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Tumore del fegato


La malattia è anche conosciuta come:
cancro al fegato, cancro al fegato, carcinoma epatocellulare, epatocarcinoma, neoplasia del fegato, epatocarcinoma


Il tumore del fegato è provocato dalla proliferazione incontrollata di cellule all'interno dell'organo. Viene considerato un tumore abbastanza raro, anche se la sua incidenza varia molto a seconda delle zone geografiche. Sono invece più frequenti le metastasi, che colonizzano il fegato provenendo da altri organi.
Categoria: Malattie oncologiche
Sigla: HCC

Che cos'è - Tumore del fegato

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Le tipologie di tumore e l'incidenza della malattia

Il fegato è l’organo più grande del nostro corpo; è situato nella parte destra dell'addome ed è diviso in due lobi, uno destro, più grande, e uno sinistro.
Il fegato è fondamentale per il mantenimento di uno stato di buona salute: rimuove le sostanze di scarto dal sangue e produce la bile e molti enzimi necessari alla digestione. È irrorato da due grossi vasi: l'arteria epatica e la vena porta. Il tumore del fegato è provocato dalla proliferazione incontrollata di cellule all'interno dell'organo.

I tumori primari del fegato (cioè quelli nati nell'organo e non provocati da cellule staccatesi da altri tumori e migrate fino al fegato, le cosiddette metastasi) hanno per lo più inizio dalle cellule interne dell'organo, chiamate epatociti. In questo caso si parla di carcinoma epatocellulare o, più raramente, di epatoma; questi tumori tendono a diffondersi alle ossa e ai polmoni.

Più spesso, tuttavia, le neoplasie che colpiscono il fegato sono secondarie, cioè derivano da tumori che nascono altrove (per esempio nel colon, nella mammella o nel polmone). I tumori del fegato possono svilupparsi anche nei bambini: in questi casi si parla di epatoblastoma.

Il tumore del fegato è abbastanza raro, anche se la sua incidenza varia molto a seconda delle zone geografiche. È più diffuso in Asia, meno negli Stati Uniti e in Europa. L'incidenza europea è di 7 per 100.000 individui l'anno negli uomini e 2 per 100.000 nelle donne, pari a circa il 2 per cento di tutti i tipi di tumore. Circa il 7 per cento dei pazienti con tumore epatico ha un'età superiore a 65 anni. Negli uomini, l'incidenza cresce rapidamente con l'aumentare dell'età, passando da 3 per 100.000 nel gruppo con età inferiore a 45 anni, a 32 per 100.000 nei pazienti con età compresa tra 60 e 64 anni, per finire a 62 per 100.000 nel gruppo di pazienti d’età superiore a 75 anni.

Sono invece relativamente frequenti i tumori secondari, ovvero le metastasi, che colonizzano il fegato provenendo da altri organi.

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Quali sono i fattori di rischio?

Non è ancora noto l'esatto meccanismo con il quale si sviluppa il tumore del fegato, tuttavia vi sono alcuni indubbi fattori di rischio:

Infezioni croniche: rappresentano il più importante fattore di rischio; possono essere date da virus epatitici di tipo B e C, che si trasmettono attraverso il sangue o i rapporti sessuali o dalla madre al figlio durante la gravidanza. Le epatiti virali spesso non danno alcun sintomo, anche se la loro presenza è facilmente rilevabile tramite un esame del sangue. L'infezione da virus B, inoltre, si può combattere tramite un vaccino, che oggi viene fatto a tutti i neonati ed è utile a qualunque età. Se l'epatite diventa cronica può causare, anche dopo molti anni, la degenerazione tumorale degli epatociti.

Aflatossine: si tratta di una classe di sostanze che si sviluppa in alcuni tipi di muffa; sono considerate contaminanti di alcuni alimenti per questo la loro concentrazione viene costantemente controllata.

Cirrosi: è una malattia che si sviluppa quando, per qualsiasi motivo (infezioni da virus e da parassiti, abuso di alcol, malattie autoimmuni, intossicazioni da farmaci e da sostanze chimiche e altro), le cellule del fegato vengono danneggiate e sostituite con tessuto cicatriziale. Si stima che circa il cinque per cento delle persone con cirrosi sviluppi un tumore del fegato.

Sesso: gli uomini sono più soggetti ai carcinomi epatici.

Familiarità: chi ha un caso in famiglia ha un rischio maggiore rispetto alla media.

Età: nella maggior parte dei casi il tumore insorge dopo i 60 anni.

