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Retinopatia diabetica


In Italia due pazienti diabetici su tre, dopo vent'anni di malattia, sono affetti da retinopatia diabetica di differente gravità. Questa malattia colpisce la retina e nei casi più gravi può portare a ipovisione e cecità.
Categoria: Malattie oculistiche
Sigla: RD

Che cos'è - Retinopatia diabetica

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Diabete e retinopatia

In Italia due pazienti diabetici su tre, dopo venti anni di malattia, sono affetti da retinopatia diabetica di differente gravità. Diventa importante dunque che i pazienti diabetici (sia che facciano insulina, sia che prendano farmaci ipoglicemizzanti, sia che seguano soltanto una dieta) si sottopongano a visita oculistica almeno una volta l’anno.

Il diabete è una malattia cronica in cui il valore della glicemia è superiore alla norma, a causa dell'eccessiva concentrazione nel sangue di glucosio. Sul piano clinico si distinguono due forme di diabete: tipo I diabete insulino-dipendente (per controllare la malattia, è necessario somministrare insulina per via sottocutanea) e tipo II diabete non insulino-dipendente (per controllare la malattia, è necessario somministrare ipoglicemizzanti per via orale e/o bisogna seguire una dieta a basso contenuto di zucchero). Inoltre esiste un diabete secondario che insorge in seguito ad altre malattie (pancreatite, ipertiroidismo, ecc.) o a determinate terapie.

Il diabete oggi è una delle malattie più diffuse nel mondo, colpisce senza distinzione di sesso e di razza; è presente in tutti i Paesi, ma la massima prevalenza si ha nelle nazioni più industrializzate. Tende fortemente ad aumentare, probabilmente con l’avanzare del benessere socioeconomico. Per questo motivo l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha parlato di una vera e propria pandemia, termine che di solito viene riservato alle malattie infettive. Stime relative al periodo 1994-2010 indicano la triplicazione a livello mondiale dei casi di diabete.
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Una complicanza grave e frequente

Il diabete è una malattia cosiddetta sistemica perché colpisce tutto l’organismo: alcuni organi di più e precocemente, altri di meno e più tardivamente. L’occhio è l’organo più a rischio e, soprattutto, lo è la retina, costituita da cellule nervose che captano il segnale luminoso e lo inviano al cervello. La retina è più colpita perché è ricca di vasi, avendo bisogno continuamente e abbondantemente di sostanze nutritive e di ossigeno per funzionare. Inoltre perché i suoi vasi non confluiscono gli uni negli altri, ma scorrono isolati.

Il principale danno che causa questa malattia è un’alterazione del circolo sanguigno a livello dei capillari, dove il sangue cede ai vari tessuti ossigeno e sostanze nutritive.
Nel corso degli anni il diabete determina prima un indebolimento delle pareti dei capillari, fino a creare dei veri sfiancamenti (detti microaneurismi), poi la trasudazione della parte liquida del sangue (edema), emorragie più o meno estese, microinfarti con ischemia di zone circoscritte (muoiono delle cellule della retina a causa del mancato apporto sanguigno). A questo punto intervengono i processi di cicatrizzazione, con formazione di nuovi vasi sanguigni (neovascolarizzazione), che crescono in modo caotico distruggendo il tessuto nervoso nobile, determinando emorragie sempre più gravi e favorendo il distacco di retina. In questo caso la retinopatia diabetica viene chiamata proliferante: diventa molto grave e inarrestabile fino all’ipovisione e alla cecità.
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Sintomi - Retinopatia diabetica

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Fattori di rischio e disturbi

La retinopatia può insorgere con qualsiasi forma di diabete e le probabilità di esserne colpiti è più elevata se si è ammalati di diabete da molto tempo. 

