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Medicina cinese

Tai Chi Chuan: la meditazione in movimento

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Pubblicato il: 02-03-2010

È da poco disponibile nelle librerie italiane un nuovo libro sulla pratica del Tai Chi Chuan, una disciplina orientale che riequilibra corpo e mente per aiutarci a vivere meglio.

Tai Chi Chuan: la meditazione in movimento © photos.com Sanihelp.it - Il Tai Chi Chuan, antica arte marziale cinese imparentata con la filosofia taoista, può essere definito come una meditazione in movimento. La sua pratica, caratterizzata dalla lentezza, dalla gentilezza, dall’armonia con cui vengono effettuate le sequenze di esercizi, permette di accordare l’energia spirituale e la forza fisica, conseguendo una completa rigenerazione psicofisica.

Il Tai Chi è una pratica rilassante, aiuta a respirare meglio, a prevenire e curare disturbi lievi e anche a sentirsi e ad apparire più belli, perché conferisce energia e scioltezza, favorisce un portamento spontaneamente bilanciato, ben eretto e armonico.
La finalità di questa disciplina non è tanto quella di prolungare l’esistenza, ma piuttosto di migliorarne la qualità, riequilibrando lo yin e lo yang (i due principi fondamentali dell’universo, positivo/maschile e negativo/femminile, secondo la filosofa cinese).

In Cina il Tai Chi costituisce una prassi di rilevante importanza in molti sanatori e ospedali. La maggior parte degli studi scientifici riguardanti gli effetti del Tai Chi sulla salute è tuttora custodita nelle teche cinesi. Tuttavia, attraverso internet, abbiamo spesso segnalazioni bibliografiche provenienti da vari paesi del mondo sul Tai Chi dal punto di vista medico e clinico.

Yang Ming-Shi, diretto discendente della famiglia Yang che per secoli ha insegnato il Tai Chi in Cina e che ha fondato la Scuola omonima, scrive in Tai Chi Chuan for health and beauty: «Il Tai scioglie i muscoli e le giunture, tonifica il sistema nervoso, riattiva la circolazione sanguigna e linfatica, stimola la digestione e il metabolismo, purifica il corpo riducendo le impurità del sangue».

Uno scienziato cinese, Qu Mianyu, aggiunge: «La pratica assidua del Tai produce arricchimento del flusso sanguigno alle coronarie, contrazioni cardiache più vigorose e miglioramento dei processi emodinamici. Il Tai regola la funzione del sistema nervoso centrale, migliora la coordinazione dei vari organi del corpo, regola la funzione dei nervi vaghi, assicura adeguato apporto di sangue e ossigeno ai tessuti dei vari organi. Tutti fattori che contribuiscono a prevenire l’ipertensione e l’arteriosclerosi».

La pratica del Tai aumenta l’elasticità dei tessuti polmonari, la capacità ventilatoria dei polmoni, l’espansione del torace nella respirazione (che contrasta l’ossificazione delle cartilagini del costato) e potenzia lo scambio tra ossigeno e anidride carbonica.

Poiché l’osteoporosi può essere causata anche da insufficiente apporto sanguigno alle ossa, dovuto all’arteriosclerosi, da insufficiente assorbimento di calcio dai cibi, per carenze dei succhi gastrici, il Tai può prevenire o ritardare notevolmente questi disordini.

Allenando la mente e il corpo allo stesso tempo, l’esercizio del Tai sollecita la corteccia cerebrale, con effetto di stimolo in certe regioni e di inibizione protettiva in altre. Ciò induce il ristoro e il riequilibrio del cerebro, liberando la corteccia cerebrale dalla sovraeccitazione patologica e favorendo la guarigione di molte malattie nervose e mentali.

Poiché non esige alcuno sforzo e non ha controindicazioni, il Tai Chi può essere svolto a qualsiasi età da chiunque avverta l’esigenza di recuperare, attraverso una piena integrazione della propria energia psicofisica, l’armonia perduta.


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
G. Bozak, Principi e pratica del Tai Chi Chuan, L'Età dell'Acquario

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