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Dolore: uno studio sul cervello dimostra che esiste una soggettività

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Pubblicato il: 01-07-2003

Un nuovo studio suggerisce di non sottovalutare il dolore riferito da alcuni pazienti per interventi anche modesti; le differenze nella percezione del dolore sono effettivamente reali.

Sanihelp.it - Il Dr. Robert C. Coghill della Wake Forest University di Winston-Salem, in North Carolina, ha descritto, negli Atti della National Accademy of Sciences, i risultati di uno studio che dimostra che avvertire più dolore rispetto ad altri per una stimolazione con calore è correlato con una maggiore attività in determinate regioni cerebrali collegate al dolore.

Questi risultati sembrano indicare che alcune persone sono più sensibili al dolore e potrebbe quindi aprirsi una nuova strada per personalizzare il trattamento del dolore.

Si potrebbero ad esempio effettuare test specifici per la sensibilità al dolore prima di un intervento chirurgico, potendo poi somministrare preventivamente dosaggi più elevati di farmaci ai soggetti più sensibili al dolore. Peraltro soggetti più “resistenti” al dolore necessitano di dosaggi inferiori evitando possibili effetti collaterali ed accelerando la ripresa dopo l’intervento.

Nel corso dello studio, Coghill e la sua equipe hanno chiesto a 17 soggetti di valutare su una scala da 0 a 10 il dolore provato somministrando lo stesso stimolo di calore.

Durante l’applicazione dello stimolo doloroso, i ricercatori hanno eseguito un esame cerebrale dei partecipanti per misurare l’attività nelle diverse regioni del cervello.

Coghill ha affermato che esiste una enorme differenza nella valutazione soggettiva del dolore provocato dal calore; mentre il soggetto più sensibile ha dato una valutazione di quasi 9 su 10, il soggetto meno sensibile ha collocato il dolore intorno al livello 1.

Gli esami sul cervello hanno rivelato differenze e più specificamente i soggetti che hanno valutato lo stimolo di calore come più doloroso hanno evidenziato una maggiore attività nelle regioni cerebrali note come corteccia somatosensoriale principale, corteccia somatosensoriale cingolata anteriore e corteccia prefrontale.

Coghill ha spiegato che queste regioni cerebrali svolgono tutte un ruolo nella percezione soggettiva del dolore, dal comunicare la posizione del dolore nel nostro corpo, alla comunicazione di una sensazione negativa più o meno accentuata.

FONTE: Atti della National Academy of Sciences 2003;


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Redazione Sanihelp.it

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