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Tumore dell'ovaio


La malattia è anche conosciuta come:
carcinoma ovarico, cancro dell'ovaio, cancro ovarico, carcinoma dell'ovario, carcinoma ovarico, neoplasia ovarica, tumore alle ovaie, tumore ovarico


Questa neoplasia è dovuta alla proliferazione incontrollata delle cellule ovariche e colpisce circa quattromila donne ogni anno, collocandosi al nono posto delle forme tumorali.
Categoria: Malattie oncologiche
Sigla: OC

Che cos'è - Tumore dell'ovaio

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Le ovaie e le caratteristiche del tumore

Le ovaie sono due organi delle dimensioni di circa tre centimetri (ma con variazioni rispetto all'età) situate una a destra e una a sinistra all'utero a cui sono connesse dalle tube.
Le loro funzioni sono due: produrre ormoni sessuali femminili e ovociti, cellule riproduttive femminili.
Ogni mese, quando la donna è fertile e non in stato di gravidanza, le ovaie producono un ovocita che si muove verso l'utero per essere fecondato.
Il cancro all'ovaio è dovuto alla proliferazione incontrollata delle cellule dell'organo, il più delle volte a partenza dalle cellule epiteliali (ovvero non da quelle che producono gli ovuli). Anche le cellule germinali possono però essere all'origine di una forma tumorale.

In Italia il tumore dell'ovaio colpisce circa 4.000 donne ogni anno. È al nono posto tra le forme tumorali, e costituisce il 2,9 per cento di tutte le diagnosi di tumore.
In Europa rappresenta il 5 per cento di tutti i tumori femminili. È più frequente nella popolazione caucasica, nei Paesi dell'Europa nord occidentale e negli USA, assai meno frequente nei Paesi asiatici, africani, sudamericani.
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Quali sono i fattori di rischio del tumore alle Ovaie?

Come rivela l'Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro, il principale fattore di rischio per il tumore dell'ovaio è l'età, come dimostra il fatto che la maggior parte dei casi viene identificata dopo l'ingresso in menopausa, tra la fine della quinta e sesta decade di vita, essendo i picchi massimi tra i 50 e i 69 anni.

Altri fattori di rischio sono la lunghezza del periodo ovulatorio ossia il menarca (prima mestruazione) precoce, la menopausa tardiva e il non aver avuto figli. L'aver avuto più figli, l'allattamento al seno e l'uso a lungo termine di contraccettivi estroprogestinici diminuiscono il rischio di insorgenza del tumore dell'ovaio e sono quindi fattori di protezione.

Inoltre secondo una stima del National Cancer Institute una percentuale tra il 7 e 10 per cento di tutti i casi è il risultato di una alterazione genetica che si tramanda nelle generazioni.

In presenza di difetti genetici consistenti in mutazione dei geni BRCA1 e BRCA2 può verificarsi la presenza contemporanea o in tempi diversi di carcinoma dell'ovaio e carcinoma della mammella. In questi casi il cancro dell'ovaio si verifica in un'età più giovane di quello non legato ad alterazione genetica.

Una certa familiarità in famiglia di tumore dell'ovaio non dà la certezza che esso si ripresenti in tutte le donne imparentate; queste ultime corrono senza dubbio un rischio più elevato rispetto alla popolazione generale. Nei casi appartenenti a famiglie con alta presenza di tumore dell'ovaio o carcinoma della mammella può essere utile un esame genetico per stabilire il rischio del singolo individuo.Se il soggetto risultasse portatore di una mutazione genetica andrebbe adottato un programma di stretta sorveglianza con mammografie ed ecografie.
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I tumori maligni: epiteliale, germinale e stromale

I tumori dell'ovaio possono essere benigni, come la cisti ovarica, o maligni. I tumori maligni sono di tre tipi: tumori epiteliali, tumori germinali e tumori stromali. Proviamo, con il contributo dell'Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro, a vederli più da vicino.
I tumori epiteliali rappresentano più del 90 per cento delle noplasie ovariche maligne. Hanno origine dalle cellule epiteliali che rivestono superficialmente le ovaie.
I tumori germinali sono il 5 per cento e originano dalle cellule germinali (quelle che creano agli ovuli); sono pressoché esclusivi dell'età giovane (infanzia e adolescenza) e sono differenziabili dagli altri tumori maligni dell'ovaio perché producono marcatori tumorali riscontrabili nel sangue (come l'alfaproteina o la gonadotropina corionica) diversi da quelli prodotti dai tumori di origine epiteliale.

