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Tumore dell'ipofisi


La malattia è anche conosciuta come:
carcinoma dell'ipofisi, carcinoma ipofisario, neoplasia dell'ipofisi, neoplasia ipofisaria, tumore ipofisario


Il tumore dell’ipofisi è una malattia considerata rara che si sviluppa dalle cellule della ghiandola ipofisaria e, pur non essendo particolarmente maligno, può avere effetti importanti sulla salute.
Categoria: Malattie oncologiche


Che cos'è - Tumore dell'ipofisi

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Tumore dell'ipofisi e tipologie

L'ipofisi è una ghiandola piuttosto piccola che si trova alla base del cranio, dal ruolo determinante: il suo diretto collegamento con l'ipotalamo garantisce il legame tra le attività del cervello e quelle del sistema endocrino per la produzione di ormoni.
L’ipofisi è regolata dagli ormoni prodotti dall’ipotalamo e a sua volta produce ormoni che vanno a influenzare l’attività di altre ghiandole come tiroide, ghiandole surrenali e gonadi; proprio per questo suo ruolo di controllo, viene definita ghiandola maestra.

Il tumore dell’ipofisi si sviluppa dalle cellule della ghiandola ipofisaria e, pur non essendo particolarmente maligno, può avere effetti importanti sulla salute, dal momento che crea difficoltà al sistema di produzione e regolazione degli ormoni.

Gli adenomi ipofisari vengono classificati, in base alla dimensioni, in microadenomi (diametro inferiore a 10 mm) e macroadenomi (diametro uguale o superiore a 10 mm) e in base al tipo di ormone prodotto, in adenomi che producono prolattina (prolattinomi, circa 4 adenomi su 10), adenomi che producono ormone della crescita (circa 2 su 10), adenomi che non producono alcun ormone (circa 3 su 10). Infine, i più rari producono corticotropina o ACTH, tireotropina o TSH e gonadotropine (meno di 1 su 10).

I carcinomi, che sono rarissimi, possono essere di difficile diagnosi anche all’esame istologico qualora non siano già presenti metastasi in altri organi e in particolare in cervello, midollo spinale e meningi.



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Diffusione e fattori di rischio del tumore all'ipofisi

Nella maggioranza dei casi il tumore dell'ipofisi si presenta come un adenoma ed eccezionalmente (0,2%) un carcinoma. Inoltre, l’ipofisi può essere sede di metastasi che si estendono da tumori originati in altre regioni del corpo, ma in questo caso non è corretto definirlo come tumore dell’ipofisi.

Il tumore all’ipofisi non è molto frequente: gli adenomi ipofisari sono presenti nella popolazione generale in circa 200 casi per milione di persone. Con l’eccezione degli adenomi che producono l’ormone prolattina (i cosiddetti prolattinomi), il tumore colpisce uomini e donne e può manifestarsi a qualsiasi età, sebbene sia più frequente nell’età adulta o avanzata.

In casi piuttosto rari il tumore dell’ipofisi sembra legato a una storia familiare, generalmente la malattia compare nella forma sporadica, per cui non viene trasmessa dai genitori e non verrà trasmessa ai figli. Altrettanto rari sono i tumori dell’ipofisi che fanno parte di sindromi genetiche, causate da mutazioni in specifici geni non ancora del tutto noti.
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Sintomi - Tumore dell'ipofisi

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I sintomi con cui si manifesta il tumore sintomi comuni

I sintomi collegati al tumore del'ipofisi possono essere sia piuttosto comuni (dovuti a una massa che occupa spazio nel cranio) sia specifici, causati dalla eccessiva produzione di un particolare ormone ipofisario.
I sintomi comuni, che si manifestano in particolare nei macroadenomi, possono essere: mal di testa e alterazioni oculari per compressione delle vie ottiche, con riduzione del campo visivo. La presenza di adenomi di grandissime dimensioni può manifestarsi con vomito, bulimia, sonnolenza, disorientamento e diabete insipido.

Gli adenomi possono innescare il malfunzionamento o la perdita di parte del tessuto dell’ipofisi sana, andando a intaccare l'equilibrio ormonale che regola le funzioni dell'organismo. I sintomi più frequenti, dovuti una stimolazione non corretta degli organi bersaglio (tiroide, surrene e ghiandole sessuali) da parte dell’ipofisi, sono: nausea, affaticabilità, depressione, inspiegabile perdita o aumento di peso, assenza di mestruazioni e problemi di erezione.

