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L'importanza della dieta nel diabete di tipo 2

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Pubblicato il: 09-02-2010

L'OMS per il 2025 prevede un raddoppio dei casi di diabete in Europa a causa dell'aumento della sedentarietà, dei fattori di rischio e per l'adozione di abitudini alimentari scorrette.

L'importanza della dieta nel diabete di tipo 2 © SXC Sanihelp.it - Nel 1999 l’OMS ha proposto per il diabete la seguente classificazione eziologica:

Diabete di tipo 1: è caratterizzato dall’assoluta insulinodeficienza ed è dovuto alla completa distruzione delle cellule β del pancreas; è la forma che si sviluppa più facilmente nei bambini e negli adolescenti
Diabete di tipo 2: è la forma più frequente in assoluto, tende a presentarsi dopo i 40 anni, anche se è sempre più comune fra gli adolescenti; affligge i soggetti obesi o con un evidente accumulo di grasso nella zona addominale
Diabete gestazionale: si presenta come intolleranza al glucosio a partire dalla gravidanza
Diabete di tipo aspecifico: può essere dovuto a difetti genetici delle cellule β-pancreatiche, ad endocrinopatie, a infezioni o a forme immunomediate.

Nel diabete di tipo 2 si assiste, almeno inizialmente, ad una secrezione di insulina nella norma, ma l’insulina secreta non riesce ad assicurare una corretta captazione del glucosio da parte dei tessuti periferici; tale resistenza è ascrivibile all’ adiposità viscerale, alla vita sedentaria e all’invecchiamento.

Il pancreas per permettere una migliore captazione del glucosio aumenta la produzione dell’insulina: si ha iperinsulinemia e glicemia nella norma.
Il pancreas in questo modo però, è costretto ad un vero superlavoro e nel tempo le cellule β deputate alla produzione di insulina si danneggiano e producono insulina in quantità insufficiente.
I tessuti periferici, di conseguenza, non riescono più a captare il glucosio, si ha iperglicemia e si conclama la malattia vera e propria. Di fronte a un paziente con diabete di tipo 2 per 6 mesi bisognerebbe cercare di normalizzare la glicemia con una dieta ipocalorica e l’esercizio fisico.

Se tale strategia fallisce alla dieta e all’esercizio fisico vanno associati gli ipoglicemizzanti orali e se la glicemia ancora non si normalizza si ricorre all’uso dei farmaci a base di insulina.

Per il paziente diabetico è di fondamentale importanza seguire una dieta che lo porti a conseguire un calo ponderale, una normalizzazione della glicemia, a migliorare l’insulino resistenza e a normalizzare le concentrazioni plasmatiche dei trigliceridi e delle LDL, il cosidetto colesterolo cattivo particolarmente aterogeno: per questi soggetti la dieta mediterranea potrebbe essere un valido approccio al problema.

I pazienti con diabete di tipo 2 dovrebbero coprire il 10-20% del loro fabbisogno calorico quotidiano con le proteine, mentre dovrebbero coprire il restante 80-90% per il 55-60% dai carboidrati complessi e la parte restante dai grassi, non più del 10% dell’energia totale dovrebbe essere fornita dagli acidi grassi saturi, mentre si possono consumare quantità maggiori di acidi grassi monoinsaturi e non più di 300 mg di colesterolo al giorno.

Un paziente con diabete di tipo 2 se si impegna regolarmente nell’attività fisica può consumare quotidianamente latte e yogurt scremato, pollo e tacchino senza pelle, l’albume d’uovo, tutti i legumi, tutte le verdure preferibilmente bollite, gli ortaggi preferibilmente crudi, pane e pasta integrale e come condimento andrebbe usato il solo olio extra vergine di oliva; sono ammesse anche piccole quantità di vino ai pasti.

Possono consumare non più di 2-3 volte a settimana i formaggi freschi, il manzo, il vitello, il prosciutto crudo, i frutti di mare, il pesce azzurro e bianco, le margarine vegetali, le mandorle, le nocciole, le castagne e i datteri.
Devono assolutamente evitare il latte intero, la panna, le creme, i formaggi duri, stagionati o molto grassi, la carne suina, gli insaccati, l’agnello, le frattaglie, le patatine fritte, i dolci e i dolciumi, lo strutto, il burro il lardo, le arachidi, le bevande alcoliche e le salse fatte con burro, margarina, latte intero e grassi animali.
L’adozione di un corretto stile di vita, quindi è sicuramente la strategia vincente per prevenire e contrastare il diabete di tipo 2.


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
American Diabetes Association: Nutrition recommendations and principles for people with diabetes mellitus

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