I tumori stromali rappresentano il 4 per cento circa delle neoplasie ovariche maligne. Nascono dallo stroma gonadico, il tessuto di sostegno dell'ovaio e sono caratterizzati per la maggior parte da una bassa malignità. In teoria costituiscono un gruppo facilmente diagnosticabile dato che alla sintomatologia comune a tutti i tumori ovarici uniscono effetti ormonali (ovvero legati a una eccessiva produzione di ormoni sia femminili sia maschili, perché parte delle cellule è in grado di produrre testosterone).
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Prevenzione - Tumore dell'ovaio

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Prevenzione e programmi di screening

Come consiglia l'Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro, in caso di addome gonfio, aerofagia, e frequente bisogno di urinare è bene richiedere al ginecologo una semplice ecografia pelvica, che potrà dare una prima importante indicazione diagnostica.

Non esistono al momento programmi di screening scientificamente affidabili per la prevenzione del tumore dell'ovaio.
Alcuni studi hanno dimostrato che una visita annuale dal ginecologo che esegue la palpazione bimanuale dell'ovaio e l'ecografia transvaginale di controllo possono facilitare una diagnosi precoce.
Alcuni studi hanno tentato di utilizzare per un programma di screening su popolazione sana un marcatore presente nel sangue, il CA 125, che però al momento non risulta affidabile perché troppo poco specifico. Questo marcatore è invece molto utile nel monitorare l’eventuale ripresa della malattia in persone colpite da un tumore ovarico in precedenza.
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Sintomi - Tumore dell'ovaio

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Ecco i sintomi da sorvegliare

Nelle fasi iniziali il tumore dell'ovaio è del tutto asintomatico. Solo quando le dimensioni sono critiche si possono avere: un rigonfiamento della parte inferiore dell'addome, un senso di pesantezza o tensione, una vaga dolenzia addomino pelvica, modifiche della motilità intestinale. Per questo è difficile identificarlo precocemente.

Secondo diversi studi apparsi negli ultimi anni sulle riviste mediche sono tre i sintomi che le donne dovrebbe tenere presente in quanto possibili indicatori precoci della presenza di un cancro delle ovaie: addome gonfio, aerofagia, bisogno di urinare frequentemente.
Secondo gli esperti, si tratta di sintomi spesso sottovalutati in quanto comuni ad altre patologie minori. Ovviamente vanno considerati solo se si presentano (o in rapida sequenza) insieme e all'improvviso: in tutti gli altri casi non sono significativi. A questi sintomi va aggiunta la sensazione di sazietà anche a stomaco vuoto.
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Diagnosi - Tumore dell'ovaio

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Diagnosi: visita ginecologica e palpazione all'addome

L'Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro afferma che la diagnosi si effettua mediante l'esame pelvico (o visita ginecologica) e la palpazione dell'addome. Nella valutazione clinica sono importanti l'età della paziente, le dimensioni e la consistenza delle ovaie.

In età fertile l'ovaio normale misura 3,5 cm. In menopausa l'ovaio va incontro ad atrofia, misura 2 cm e in menopausa tardiva meno di 2 cm. Se quindi un ovaio palpabile in donna fertile è un ovaio normale, esso rappresenta un tumore dell'ovaio in una donna in post menopausa non necessariamente maligno ma mai disfunzionale. Pertanto in età menopausale e post-menopausale la presenza di un ovaio palpabile è presuntivamente una neoplasia, così come in età fertile un ovaio di diametro superiore a 3,5 cm e di consistenza solida. In questi casi è necessario un accertamento più fine.

L'ecografia transaddominale o meglio transvaginale è molto utile, talvolta combinata con il dosaggio del CA 125, un marcatore serico i cui valori possono però essere elevati in molte situazioni sia tumorali ginecologiche e non ginecologiche, sia in patologie non neoplastiche come epatopatie croniche, pancreatite.

Oltre all'ecografia, vengono utilizzate la TAC addome, il clisma opaco con bario e la risonanza magnetica con lo scopo di verificare la diffusione del tumore e la presenza di eventuali metastasi nel cavo addominale. L'esame pelvico, la determinazione del livello del CA 125 e l'ecografia transvaginale offrono dunque qualche possibilità di una diagnosi precoce del carcinoma ovarico, che però non dà sufficienti garanzie da essere esteso come screening su tutta la popolazione femminile.

