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Prevenzione

Chi fuma sta in panchina!

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Pubblicato il: 09-02-2010

Aumenta il numero dei giovani che fumano, nonostante i danni della sigaretta siano ormai noti. L'Istituto Clinico Humanitas scende in campo con una campagna di sensibilizzazione

Sanihelp.it - L'Istituto Clinico Humanitas mette al centro i giovani nella sua nuova campagna antifumo, che sarà inizialmente affissa a Milano e Provincia nei centri parte del circuito sportivo che fa capo al CSI - Centro Sportivo Italiano, nel comune di Rozzano e naturalmente all’interno dell’ospedale Humanitas. Il messaggio è semplice e diretto: Chi non fuma è a colori. Il fumo separa. Chi fuma sta in panchina. Chi smette di fumare è libero. I giovani sono protagonisti e interpreti di questa campagna giocata sull’utilizzo di foto a fronte, a colori e in bianco e nero, per sottolineare la differenza tra la positività di chi non fuma in netto contrasto con chi è invece schiavo della sigaretta. Un’abitudine dannosa che influisce negativamente sul rapporto con i coetanei, sulle relazioni affettive, sulle prestazioni sportive e perfino sull’aspetto fisico.

L’impegno di Humanitas in questa campagna di prevenzione è sostenuto dalla lettura dei dati che riguardano l’abitudine al fumo nel nostro Paese: nel 2009 i fumatori sono ancora 13 milioni, il 25,4 % della popolazione, di cui 7,1 milioni sono uomini e 5,9 milioni sono donne. Il tabagismo rappresenta quindi una tendenza ancora molto presente, in particolare tra i giovani: il 57% di italiani con età compresa tra i 15 e i 24 anni è infatti fumatore. Il dato più preoccupante è che il numero dei fumatori in Italia è aumentato di 2 milioni nel corso del 2009 rispetto all’anno precedente. Eppure, i danni alla salute prodotti dal fumo sono noti: «Da anni infatti - spiega il dottor Armando Santoro, responsabile del Dipartimento di Oncologia dell’Istituto Clinico Humanitas - numerosi dati scientifici hanno dimostrato la correlazione tra fumo, attivo e passivo, e danni cardiologici, pneumologici, nonché maggiore rischio di sviluppo di neoplasie.

Nei paesi industrializzati il fumo rappresenta la prima causa di morte per cancro e in Italia si stima che quasi 80.000 decessi all’anno siano riconducibili a questa abitudine». A fronte di questi dati vi è la convinzione da parte degli esponenti del mondo scientifico e delle istituzioni sanitarie che la prevenzione sia il modo più efficace per contrastare questo fenomeno. Per questo nel nostro Paese, oltre all’applicazione delle norme che vietano il fumo nei locali pubblici, si è fatto ricorso all’utilizzo di campagne d’informazione che hanno l’obiettivo di segnalare, specialmente ai giovani, i rischi per la salute che derivano dal vizio del fumo.


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Istituto Clinico Humanitas

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