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Gli accorgimenti per non farli ammalare

Bambini sempre malati? È colpa dello smog

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Pubblicato il: 09-02-2010

I bambini incorrono in almeno tre infezioni respiratorie l'anno. La soluzione? Ridurre l'esposizione allo smog e rafforzare le loro difese contro l'attacco di virus e batteri.

Sanihelp.it - Domenica 31 gennaio mamme e papà sono scesi in piazza a Milano per chiedere politiche più efficaci per migliorare la qualità dell'aria e ricordare che l'inquinamento nuoce alla salute dei bambini.

«Oggi lo smog è dovuto prevalentemente alle polveri sottili, ossia ai cosiddetti particolati di dimensioni molto piccole - spiega Alessandro Fiocchi, primario pediatra e allergologo alla Macedonio Melloni di Milano - Questo microparticolato passa attraverso il filtro nasale e raggiunge le vie respiratorie più piccole, nel profondo dei polmoni. Qui altera il funzionamento della mucosa bronchiale e favorisce bronchiti e bronchioliti».

Nel 1957 il biossido di zolfo superava a Milano i 1.800 microgrammi/m3, nel 1977 era a quota 700, oggi è intorno a qualche microgrammo. Il particolato, di cui il famigerato PM10 costituisce in città quasi l’80%, è causa dell’aumento delle forme respiratorie infiammatorie e allergiche nei bambini. I bambini in età scolare infatti soffrono mediamente di tre infezioni respiratorie l’anno, in alcuni casi anche fino a otto.

«Ciò è dovuto anche a una maggiore predisposizione dei bambini a questi disturbi — precisa Fiocchi — per via di un sistema immunitario non ancora sviluppato, un terreno più facile in cui freddo, batteri e virus, grazie anche ai micro-danni provocati dalle polveri sottili, possono indurre l’infiammazione».

I rimedi sono essenzialmente due. Il primo è ridurre il più possibile l’esposizione dei piccoli allo smog, per esempio evitando di portarli quando le sostanze inquinanti sono maggiormente concentrate: d’inverno le ore più sfavorevoli sono le prime del mattino, quando, a causa della bassa temperatura (fenomeno spesso evidente grazie alla nebbiolina bassa visibile) l’aria ristagna verso il suolo.
È utile poi scegliere percorsi poco trafficati o frequentati da automezzi, se il bambino è molto piccolo è meglio portarlo nel marsupio, nell’apposita fascia o nello zainetto, evitando il passeggino che lo espone maggiormente ai gas di scarico delle auto.

Ricordiamo infatti che il 32% delle polveri sottili pm10 deriva da traffico veicolare e che il bambino inala il 50% di aria in più rispetto all’adulto. Secondo alcuni studi i bambini che vivono a meno di 500 metri da una strada trafficata hanno uno sviluppo polmonare ridotto e soffrono di meno attacchi asmatici rispetto ai bambini di pari età che vivono in aree meno trafficate.

Il secondo accorgimento consiste nel correggere il lieve deficit immunitario dei bambini con una dieta appropriata e, se il medico lo ritiene opportuno, con farmaci capaci di rinforzare le difese naturali dell’organismo.
L’immunomodulatore ribosomiale, per esempio: è un farmaco prescritto dal medico, si assume per bocca per un ciclo di tre settimane come terapia d’attacco, seguito da richiami che possono essere protratti per tutta la stagione fredda.

Infine, possono essere utili alcuni cicli di cure termali a base di acque sulfuree: il loro principio attivo è l’idrogeno solforato, attraverso il quale lo zolfo esercita le sue azioni benefiche: sedativa e antispastica, fluidificante sulle mucose, stimolante alla produzione di anticorpi di superficie con azione protettiva sia sulle riacutizzazioni delle malattie dell'apparato respiratorio sia contro le allergie.


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