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Morbillo


Il morbillo fa parte, insieme a rosolia, varicella, scarlattina, quinta malattia e sesta malattia, del gruppo delle malattie esantematiche. Colpisce i bambini, ma non solo. Per lo più innocuo, può dare, seppur raramente, serie complicanze. Per questo è consigliabile il vaccino.
Categoria: Malattie infettive


Che cos'è - Morbillo

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Morbillo: un bambino a pois

Il morbillo fa parte del gruppo delle malattie esantematiche, patologie infettive caratterizzate appunto da esantemi, cioè sfoghi cutanei specifici. Si tratta, oltre al morbillo, di scarlattina, varicella, rosolia, quinta malattia e sesta malattia.

È causata da un virus appartenente alla famiglia dei Paramixovirus, genere Morbillivirus. Colpisce prevalentemente, ma non esclusivamente, i bambini. La malattia è endemica e diffusa in tutto il mondo. La sua incidenza è maggiore tra la fine dell’inverno e l’inizio della primavera.

Il morbillo è una malattia altamente contagiosa: ci si contagia con facilità se si viene a contatto diretto con le goccioline di saliva di chi è già malato o sta per ammalarsi (fase di incubazione); in particolare si è contagiosi già due-tre giorni prima dell’inizio del malessere e fino a quattro giorni dopo la comparsa dei puntini sulla pelle. Non esistono portatori sani di morbillo: la malattia si trasmette solo per contatto diretto (per esempio parlando o giocando), il virus viene sparso con gli starnuti e la tosse, e penetra attraverso le mucose delle vie respiratorie superiori o la congiuntiva.

Nell’infanzia, le complicazioni più comuni del morbillo sono di tipo respiratorio (laringite, bronchiolite, polmonite). A volte, ma molto raramente, a causa delle diminuite difese immunitarie del malato, si può verificare una successiva infezione batterica con complicazioni anche molto gravi: otite media purulenta, mastoidite, meningite, encefalite (1 caso su 1.000), polmonite batterica (6 casi su 100), con possibili danni cerebrali e morte. Nel 2002 si è verificata in Italia una vasta epidemia di morbillo con oltre 40.000 bambini malati, più di 1.000 ricoveri in ospedale, 23 casi di encefalite e 4 decessi. Solitamente le conseguenze sono più gravi quando la malattia colpisce i bambini molto piccoli o gli adulti.
Se contratto in gravidanza, il morbillo può causare aborto spontaneo precoce, prematurità e natimortalità del bambino.

Una volta superato, il morbillo conferisce un’immunità permanente.
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Prevenzione - Morbillo

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Vaccinazione trivalente: tanti motivi per dire sì

Morbillo, parotite e rosolia sono tre malattie prevenibili con un’unica vaccinazione, detta trivalente e chiamata MPR. 
L’utilizzo di questa formulazione tripla dà dei grandi vantaggi, sia per il bambino, perché consente di vaccinare verso tre malattie con un’unica iniezione, sia per la collettività, poiché fa diminuire la diffusione di tutti e tre i virus e di conseguenza protegge da queste malattie anche gli altri bambini più grandi e gli adulti. Quando almeno il 95% dei bambini della popolazione viene vaccinato, può essere conseguita l’eliminazione della malattia. Infatti la vaccinazione consente un effetto protettivo indiretto anche sui non vaccinati; anche se arrivassero dall’esterno dei malati, questi non sarebbero in grado di contagiare la comunità.
Il vaccino MPR può essere somministrato contemporaneamente ad altri vaccini.

Tutti i bambini dovrebbero essere vaccinati. L’età consigliata è a partire dal tredicesimo mese di età (o comunque non appena il bambino compie il primo anno) ed è importante fornire la protezione vaccinale senza ritardi. Si raccomanda poi una seconda dose all’età di 5-6 anni.
Il vaccino può essere somministrato a qualsiasi età: anche adolescenti e adulti che non sono certi di aver contratto queste malattia possono essere vaccinati, in particolare si consiglia il vaccino alle donne in età fertile.

Il vaccino è ben tollerato e solitamente non dà alcun disturbo. Le eventuali reazioni compaiono dopo 5-12 giorni dalla vaccinazione e comprendono febbre, gonfiore dei linfonodi e raramente puntini rossi sulla pelle (simili al morbillo ma senza pericoli di contagio).
Nessuna precauzione è necessaria per chi viene a contatto con il vaccinato.