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Prevenzione - Tumore del fegato

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Una prevenzione difficile del tumore al fegato

Nel caso del tumore del fegato la prevenzione non è purtroppo possibile. L’unica attenzione che si può avere consiste nell’evitare i più comuni fattori di rischio, ovvero il consumo eccessivo di alcol e l'esposizione ai virus dell'epatite.

Una misura senza dubbio efficace è risultata la vaccinazione per l'epatite B, che in Italia è a oggi obbligatoria per tutti i bambini. Per quanto riguarda invece l'epatite C non sono disponibili vaccini, mentre essere colpiti da epatite A, per la quale esiste un vaccino comunemente usato da chi viaggia in paesi caldi con scarsa igiene, non aumenta il rischio di ammalarsi di tumore del fegato. In caso di infezione cronica da virus dell'epatite B o C è possibile contenere la replicazione del virus con alcuni trattamenti farmacologici.


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Sintomi - Tumore del fegato

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Un tumore silenzioso dai sintomi comuni

Il tumore del fegato viene anche chiamato tumore silenzioso perché, soprattutto nelle fasi iniziali, non dà alcun segno.
Con la diffusione della malattia però, iniziano a comparire i sintomi specifici, tra i quali il dolore alla parte superiore dell'addome, che si può irradiare anche alla schiena e alle spalle, l'ingrossamento del ventre, la perdita di peso e di appetito, la nausea, il vomito, la sensazione di sazietà, la stanchezza, l'ittero (ovvero il colore giallo della pelle), la colorazione scura delle urine e la febbre.

Si tratta però di sintomi poco specifici, che possono presentarsi anche in malattie del tutto diverse. Nel caso in cui un individuo dovesse avvertire uno o più di questi sintomi, è bene che li riferisca al proprio medico curante, cui spetterà poi il compito di valutare la situazione.

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Diagnosi - Tumore del fegato

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Esame obiettivo, del sangue, TAC ed ecografia

Esistono diversi modi per verificare la presenza di un tumore del fegato e, in generale, la salute dell'organo.
Ecco quali:

Esame obiettivo: il medico tasta l'addome per verificare le dimensioni del fegato, della milza e degli organi vicini, per controllarne le dimensioni e l'eventuale presenza di masse sospette. Inoltre verifica la presenza di ascite, cioè di liquido in quantità abnorme nel ventre, e osserva il colore della pelle e del bianco degli occhi, per vedere se c'è ittero.

Esami del sangue: ci sono diversi parametri che suggeriscono una malattia del fegato come i dosaggi delle transaminasi e della bilirubina. In caso di tumore, tuttavia, il più significativo è l'alfa-fetoproteina, i cui valori, se non c'è una neoplasia, si alzano solo in presenza di una gravidanza.

TAC (tomografia computerizzata): è un esame radiologico effettuato da una macchina che rileva immagini da diverse sezioni dell'organo; i dati acquisiti vengono poi elaborati da un computer che ricostruisce un'immagine dettagliata del fegato, degli organi vicini e dei vasi sanguigni. Talvolta il potere dello strumento è amplificato con specifici liquidi di contrasto. La TAC consente di vedere un eventuale tumore nel fegato e in tutti gli organi addominali.

Ecografia: grazie all'eco degli ultrasuoni si ottiene, in modo del tutto innocuo, un'immagine del fegato e degli organi circostanti. Le masse tumorali danno un'eco diversa dai tessuti sani e possono essere identificate con facilità.

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Risonanza, angiogramma e biopsia

La diagnosi di tumore al fegato può essere anche effettuata mediante:

Risonanza magnetica: un altro tipo di immagini è quello che si forma grazie ai campi magnetici generati da un magnete collegato a un computer. Ancora una volta, le zone colpite da un tumore danno immagini che possono essere distinte da quelle dei tessuti sani.ù

Angiogramma: è un esame radiologico che richiede il ricovero e l'anestesia perché si avvale dell'amplificazione dell'immagine data da un mezzo di contrasto iniettato nell'arteria epatica; consente di visualizzare i vasi che irrorano il fegato ed eventuali tumori che vi si annidano.

