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Nuovo studio italiano sull'ipertensione arteriosa

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Pubblicato il: 20-01-2010
Sanihelp.it - L’ipertensione arteriosa è il più frequente disordine cardiovascolare ed è un potentissimo fattore di rischio per malattie cerebrovascolari, cardiopatia ischemica, infarto del miocardio, scompenso cardiaco, insufficienza renale e vasculopatie periferiche.

Oggi, per il suo trattamento farmacologico, disponiamo di una decina di classi di farmaci attivi nella riduzione della pressione arteriosa. Tra i più recenti, i sartani hanno fornito riscontri di migliore tollerabilità da parte dei pazienti, nonché di efficacia nella protezione cardiovascolare e renale.

Mancava però la dimostrazione sperimentale di questo ulteriore effetto. L’autore dello studio che ha fornito l’attesa dimostrazione scientifica è il dottor Lorenzo Calò, della Clinica Medica 4 dell’Azienda Ospedaliera-Università di Padova.

I sartani sono farmaci antiipertensivi che bloccano il recettore AT1 dell’angiotensina II. L’angiotensina II è un ormone che serve a controllare il livello della pressione corporea, legandosi con due recettori, l’AT1(che ha la funzione di aumentare la pressione arteriosa e di indurre le complicanze cardiovascolari e renali) e l’AT2.

Con la ricerca viene dimostrato nell’uomo che, quando il recettore AT1 dell’Angiotensina II è bloccato dal farmaco, l’ormone è in grado di legarsi al suo recettore AT2, la cui stimolazione determina vasodilatazione, effetti antifibrotici e antiinfiammatori. Inoltre è stato individuato nella proteina Miosin Chinasi Fosfatasi-1 (MKP-1), un importante effettore responsabile dell'inibizione del danno cardiovascolare e renale, grave complicanza dell’ipertensione arteriosa.

I risultati della sperimentazione sono pubblicati sul numero di gennaio della rivista scientifica internazionale Journal of Hypertension.

In Italia oltre 20 milioni di persone soffrono di ipertensione arteriosa, che causa ogni anno circa 200.000 casi di ictus, 100.000 casi di infarto miocardico, 200.000 casi di scompenso cardiaco, 2000 casi di insufficienza renale terminale che richiede la dialisi.


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Azienda Ospedaliera di Padova

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