La febbre e le malattie acute febbrili non sono di per sé una controindicazione alla vaccinazione. In caso di malattia acuta clinicamente rilevante è bene rimandare la vaccinazione.
Il vaccino non può essere somministrato in presenza di:
• alterazioni del sistema immunitario (per esempio indotte da tumori, leucemie o per terapie che deprimono il sistema immunitario, comprese quelle a base di cortisonici per via sistemica)
• precedenti gravi reazioni allergiche (anafilassi) ai vaccini o alla somministrazione topica o generale di neomicina
• gravidanza: la donna in gravidanza non può essere vaccinata, inoltre la gravidanza deve essere evitata bei tre mesi successivi alla vaccinazione.

Per quanto riguarda un’eventuale reazione del vaccino con l’assunzione di uova, il vaccino antimorbillo non contiene quantità di proteine che possono avere una reazione crociata con l'ovoalbumina. I test cutanei nei bambini allergici all'uovo non sono utili nello stabilire il rischio di reazioni avverse al vaccino.

Se il bambino ha già avuto una delle tre malattie il vaccino è comunque consigliato, perché la diagnosi clinica di queste malattie non è mai certa ed è quindi possibile che il bimbo sia ancora vulnerabile. Stesso discorso nel caso in cui il bambino avesse avuto di recente un contatto con un soggetto malato e quindi potrebbe avere la malattia in incubazione: se si effettua il vaccino e la malattia dovesse insorgere, avrebbe un decorso più mite.

Il vaccino MPR non è obbligatorio ma è raccomandato dal Ministero della Salute e da altri organismi internazionali ed è offerto gratuitamente. Vi è assoluta certezza scientifica che un bambino vaccinato è molto più al sicuro di uno non vaccinato.
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Vaccinazioni: ridurre gli effetti collaterali

Tra il secondo e il terzo mese di vita il bambino deve effettuare delle vaccinazioni obbligatorie: antitetanica, antidifterica, antipolio e antiepatite B. I genitori possono scegliere di associare anche il vaccino contro la pertosse, che viene somministrato insieme con gli altri in un’unica iniezione.
Sulle vaccinazioni sono in corso da molti anni discussioni riguardo la loro obbligatorietà, efficacia e potenziali effetti collaterali. Al di là delle scelte individuale è giusto comunque sottolineare che la legge impone al genitore di sottoporre il bimbo almeno alle vaccinazioni obbligatorie. Vale comunque la pena parlarne con il pediatra, per chiarire ogni dubbio in proposito.

Le vaccinazioni vanno effettuate al bambino sano, che non presenti febbre, disturbi gastrointestinali o altri sintomi di malattia. Nei due giorni seguenti può verificarsi un aumento della temperatura corporea.

È quindi utile sostenere le difese del neonato nel processo di reazione ai vaccini, per ridurre i loro possibili effetti secondari senza interferire con l’attività di profilassi. A questo scopo sono molto validi i rimedi naturali, come:
-fiori di Bach: Rescue Remedy (composto da 5 fiori) e Crab apple, cominciando il giorno prima e terminando due giorni dopo la vaccinazione
-rimedi omeopatici: Thuia 200 CH, mezza monodose il giorno prima della vaccinazione, e Sulphur 200 CH, sempre mezza monodose, due giorni dopo il vaccino.

Se nei giorni seguenti la vaccinazione il bambino dovesse avere la febbre, si possono mettere in atto quegli accorgimenti sempre validi in caso di rialzo termico di qualsiasi natura:
-alleggerire l’abbigliamento (evitando spifferi d’aria)
-frizionare la fronte del piccolo con una salvietta imbevuta d’acqua fresca e un po’ di aceto di mele
-intervenire con un antipiretico solo se la febbre supera i 38,5°C, o se il bimbo è sofferente, abbattuto e non reagisce
-non forzarlo a mangiare, ma dargli spesso da bere
-somministrargli decotti di mela o tisane di tiglio
-applicare sulla fronte delle fette di patata cruda
-ricorrere, sempre dietro parere del medico, a fiori di Bach (Willow) o rimedi omeopatici (Aconitum ai primi sintomi, Belladonna se il bimbo è prostrato, Ferrum phosphoricum se al contrario mostra agitazione, suda e non dorme, Chamomilla se è molto irritato).