Biopsia: è l'esame istologico del tessuto epatico. Per lo più viene effettuato in anestesia locale ma richiede comunque un breve ricovero. Il medico inserisce un ago molto sottile nell'addome e preleva un campione di tessuto con la guida dell'immagine della TAC o dell'ecografia, oppure effettua il prelievo con un ago più grande. In alternativa, il prelievo si può effettuare con una sonda che è la stessa che fornisce l'immagine dell'organo (laparoscopia) o attraverso una piccola incisione nell'addome o, ancora, durante un vero e proprio intervento chirurgico
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Cura e Terapia - Tumore del fegato

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Tumore localizzato operabile o tumore in stadio avanzato

Il tumore del fegato è complesso da curare e può essere affrontato in diversi modi e da diversi specialisti. Per questo è importante che il malato venga informato correttamente e sia parte attiva nelle decisioni che lo riguardano.

Una vera e propria cura si ottiene solo quando la malattia è colta nelle fasi precoci e solo se il paziente si trova in uno stato di salute abbastanza buono da poter affrontare un intervento chirurgico che è sempre impegnativo. Gli altri approcci non chirurgici possono comunque avere un ruolo nell'evitare che la malattia si diffonda e nel mantenere una qualità di vita accettabile.Gli interventi terapeutici dipendono dal numero di masse tumorali presenti, dalla loro posizione, dal loro volume e dal fatto che abbiano o meno iniziato a diffondersi anche al di fuori dell'organo; inoltre lo stato di salute del paziente gioca un ruolo molto importante nelle decisioni.

In generale possono essere classificati in base alla gravità del tumore:

tumore localizzato e operabile: se la massa è unica (o se sono comunque poche) e non si è diffusa, e il fegato ha ancora una buona funzionalità, si può intervenire per via chirurgica, asportando la parte del fegato (epatectomia) che contiene il o i tumori. A seconda della situazione si può arrivare a rimuovere anche un intero lobo, perché la parte restante può essere sufficiente a svolgere le normali funzioni. In casi estremi è possibile anche asportare tutto l'organo e sostituirlo con un trapianto.

tumore in stadio avanzato: in genere si attua una chemioterapia o una radioterapia o la combinazione di entrambe, per migliorare la qualità della vita.

ricadute: in genere le possibili ricadute si presentano entro due anni dalla scoperta del tumore primario e vengono di nuovo operate o trattate diversamente, a seconda della situazione.

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Tumore localizzato non operabile

Il tumore, anche se è confinato, talvolta non è operabile a causa della cirrosi o di altre condizioni che compromettono la funzionalità dell'organo o la salute in generale. In questi casi, per migliorare la qualità della vita e allungarne la durata, si può comunque procedere con uno di questi approcci:

termoablazione: la massa viene neutralizzata con il calore generato da una sonda che vibra secondo le frequenze radio oppure con il laser o con le microonde.

iniezione percutanea di etanolo: l'etanolo, un alcol che uccide le cellule tumorali, viene iniettato direttamente nel fegato con la guida di una sonda endoscopica.

criochirurgia: le cellule tumorali vengono distrutte con il freddo generato da una sonda di metallo inserita con una sonda da endoscopia. 

infusione di chemioterapici nell'arteria epatica: i farmaci antitumorali vengono fatti arrivare direttamente nel fegato con l'ausilio di un catetere; in questo modo si limitano molto gli effetti collaterali della chemioterapia e si possono usare dosaggi più alti. Talvolta viene inserita sotto la cute una micropompa, che regola la cessione continua dei farmaci.

chemioembolizzazione: si cerca di far rimanere i farmaci nel fegato il più a lungo possibile bloccando la circolazione dell'arteria epatica in modo permanente o temporaneo. A tal fine si inseriscono sferette di materiale inerte attraverso un catetere. 

radioterapia miniaturizzata: si tratta di una tecnica innovativa che utilizza microsfere radioattive iniettate attraverso un catetere direttamente nell’arteria epatica e da lì nell’area interessata al tumore. La radioattività viene rilasciata localmente, evitando di danneggiare i tessuti sani. Una tecnica analoga può essere usata per il rilascio localizzato di farmaci. Si tratta comunque di procedure ancora in fase sperimentale.

trapianto: si attua solo quando è indispensabile e quando c'è disponibilità di un organo.

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Glossario per Tumore del fegato - Enciclopedia medica Sanihelp.it

 - Alcolismo
 - Angiografia
 - Biopsia
 - Ecografia
 - Epatite a
 - Epatite b
 - Epatite cronica
 - Ittero
 - TAC spirale
 - Risonanza magnetica nucleare


Farmaci

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Autore: Valeria Leone - Sanihelp.it
Data ultima modifica: 28-12-2015

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