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Batteri modificati per combattere i sintomi della malattia infiammatoria intestinale

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Pubblicato il: 24-06-2003

Alcuni scienziati hanno condizionato alcuni batteri, che vivono abitualmente nell'intestino, a produrre una proteina antinfiammatoria che potrebbe servire ad alleviare i sintomi della malattia infiammatoria intestinale.

Sanihelp.it - Secondo uno studio pubblicato nell’anteprima online della rivista Nature Biotechnology, i batteri sono stati inoltre modificati per poter essere velocemente eliminati e non essere quindi diffusi dal paziente trattato.

Il DNA del batterio Lactococcus lactis è stato modificato per produrre una sostanza denominata interleuchina-10 (IL-10).

Un esperto di IBD non coinvolto nello studio, ha affermato che altre ricerche hanno dimostrato che la IL-10 può diminuire la condizione infiammatoria intestinale (IBD).

Tuttavia, secondo il Dr. Julius Deren, professore di medicina presso il Medical Center dell’Università di Pennsylvania a Philadelphia, quando la IL-10 viene somministrata per iniezione si possono avere effetti collaterali.

Per ovviare il problema, un gruppo di ricercatori guidati da Lothar Steidler dell’università di Ghent in Belgio, ha sostituito il gene IL-10 a uno che normalmente è presente nei batteri ed è necessario per la loro crescita e sopravvivenza.

La speranza è che i soggetti affetti da IBD possano trarre beneficio da questi batteri alterati, ma i ricercatori vogliono essere assolutamente certi che i microrganismi geneticamente modificati non possano introdursi nell’organismo di individui sani.

Il gene che è stato sostituito dall’equipe di Steidler consente ai batteri di produrre una sostanza denominata thymidina. Questa sostanza è presente nell’intestino, quindi i batteri non hanno bisogno di produrla per sopravvivere.

Tuttavia normalmente la thymidina non è disponibile al di fuori dell’intestino e quindi si presume che i batteri che non sono in grado di produrla non possano sopravvivere.

Secondo Steidler e i suoi collaboratori questa affermazione è vera. Essi hanno scoperto che dopo 72 ore i batteri alterati praticamente scomparivano, se collocati in ambiente privo di thymidina.
Deren afferma che la IL-10 è una citochina. Le citochine sono sostanze secrete dalle cellule per influenzare l’ambiente circostante, ha spiegato Deren che ha poi aggiunto che la IL-10 viene utilizzata dalle cellule per rimuovere l’infiammazione.

Deren sostiene che sebbene non si possa parlare di una cura per l’IBD, il nuovo approccio potrebbe indicare il percorso per eliminare i sintomi dell’IBD.

IBD è la denominazione di un gruppo di malattie caratterizzate da infiammazione cronica o ulcerazione dell’intestino. Le forme più comuni di IBD sono la colite ulcerosa e la malattia di Crohn.

I sintomi delle malattie includono dolore addominale acuto, febbre, brividi e attacchi di diarrea. In base a un comunicato stampa pubblicato dalla rivista, il governo olandese ha approvato l’utilizzo del batterio Lactococcus lactis alterato, per il trattamento dell’IBD in test clinici sugli esseri umani.

FONTE: Edizione online di Nature Biotechnology 2003;10.1038/nbt840.


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Redazione Sanihelp.it

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