Se la febbre non cala, o il bambino manifesta un’irritabilità estrema o improvvisa, oppure ha la diarrea, è comunque meglio contattare il pediatra.

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Sintomi - Morbillo

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Come si manifesta il morbillo

1. Fase di incubazione: dura circa 9-12 giorni e non dà alcun sintomo.

2. Fase prodromica o pre-esantematica: dura circa 3-5 giorni. Il bimbo può manifestare:
• sofferenza e malessere
• febbre modesta, con punte fino a 39-40°
• occhi rossi, bruciore e lacrimazione per congiuntivite
• tosse secca e stizzosa
• raffreddore
• chiazze rosse sulla bocca e sul palato (esantema)
• macchioline bianche a capocchia di spillo e circondate da un alone rosso all’interno delle guance, vicino ai molari. Si chiamano macchie di Koplik e possono comparire uno-due giorni prima dell’inizio della seconda fase; scompaiono quando escono i puntini sulla pelle.

3. Fase esantematica o dei puntini. Dopo altri 3-5 giorni compaiono:
• malessere generale
• febbre alta
• fastidio alla luce
• puntini (esantema) prima rosa chiaro e tendeggianti, poi rosso cupo e di forma irregolare, con tendenza a confluire in larghe chiazze, prima sul collo e sul viso, poi sul corpo e sugli arti. Tendono ad allargarsi leggermente ma non danno prurito.

4. Fase di convalescenza o di guarigione. Dopo altri 3-5 giorni:
• sfebbramento progressivo
• attenuazione delle macchie a partire dal volto
• desquamazione fine della cute
• lenta diminuzione della tosse.

La diagnosi viene effettuata dal pediatra sulla base dell’osservazione del quadro clinico del bambino, in quanto la malattia ha un andamento molto caratteristico. Non sono necessari esami.
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Cura e Terapia - Morbillo

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Morbillo: che fare?

Come si cura il morbillo? Essendo una malattia provocata da un virus, non è disponibile una cura specifica. 
Si usano in genere solo farmaci per abbassare la febbre e alleviare il dolore, come il paracetamolo, ed eventualmente sedativi della tosse. Non ci sono indicazioni per il trattamento locale dell’esantema. Le labbra secche possono essere protette con unguento di vaselina. Per il resto, fate bere al bimbo molti liquidi a temperatura ambiente. La prognosi è generalmente buona.

Quando consultare il pediatra? La prima volta, per diagnosticare il morbillo; in secondo luogo è necessario consultare nuovamente il medico se durante la fase di guarigione:
• la febbre ricomincia a risalire
• la tosse aumenta
• il respiro si fa difficoltoso
• il bambino ha mal d’orecchie
• ci sono segni di peggioramento.
Possono infatti comparire complicazioni quali, per esempio, l’otite o la broncopolmonite. Nelle complicazioni con superinfezioni batteriche si fa ricorso agli antibiotici.

Si può prevenire il contagio? Per evitare il contagio con terzi, il bambino deve essere isolato per 5 giorni dalla comparsa dei puntini, ma è comunque contagioso già dal quinto giorno di incubazione della malattia.
Se nei giorni in cui è infettivo il bambino viene a contatto con altre persone che non hanno ancora superato la malattia o fatto la vaccinazione, questi soggetti vanno avvisati subito poiché il morbillo può talvolta essere prevenuto somministrando immediatamente il vaccino. Ciò è consentito dal lungo tempo di incubazione della malattia, superiore a quello necessario al vaccino per stimolare le difese dell’individuo.

Dopo almeno 5 giorni dalla comparsa delle macchie, quando il piccolo torna a essere in buone condizioni di salute e l’esantema è scomparso, si può riportare il piccolo a scuola o all'asilo.  
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Cure dolci per bebé in salute

Mamme, non disperate! I piccoli e grandi problemi dei vostri cuccioli si possono facilmente risolvere con l’aiuto di Madre Natura. Ecco qualche idea per sfruttare al meglio le mille virtù di erbe e piante e rendere così i nostri piccoli sani e felici!

DENTIZIONE. Preparate un ghiacciolo a base di camomilla ed erba gatta. Quest’ultima è perfetta per contrastare i problemi dovuti alla dentizione: è calmante, analgesica e antifebbrile. La formulazione in ghiacciolo unisce all’effetto curativo delle erbe l’azione anestetica del freddo e quindi lenisce il dolore alle gengive.