Questo approccio è consigliabile nel piccolo numero di soggetti con cancro dell'ovaio di tipo familiare e va eseguito ogni sei mesi a partire dall'età di 30-35 anni.

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Cura e Terapia - Tumore dell'ovaio

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Terapia e intervento chirurgico

Purtroppo il tumore dell'ovaio non dà segni di sé fino a quando non ha raggiunto dimensioni notevoli e questo influenza pesantemente l'esito delle cure.
Negli stadi iniziali, ossia quando la neoplasia è localizzata a un ovaio o anche a tutti e due, il risultato di una terapia adeguata è soddisfacente. Secondo il rapporto annuale 2006 della FIGO (Federazione Internazionale di Ginecologia e Ostetricia) negli stadi iniziali (stadio I) la sopravvivenza a cinque anni è pari all'85 per cento; così non è negli stadi avanzati in cui la sopravvivenza a cinque anni scende al 50-30 per cento.

Le donne colpite da un cancro dell'ovaio vengono sottoposte a intervento chirurgico la cui entità varia secondo lo stadio di malattia.
Tuttavia l'intervento chirurgico demolitivo non ha la certezza che il tumore non si ripresenti: per questo si consiglia, dopo l'intervento, una chemioterapia che è tanto più importante quanto più è avanzato il tumore asportato.

La radioterapia non viene quasi mai impiegata nella terapia del carcinoma ovarico se non a scopo palliativo su alcune sedi metastatiche. Sono allo studio diversi farmaci biologici per la terapia del cancro dell'ovaio in fase avanzata: si tratta per lo più di sostanze ancora in sperimentazione sulle quali si ripongono molte speranze per il futuro. Il farmaco più studiato è il cetuximab, che potrebbe rallentare la progressione di alcune forme positive per il recettore dell'EGFR.
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Glossario per Tumore dell'ovaio - Enciclopedia medica Sanihelp.it



Farmaci

 - ALKERAN*25CPR RIV 2MG
 - ALKERAN*EV 1FL 50MG+1F 10ML
 - ALKERAN*EV 1FL 50MG+1F 10ML
 - ANZATAX*INF 100MG 16,7ML6MG/ML
 - ANZATAX*INF 100MG 16,7ML6MG/ML
 - ANZATAX*INF 150MG 25ML 6MG/ML
 - ANZATAX*INF 150MG 25ML 6MG/ML
 - ANZATAX*INF 300MG 50ML 6MG/ML
 - ANZATAX*INF 300MG 50ML 6MG/ML
 - ANZATAX*INF 30MG 5ML 6MG/ML
 - ANZATAX*INF 30MG 5ML 6MG/ML
 - AVASTIN*INF 100MG 4ML 25MG/ML
 - AVASTIN*INF 100MG 4ML 25MG/ML
 - AVASTIN*INF 400MG 16ML 25MG/ML
 - AVASTIN*INF 400MG 16ML 25MG/ML
 - CAELYX*EV 1FL 50MG 25ML 2MG/ML
 - CAELYX*INFUS 1FL 10ML 2MG/ML
 - CANTAXEL*INF 1FL 100MG 16,7ML
 - CANTAXEL*INF 1FL 100MG 16,7ML
 - CARBOPLATINO HOS*EV 150MG 15ML
 - CARBOPLATINO HOS*EV 150MG 15ML
 - CARBOPLATINO HOS*EV 450MG 45ML
 - CARBOPLATINO HOS*EV 450MG 45ML
 - CARBOPLATINO HOS*EV 50MG 5ML
 - CARBOPLATINO HOS*EV 50MG 5ML
 - CARBOPLATINO HOS*EV 600MG 60ML
 - CARBOPLATINO HOS*EV 600MG 60ML
 - CARBOPLATINO SAND*EV 50MG/5ML
 - CARBOPLATINO SAND*EV 50MG/5ML
 - CARBOPLATINO SAND*EV 5FL50MG/5
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Tag cloud - Riepilogo dei sintomi più frequenti

gonfiore al ventre tensione tendenza a urinare spesso aerofagia

FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
www.airc.it

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Autore: Valeria Leone - Sanihelp.it
Data ultima modifica: 28-12-2015

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