Speciale Parto
Il parto: che fare quando…
La gravidanza dura all'incirca 40 settimane. Tuttavia, nella pratica, la natura se ne infischia di date e calendari e può riservare sorprese inaspettate.
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Che fare quando… è troppo presto?
È necessario il ricovero in ospedale per la somministrazione di farmaci che inibiscono l’attività contrattile della fibra muscolare uterina e di
cortisonici per l’induzione della maturità polmonare del feto. Le terapie hanno subito delle modifiche in questi ultimi anni grazie alla disponibilità di farmaci in grado di ridurre le contrazioni uterine e talvolta di bloccare la rapida evoluzione del travaglio.
Che fare quando… è troppo tardi?
A partire dal giorno della data presunta del termine, bisogna sottoporsi a controlli periodici del battito cardiaco fetale (
monitoraggio cardiotocografico), della quantità del liquido amniotico. La donna deve essere educata all’ascolto dei movimenti attivi fetali, quale segno principale di benessere del suo bambino, in quanto con il protrarsi della gravidanza si può andare incontro a fenomeni di invecchiamento della placenta che non garantisce l’adeguato nutrimento al feto.
La gravidanza oltre il termine è quindi una gravidanza a rischio e di solito non si procede oltre la 41° settimana + 3 giorni. In questo caso se non insorge un travaglio spontaneo è necessario procedere a un parto indotto.
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di Roberta Camisasca
Fonte: Paola Bombardieri, capo-ostetrica presso il reparto di Ginecologia Ostetricia dell’ Istituto Scientifico Universitario San Raffaele di Milano
Tags: parto indotto, parto gemellare, parto cesareo, parto pretermine
Revisione: 09-03-2010