COLICHE. Per calmare gli spasmi e rilassare i muscoli appoggiategli sul pancino un asciugamano imbevuto di camomilla calda, sul quale avrete versato due gocce di olio essenziale di camomilla e lavanda.

CROSTA LATTEA. È facilmente rimovibile con un olio vegetale, preparato con foglie di ortica, fiori di camomilla, foglie di tassobarbasso, olio d’oliva (il tutto cotto per un’ora, filtrato e imbottigliato) e olio essenziale di lavanda (aggiunto alla fine).

ERITEMA DA PANNOLINO. Ottimo il borotalco erboristico, ovviamente fai-da-te, preparato con argilla bianca, fecola di maranta, radici di altea e radice di consolida maggiore in polvere.

DIARREA. Niente di meglio di una bella tisana: ogni ora somministrate al vostro bimbo ¼ di cucchiaino da tè di una tisana ottenuta diluendo un cucchiaino da tè di tintura di radici di more selvatiche in mezza tazza di acqua calda.

STITICHEZZA. Ingolosite i vostri bambini con speciali caramelle ottenute frullando prugne, fichi, albicocche e uva, a cui verranno aggiunti semi di psillio, olmo rosso e semi di finocchio (tutti polverizzati). Per insaporire, mescolatevi polvere di carruba, dalle proprietà anti-stipsi.

MAL D’ORECCHIE. Per curare un’infezione alle orecchie e lenire il dolore fategli bere una tisana di zenzero grattugiato, limone appena spremuto e miele o succo d’acero: è buonissima, rinfrescante e decongestionante.

FEBBRE. Per abbassare e controllare la temperatura del bambino immergetelo in un bagno tiepido con aggiunta di aceto di mele (¼ di tazza). Dopo avvolgetelo subito in un caldo lenzuolo di flanella, nel quale avrete diluito due gocce di olio essenziale di camomilla.

VARICELLA, MORBILLO, ERUZIONI CUTANEE. Per alleviare il prurito e l’irritazione cutanea fategli un bagno caldo con farina d’avena, con aggiunta di due gocce di olio di lavanda, per un effetto rilassante, antibatterico e disinfettante.

RAFFREDDORE E INFLUENZA. Ottimo lo sciroppo di bacche di sambuco blu, fatte sobbollire per mezz’ora in acqua, schiacciate, filtrate e mescolate con un po’ di miele.

PUNTURE DI INSETTI, TAGLI E GRAFFI. Fate applicazioni locali di argilla, da sola o combinata con olio essenziale di lavanda e dell’albero del tè: è l’ideale per rimarginare ferite di ogni tipo.

SCOTTATURE. Una mistura composta da miele (un cucchiaio da tavola) e menta piperita (due gocce di olio) farà scomparire il dolore quasi istantaneamente: il miele è antisettico e mantiene la zona ustionata pulita e libera da infezioni, mentre l’olio di menta piperita aiuta a raffreddare la scottatura.

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Come capire se il piccolo ha la febbre

Fronte accaldata, occhi rossi, viso spento: forse il bimbo ha la febbre
Ma quando è proprio febbre? In linea generale si può considerare febbre un aumento della temperatura corporea superiore ai 37° C se misurata per via ascellare, o ai 37,5° C se misurata per via rettale. Ma tale temperatura può variare da persona a persona e, soprattutto nei bambini, può aumentare in seguito a sforzi, assunzione di pasti o bevande calde, riscaldamento eccessivo dell’ambiente. In tal caso l’aumento della temperatura può essere normale e va quindi solo ricontrollato.

Come misurare la febbre? In linea di massima è meglio non misurare la temperatura subito dopo che il bambino si è alzato dal letto; è meglio dopo che ha fatto colazione. 
Nel bambino di età inferiore ai due anni è preferibile misurare la temperatura corporea per via rettale nel seguente modo:
- prendere un termometro prismatico (quelli piccoli per bambini) e, tenendolo saldamente tra indice e medio, scuoterlo con energia fino a che la colonnina di mercurio non sia scesa sotto i 34° gradi
- stendere il bambino sulla schiena sopra un piano rigido (fasciatoio o letto) e con la mano sinistra prendergli le caviglie e alzargli le gambe quasi ad angolo retto
- con la mano destra immergere il bulbo del termometro nell’olio o nella vaselina e poi introdurre delicatamente nel retto del bambino solo il bulbo contenente il mercurio
- stringere le natiche del bambino tenendole ben ferme e aspettare due minuti
- togliere il termometro e leggere controluce la temperatura raggiunta dal mercurio.

