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Studi scientifici su cardo mariano e allattamento

È provato: una pianta aiuta l'allattamento

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Pubblicato il: 19-01-2010

In allattamento può essere utile una pianta, il cardo mariano, capace di stimolare la lattazione e aumentare la produzione di latte. Già note le sue proprietà protettici del fegato.

Sanihelp.it - È noto che l’allattamento abbia effetti positivi sia sulle madri che sui neonati. Si stima che circa il 15% delle donne in allattamento negli USA usino supplementi botanici per aumentare la lattazione.

In particolare il consumo di cardo mariano, una pianta erbacea della famiglia delle Composite conosciuta anche con il nome di Carciofo selvatico, è stato associato nella medicina tradizionale a un’aumentata produzione di latte. In inglese infatti il nome del cardo è milk thistle (o lady’s thistle), che si può riferire sia alla presenza di linfa lattiginosa (milky sap), sia alle proprietà galattogoghe.

Ora queste virtù sono state anche provate scientificamente. In uno studio del National Center for Biotechnology Information, pubblicato recentemente su Phytomedicine, i ricercatori del Dipartimento di Farmacologia Sperimentale dell’Università degli Studi di Napoli Federico II hanno infatti dimostrato che l’estratto standardizzato di cardo mariano aumenta in modo significativo i livelli di prolattina in circolazione nei topi.

Questa pianta aveva già dimostrato le sue proprietà galattogeniche in uno studio condotto sulle vacche e, più recentemente, in un altro effettuato su donne e pubblicato su Acta Biomedica.

Nel primo studio, la somministrazione di 10 grammi di estratto di cardo mariano a 15 mucche da latte da 10 giorni prima del parto a 15 giorni successivi ha portato a un aumento del picco di produzione del 26.5%, con picco anticipato di una settimana rispetto al gruppo di controllo.

Nel secondo studio, effettuato su 50 donne sane, si è riscontrato un aumento della produzione di latte del 86% in 63 giorni (vs 32% placebo). Nessuna differenza è stata osservata nella composizione del latte materno tra i due gruppi (latte di ottima qualità, non acquoso).

Il cardo deve le sue proprietà galattogeniche alla presenza di silimarina, una miscela di flavanolignani composta prevalentemente da silibina, silidianina e silicristina ottenuti dai frutti di cardo. La silibina è il componente più abbondante, ed è di solito disponibile nei centri antiveleno per il trattamento delle intossicazioni dal fungo amanita falloide.

La silimarina stimola la lattazione mimando il meccanismo fisiologico basato sulla prolattina, l’ormone promotore della produzione di latte da parte della ghiandola mammaria. Durante la gravidanza estrogeni e progesterone ne aumentano i livelli, preparando la ghiandola per l’allattamento. Dopo il parto, è la suzione del neonato che, stimolando il capezzolo, promuove la produzione di prolattina e di latte.

Se il riconoscimento delle proprietà galattogoghe del cardo è relativamente recente, consolidato è invece il suo uso per la protezione del fegato in condizioni patologiche, come epatite acuta e cronica, fegato grasso o cirrosi epatica; nota anche la sua azione come tonico vascolare, utile in caso di pressione bassa e sindromi emorragiche, come epistassi, emorroidi sanguinanti o metrorragie.


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