Uno dei principali fattori di rischio è quindi la durata della malattia: da quanto più tempo si soffre di diabete tanto più alto è il rischio di avere anche una retinopatia. Dopo vent' anni di diabete circa il 70% degli ammalati ha sviluppato la retinopatia diabetica. Un altro fattore di rischio è il controllo metabolico del diabete che significa impostare
e prescrivere la terapia giusta, seguire le indicazioni del medico e adeguarsi con un certo rigore a un determinato stile di vita. Infine, altri fattori possono influire in maniera più o meno determinante: alcol, fumo, alcuni farmaci, ipertensione arteriosa, malattie dei reni.

I sintomi oculari si hanno solo quando la retinopatia diabetica ha raggiunto uno stato molto avanzato, che ha già determinato dei danni irreversibili. In questi casi si hanno:
abbassamento lento e graduale della vista con associata distorsione delle immaginI; improvvisa perdita della visione a un occhio per un’estesa emorragia o per l’occlusione di un grosso vaso sanguigno della retina



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Diagnosi - Retinopatia diabetica

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Come si effettua la diagnosi?

Una visita oculistica con accurato esame del fondo oculare permette di evidenziare i segni di una retinopatia. Per effettuare l’esame vengono somministrati colliri che dilatano la pupilla (midriatici). Quindi l’oculista deve decidere se è necessario ricorrere a un esame strumentale più sensibile, capace di svelare anche le più piccole anomalie
ischemiche del circolo sanguigno retinico.

Si può ricorrere alla fluoroangiografia retinica, un esame che consente di studiare la circolazione sanguigna della retina. Si tratta di un esame invasivo, con iniezione
per via endovenosa di un colorante (la fluoresceina) che si distribuisce in tutti i vasi sanguigni. Esso li rende visibili nel loro decorso e nel loro calibro, permettendo anche di visualizzare dei punti di rottura dove il sangue fuoriesce nei tessuti circostanti. Attraverso una macchina fotografica viene registrato il passaggio del colorante. L’esame va eseguito a digiuno ed è indispensabile che il paziente non sia allergico a mezzi di contrasto e che sia in buone condizioni generali. Dura circa dieci minuti e richiede una buona collaborazione: il paziente può essere infastidito dalla luce intensa.



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Cura e Terapia - Retinopatia diabetica

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Come si cura?

Oggi il mezzo più efficace è il trattamento con il laser: la fotocoagulazione Argon laser. Il raggio laser, messo a fuoco sulla retina, determina una bruciatura del tessuto, con
sua distruzione e successiva cicatrizzazione. Quindi non si guarisce né si rigenera la retina malata, ma semplicemente si ustiona. In questa maniera, però, viene bloccata la progressione della malattia.

Il laser non restituisce la vista perduta, ma consente di mantenere quella che si possiede. Ne consegue che una lesione pericolosa, se trattata al suo comparire, non determina danni rilevanti. Una retina, invece, totalmente alterata deve essere interamente coagulata con il laser (fotocoagulazione panretinica) e non può ritornare a garantire la sua funzionalità, ma consente solo di conservare un barlume di visione.

La terapia chirurgica viene attuata nelle fasi avanzate, quando si sono formate emorragie che invadono il corpo vitreo oppure si è creato un distacco di retina. In questi casi la vitrectomia – la rimozione del vitreo, il liquido gelatinoso che riempie il bulbo oculare, che viene sostituito da sostanze trasparenti e tamponanti, come gas o olio di silicone – può restituire una certa funzionalità visiva.
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Glossario per Retinopatia diabetica - Enciclopedia medica Sanihelp.it

 - Diabete mellito
 - Cecita
 - Corpo vitreo
 - Glicemia
 - Glucosio
 - Ipertensione arteriosa
 - Midriatici
 - Mezzo di contrasto
 - Retina
 - Pupilla
 - Occhio

Tag cloud - Riepilogo dei sintomi più frequenti

disturbi della vista distorsione delle immagini abbassamento della vista perdita della visione a un occhio

FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
IAPB Italia Onlus

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Autore: Valeria Leone - Sanihelp.it
Data ultima modifica: 28-12-2015

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