Nel bambino più grande, o in presenza di diarrea, è meglio prendere la temperatura corporea per via ascellare. Per fare questo:
- scuotere il termometro portando la colonnina di mercurio sotto i 34° C
- spogliare il bambino e assicurarsi che l’ascella non sia bagnata (in caso contrario asciugarla)
- mettere il bulbo del termometro nella parte più alta dell’ascella, a contatto con la pelle
- tenere il braccio del bambino accostato al torace, così da mantenere più saldamente il termometro in posizione, e aspettare tre minuti; stare sempre con il bambino durante questa misurazione per essere sicuri che sia stata eseguita correttamente
- togliere il termometro e leggere controluce la temperatura raggiunta dal mercurio
-dopo avere scritto la temperatura raggiunta, lavare il termometro con acqua tiepida e sapone, pulirlo con un disinfettante e riporlo nella sua custodia in un luogo sicuro, lontano dalla portata dei bambini.

Appurato che si tratta proprio di febbre, non facciamoci prendere dal panico: la febbre non è una malattia, ma una reazione fisiologica dell’organismo all’attacco di batteri o virus. Per questo motivo è necessario osservare il bambino per rendersi conto di come sta: è pallido? è vivace? ha appetito? ha voglia di giocare? piange continuamente? è molto più calmo del solito?

Osservate anche altri segnali, che di solito accompagnano la febbre: respirazione difficoltosa, naso chiuso, tosse, dolore alle orecchie, difficoltà a muovere la testa, vomito, diarrea. Tuttavia, il più delle volte è necessario aspettare 24 ore prima che questi segni siano evidenti.

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S.O.S. bimbo con febbre: che fare?

Se sospetti che il tuo piccolo abbia la febbre, innanzitutto assicurati sul reale innalzamento della sua temperatura, poi procedi così:

- tienilo in ambiente fresco
- non coprirlo in maniera eccessiva: opta per vestiti leggeri, oppure mutandine e maglietta
- non usare coperte pesanti quando è a letto: così gli permetti di traspirare e di disperdere calore; solo quando sono presenti brividi e il bambino sente freddo è bene coprirlo
- assicurati che sia ben idratato dandogli da bere acqua, tè o camomilla leggermente zuccherati, a piccoli sorsi, a volontà (se il bambino ha vomito o diarrea è necessario fargli bere a piccoli sorsi la soluzione reidratante che il medico avrà prescritto)
- non forzarlo a mangiare, ma concedigli piccoli pasti facilmente digeribili.
- se la febbre supera i 39° C si possono effettuare spugnature con acqua tiepida su fronte, inguine e polsi (non usare invece alcol o ghiaccio).

I farmaci contro la febbre vanno usati nei casi in cui la febbre sia causa di disagio per il bambino: di solito ciò si verifica per temperature superiori ai 38° C ascellari, ovvero ai 38.5° C rettali.
Febbri di lieve entità non richiedono l’uso di farmaci. Fa eccezione il bambino che ha avuto già un episodio di convulsioni in corso di febbre: in questo caso il farmaco per ridurre la febbre andrà somministrato quando la temperatura ascellare supera i 37.5° C

Quando è necessario impiegare un farmaco contro la febbre, è bene utilizzare il Paracetamolo, alle dosi indicate dal pediatra. Di solito una dose è capace di tenere bassa la febbre per 5 o 6 ore. Le dosi possono essere ripetute se la febbre persiste, o ritorna, o crea disturbo al bambino.
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Glossario per Morbillo - Enciclopedia medica Sanihelp.it

 - Malattie esantematiche
 - Morbillovirus
 - Incubazione
 - Encefalite virale
 - Immunizzazione
 - Paracetamolo
 - Vaccinazione
 - Esantema


Farmaci

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Tag cloud - Riepilogo dei sintomi pių frequenti

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© 2016 sanihelp.it. All rights reserved.
Autore: Roberta Camisasca - Sanihelp.it
Data ultima modifica: 28-12-2015

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