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Storie vere

Hachiko

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Pubblicato il: 01-02-2010

Proiettato nelle sale cinematografiche italiane all'inizio del mese di gennaio, il film Hachiko ha riscosso grande successo: narra una bella storia che ha per protagonista un cane Akita

Hachiko © Rete Sanihelp.it - Hachiko nacque nel 1923 in Giappone. All’età di due mesi venne adottato da un professore universitario del dipartimento agricolo di Tokyo. Ogni mattina il cane accompagnava in stazione il padrone che utilizzava il treno per recarsi al lavoro e ritornava a prenderlo al pomeriggio, quando il professore rincasava.

Nel 1925, il professore morì di ictus mentre era all'università. Hachiko, si presentò puntualmente alla stazione ogni giorno, in attesa del suo ritorno, per ben 10 anni consecutivi. Durante tutto questo tempo il capostazione e le persone che prendevano quotidianamente il treno iniziarono ad accorgersi di lui e cercarono di accudirlo, offrendogli cibo e riparo.
Nel 1935, all'età di 12 anni, Hachiko morì.

La vicenda di questo cane si diffuse in tutto il Giappone e venne inserita nelle prime pagine di giornali e quotidiani; venne addirittura dichiarato un giorno di lutto per ricordare il suo gesto di fedeltà dell’animale nei confronti del professore.
Si tratta di una storia vera, che conferma ancora una volta quanto gli animali siano in grado di provare sentimenti profondi e sinceri e di donare il loro amore incondizionato a chi li accoglie.

A seguito dell’uscita del film in Italia è nato un grande interesse intorno alla razza di appartenenza del leggendario Hachiko: le richieste di cuccioli Akita sono tantissime, ma prima di decidere di acquistare uno di questi cani vi suggeriamo di leggere la nostra intervista a Giovanna Rossi, titolare insieme al marito Roberto Brutti, dell’allevamento Akita Kajitsu No www.kajitsuno.it di Arezzo, riconosciuto FCI ed ENCI.

Quali sono i tratti principali del carattere dei cani appartenenti a questa razza?

«La personalità dei nostri cani traspare dallo sguardo fiero, penetrante, a volte pensoso. L’Akita non è molto espansivo, anzi con gli estranei si mostra freddo e sospettoso (cosa che secondo noi è più una qualità che un difetto), ma riserva il suo affetto ai membri della sua famiglia.
Per questo in Giappone è molto apprezzato come cane da compagnia, leale e protettivo, sempre presente ma mai troppo esigente o invadente. Questo Samurai sa controllare la sua forza e, se lo sceglieremo come cane da guardia, avremo un soggetto capace di difendere grandi proprietà, dove porterà la sua eleganza e il suo istinto di guardiano e farà di tutto per dissuadere gli intrusi evitando di mordere. Non abbaierà molto ma quando lo farà, ci sarà sempre un buon motivo.
Per educarlo non sarà necessario essere duri e severi, perché a volte è permaloso, ma pazienti e costanti ricordando che, con lui, anche uno sguardo "significativo" può bastare; la cosa più importante è conquistarsi il suo rispetto e fargli capire che non può fare sempre quello che vuole. Ha un solo difetto: è un cane dominante che non accetta mancanza di rispetto dagli altri cani per cui tenderà sempre ad affermare sé stesso anche con la forza.»

Questi animali si adattano bene a tutte le temperature?

«Sono cani che preferiscono il freddo, essendo originari delle montagne giapponesi, ma si adattano anche a temperature abbastanza alte come quelle che abbiamo noi in Italia in estate; in questo periodo infatti vanno in muta cioè perdono tutto il sottopelo lanoso dell’inverno e rimangono solo con il pelo di guardia. Ovviamente vanno aiutati a sopportare il caldo mettendo la cuccia in un posto ombreggiato e fornendo sempre acqua fresca da bere.»

Posso vivere in appartamento?

«Sì a patto che il padrone sia un tipo sportivo, li porti fuori per lunghe passeggiate almeno 3 volte al dì e la temperatura del riscaldamento non sia al massimo! Qualche problema ci può essere per la perdita di pelo durante il ricambio stagionale; l’inconveniente si può però superare spazzolandoli molto di più e facendo loro 2 bagni a distanza di circa 10 gg.l’uno dall’altro.»

Qual è il loro rapporto con i bambini?

«Soprattutto le femmine instaurano con i bambini della famiglia in cui vivono un bellissimo rapporto perché sono più pacate, dolci, sensibili e protettive. I maschi li accettano bene ma sono meno delicati e possono giocare in modo troppo pesante.Con i bambini degli altri sono freddi e non accettano effusioni e smancerie, quindi bisogna vigilare.»

Richiedono attenzioni particolari?

«Un’alimentazione a base di crocchette al pollo, all’agnello o al pesce, purché di ottima marca, spazzola cardatore e pettine abbinati a prodotti per la cura del pelo e un’educazione ferma e precoce sono quello che serve.
In più l’Akita ha bisogno di un padrone che capisca la sua psicologia e che si renda conto di aver di fronte un cane con un'intelligenza superiore alla media la cui personalità deve essere rispettata; che sia disposto a lasciarsi affascinare dal suo sguardo enigmatico e dalla sua espressione asiatica che nessun altro cane da guardia possiede (ma attenzione, dietro alla sua calma apparente si cela la capacità di reagire in modo fulmineo); che non cerchi un cane robot perché l'Akita "pensa" e qualche volta ha idee tutte sue; che ami il cane non manipolato ma naturale per non dover ricorrere a tosature, o peggio al taglio delle orecchie o della coda ( a lui bastano frequenti spazzolate, soprattutto nel periodo della muta) perché lui è bello così, senza artifici.»

L'Akita non è dunque un cane per tutti e chi lo sceglie deve essere una persona che non ama le cose semplici, ma preferisce qualcosa di diverso e speciale!


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