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Donna e mamma

Una donna nuova dopo il parto

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Pubblicato il: 12-01-2010

Quando nasce un bambino, nasce anche una mamma. Una donna felice, ma anche frastornata, confusa, insicura. Per aiutarla in questa nuova avventura arriva un opuscolo redatto da un'esperta.

Una donna nuova dopo il parto © Sxc Sanihelp.it - In Italia oltre il 50% dei parti si registra tra i 30 e 39 anni. L’età media delle madri al primo figlio è di 31,8 anni. Da questi dati si evince come la donna, oggi, abbia spostato la maternità sul piano della scelta condivisa e non più del destino biologico, grazie alla consapevolezza dei propri mezzi e a un rapporto più paritario con il partner.

Tuttavia, dopo mesi di visite e controlli, la neo-mamma si ritrova a recitare un nuovo ruolo per il quale non si sente preparata e con un supporto minore rispetto a quello ricevuto dal ginecologo e dall’ostetrica durante la gravidanza.

«Il cambiamento a cui vanno incontro le donne dopo il parto è a 360 gradi - spiega Rossella Nappi, ginecologa, endocrinologa e sessuologa dell’Università degli Studi di Pavia, autrice di Io mamma, un opuscolo informativo dedicato alle neo-mamme – Gli ambiti maggiormente coinvolti dai dubbi e dai cambiamenti sono l’immagine corporea, lo stile di vita, il tono dell’umore, la sessualità e la scelta contraccettiva».

«Il primo problema è la scarsa accettazione dei cambiamenti corporali che la gravidanza implica – dice la professoressa - Molte donne faticano ad accettare l’arrotondamento e la lassità cutanea conseguenti alla gestazione. Il consiglio è quello di continuare a prendersi cura del proprio corpo come si è fatto in gravidanza, con quell’attenzione e quella cura che ogni futura mamma sviluppa spontaneamente non appena viene a conoscenza del suo stato.
E poi non avere fretta: i primi periodi di maternità devono essere vissuti con calma e delicatezza. Ci sarà tutto il tempo di intraprendere una dieta adeguata e un’attività fisica idonea al nuovo stato».

«Per quanto riguarda i problemi depressivi, bisogna innanzitutto ricordare che le alterazioni del tono dell’umore (le cosiddette lacrime del latte) sono naturali dopo il parto e tendono a regredire spontaneamente una volta che l’organismo femminile si è abituato alla nuova condizione e ai nuovi ritmi.

Le depressioni post partum vere e proprie sono fortunatamente più rare, ma vanno riconosciute precocemente: circa il 10-12% delle donne italiane ne soffre, ma il 50% dei casi restano sconosciuti, anche perché uno dei problemi principali è che la donna che ne è afflitta tende a isolarsi e soffrire in silenzio.
Ecco perché il partner, i familiari e gli addetti ai lavori devono fare attenzione ai campanelli d’allarme: alterazioni del ritmo del sono, cambiamenti nell’appetito, scarsa cura di sé e sensazioni di ansia eccessiva all’idea di non farcela», spiega l’esperta.

Infine, la sessualità e la contraccezione. «Per quanto riguarda la prima – dice la professoressa Nappi - i tempi di ripresa variano molto da coppia a coppia, conseguentemente a diversi fattori, come il recupero del nuovo assetto ormonale, la persistenza di perdite vaginali, le modificazioni degli organi genitali e il dolore dei punti di sutura.

Per questo è importante essere informate sui possibili cambiamenti della funzione sessuale conseguenti alla gravidanza. È poi fondamentale ridiscutere con le figure di riferimento, il ginecologo e/o l’ostetrica, la propria scelta contraccettiva.

L’allattamento non garantisce la copertura, pertanto è necessario prendere in considerazione altre strade più sicure, come quella ormonale. Le vie migliori sono quella transdermica, che permette una somministrazione settimanale attraverso la pelle, e quella vaginale, che consente una somministrazione mensile attraverso la mucosa vaginale. Entrambe garantiscono un’efficacia contraccettiva uguale a quella della pillola».


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Opuscolo Io Mamma

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