche dal sottotipo, dalla sua posizione e dalle condizioni del paziente.
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Chirurgia, radioterapia e chemioterapia

Una volta effettuati tutti gli accertamenti necessari, i medici hanno a disposizione diverse opzioni per il trattamento del mesotelioma: chirurgia, radioterapia e chemioterapia.

La chirurgia può avere uno scopo curativo o palliativo. Nel primo caso l’intervento è mirato a rimuovere completamente il tumore che deve essere ben localizzato, mentre nel caso della chirurgia palliativa il tumore è già diffuso e lo scopo principale è quello di prevenire o ridurre i sintomi.
Esistono anche altri trattamenti, meno invasivi dell’intervento chirurgico vero e proprio, che possono essere utilizzati a scopo palliativo: la rimozione di liquido mediante un ago lungo e sottile dalla cavità toracica (toracentesi), addominale (paracentesi) o attorno al cuore (pericardiocentesi) è in grado per esempio di dare sollievo, ma ha il difetto di dover essere ripetuta periodicamente, dal momento che il liquido tende a riformarsi.

In alcuni casi si opta per la radioterapia, che può essere utile per le persone che, per diversi motivi, non possono essere sottoposte a intervento chirurgico o può avere uno scopo palliativo. Questo tipo di terapia può essere usata anche dopo la chirurgia (radioterapia adiuvante) per distruggere i piccoli gruppi di cellule tumorali non visibili e quindi non asportabili nel corso dell’operazione.

La chemioterapia per il mesotelioma si basa sull’uso di un singolo farmaco o di combinazioni di più farmaci e può contribuire a rallentare la progressione della malattia anche se difficilmente riesce a curarla in modo definitivo.
Il farmaco può essere somministrato per via sistemica, ovvero con un'iniezione intravenosa che lo porta in tutto l’organismo, oppure direttamente nella cavità toracica (per via intrapleurica) o addominale (per via intraperitoneale). Questa somministrazione localizzata permette di colpire il tumore con dosi più alte di chemioterapico, che a volte viene riscaldato per aumentarne l’efficacia chemioterapia ipertermica, limitando gli effetti collaterali al resto dell’organismo.


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Glossario per Mesotelioma - Enciclopedia medica Sanihelp.it

 - Amianto
 - Asbestosi
 - Chemioterapia oncologica
 - Mesotelio
 - Metastasi
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 - Pleura
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 - Radioterapia dei tumori


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Autore: Valeria Leone - Sanihelp.it
Data ultima modifica: 28-12-2015

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