Il tumore si manifesta spesso in età avanzata pertanto alcuni dei suoi sintomi specifici possono essere erroneamente attribuiti ai processi fisiologici dell’invecchiamento

Gli adenomi che producono ormoni determinano quadri clinici caratteristici. Gli alti livelli tipici del prolattinoma provocano il blocco del ciclo mestruale in donne che non hanno ancora raggiunto la menopausa e possono anche causare una produzione anomala di latte dal seno (galattorrea). Nell’uomo può insorgere impotenza e perdita di interesse per la sfera sessuale.

Il tumore dell’ipofisi che intacca i livelli di ormone della crescita può provocare gigantismo nei bambini e acromegalia negli adulti.

Il tumore dell’ipofisi che provoca un aumento della produzione di corticotropina o ACTH, si manifesta con sintomi come aumento di peso e dei peli sul corpo, gonfiore al viso, depressione o umore mutevole, alti livelli di zucchero nel sangue e ipertensione.

Se invece aumentano i livelli di tireotropina o TSH si presentano: tremori, battito cardiaco accelerato, perdita di peso, aumento dell’appetito, difficoltà a prendere sonno e ansia, determinati dall’aumentata produzione di ormoni tiroidei.
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Diagnosi - Tumore dell'ipofisi

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Una diagnosi non sempre facile

La diagnosi del tumore dell’ipofisi non è sempre facile. Il primo passo è rappresentato dalla visita medica durante la quale lo specialista prende nota dei sintomi e della presenza in famiglia di altri casi di tumore dell’ipofisi o di alcune sindromi ereditarie.

Se in base ai risultati della visita resta il sospetto di tumore dell’ipofisi, si procede alla valutazione dei livelli ormonali con prelievo di sangue e con un esame delle urine. Quando si sospetta che il tumore abbia ridotto la funzione della parte sana dell’ipofisi, si valutano sia i livelli degli ormoni ipofisari sia di quelli prodotti dalla ghiandola bersaglio. Per confermare la diagnosi, sono indicati esami di tipo neuro-radiologico come la tomografia computerizzata o la risonanza magnetica, che permettono di identificare lesioni anche di piccole dimensioni.

Un esame per valutare la vista e il campo visivo può essere utile per la diagnosi di una massa tumorale all’ipofisi che comprime il nervo ottico.

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Cura e Terapia - Tumore dell'ipofisi

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Rivolgersi ai centri specializzati

Sugli adenomi ipofisari si può intervenire in maniera medica, chirurgica o radioterapica. Data la rarità della malattia è di primaria importanza rivolgersi a centri specializzati, dove è possibile disporre dei migliori trattamenti e contare sulla presenza di medici esperti. In molti casi di tumore dell’ipofisi la chirurgia resta il trattamento di prima scelta, in caso di prolattinomi è invece un’eccezione in cui è preferibile terapia farmacologica.

L'asportazione completa dell’adenoma, mantenendo intatta la normale funzione dell’ipofisi, si raggiunge nel 70-90% dei casi di macroadenoma e nel 25-40% dei casi di microadenoma. Le moderne tecniche operatorie permettono di rimuovere l’ipofisi limitando al minimo i rischi di complicanze anche se, in generale, asportare la ghiandola o parte di essa può determinare una riduzione della produzione degli ormoni ipofisari.

Il trattamento farmacologico più comune dei prolattinomi si basa su farmaci che riducono sia la secrezione di prolattina sia le dimensioni del tumore (farmaci dopaminergici), mentre nei tumori che producono ormone della crescita, quando la terapia chirurgica ha fallito o non può essere utilizzata, vengono somministrati farmaci che bloccano la produzione di questo ormone (analoghi, a lunga durata d’azione, della somatostatina).
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Glossario per Tumore dell'ipofisi - Enciclopedia medica Sanihelp.it

 - Cranio
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 - Risonanza magnetica nucleare

Tag cloud - Riepilogo dei sintomi più frequenti

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Autore: Valeria Leone - Sanihelp.it
Data ultima modifica: 14-04-2011

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