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Spiritualità e fede dipendono da precise aree del cervello

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Pubblicato il: 17-02-2010
Sanihelp.it - Uno studio che sarà pubblicato sulla rivista Neuron individua le aree del cervello il cui funzionamento potrebbe spiegare la tendenza alla spiritualità, ovvero l’attitudine dell’uomo a superare i confini spazio-temporali del corpo.

I ricercatori hanno esaminato un campione di persone colpite da lesioni cerebrali notando un cambiamento di quei tratti di personalità specificamente associati alla spiritualità e al senso di trascendenza. In particolare, il confronto tra la sede della lesione e i cambiamenti di personalità ha mostrato che le aree maggiormente associate all’aumento di autotrascendenza, identificate con le aree temporo-parietali dell’emisfero sinistro e destro che sono anche associate alla tendenza a sentirsi fuori dal proprio corpo e di poter osservare sé stessi da un punto esterno dello spazio.

I risultati dello studio evidenziano come la spiritualità sia strettamente legata alla percezione neurale del corpo. Di qui la considerazione che le differenze individuali nella spiritualità potrebbero essere collegate a differenze nei livelli di attivazione di circuiti nervosi nei quali le regioni lobo temporo-parietale rivestono fondamentale importanza.

I ricercatori hanno ipotizzato che alcune alterazioni patologiche nel funzionamento di tali circuiti potrebbero contribuire all’insorgenza di disturbi del comportamento, legati alla rappresentazione del sé. Ciò aprirebbe la strada a nuovi trattamenti basati sulla modulazione di attività di specifiche regioni cerebrali, per esempio tramite stimolazione magnetica transcranica, volti a ridurre le alterazioni delle rappresentazioni del sé nei disturbi neuropsichiatrici.


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Università La Sapienza

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