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Carico glicemico e obesità infantile

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Pubblicato il: 03-03-2010

Sanihelp.it - Durante la prima giornata di lavori del Science in Nutrition International Congress che si terrà a Roma nei giorni 5 e 6 marzo è prevista la lectio magistralis di Cara Ebbeling sul tema carico glicemico e obesità infantile, argomento di grande attualità che interessa da vicino i bambini italiani.

Il problema dell’obesità infantile è infatti profondamente radicato nel nostro Paese.

Un’indagine statistica condotta dall’ISTAT nel 2000 ha rilevato che in Italia la percentuale di bimbi e adolescenti in sovrappeso (di età compresa tra i 6 e i 17 anni) si aggira intorno al 20% mentre quella degli obesi raggiunge il 4%.

Dato confermato recentemente da uno studio della Periscope (Pilot European Regional Interventions for Smart Childhood Obesity Prevention in Early Age) dal quale è emerso che il 21% dei nostri ragazzi ha qualche problema con la bilancia.

Tale situazione è il risultato di 3 cause fondamentali:
- una eccessiva e cattiva alimentazione;
- una ridotta attività fisica;
- fattori di tipo genetico/ familiari.

Al termine dell’intervento della signora Ebbeling, nutrizionisti e specialisti in alimentazione di fama internazionale si confronteranno sul tema delle problematiche alimentari di bambini e adolescenti nel tentativo di tracciare le linee guida per aiutare i nostri piccoli a mantenere o ritrovare la linea e vivere in salute.

Presenzieranno all’evento anche il prof. David Jenkins, grande luminare che ha rivoluzionato di fatto le basi della scienza nutrizionale nonché ideatore dell’Indice Glicemico, e il prof. Berry Sears, massimo esperto mondiale sul controllo ormonale attraverso il cibo, sostenitore delle Nuova Alimentazione basata su scelte nutrizionali a basso indice glicemico.
 

La strategia alimentare di Sears, meglio conosciuta come Dieta Zona, si basa sul bilanciamento dei marco nutrimenti: è detta anche 40 30 30 perché associa ad ogni pasto (almeno 5 al giorno) il 40% delle calorie provenienti dai carboidrati (meglio se a basso indice glicemico), il 30% delle calorie provenienti dalle proteine (meglio se quelle del pesce o della carne bianca o della soia) e il 30% delle calorie dei grassi (olio extra vergine d’oliva).

«Attraverso la Zona» spiega il prof. Sears «si eliminano quelle condizioni che provocano un picco di insulina che favorisce il passaggio delle molecole di glucosio dal sangue agli adipociti, dove vengono trasformate in trigliceridi. Funziona da subito ed è indicata per tutti: è una strategia equilibrata che molti erroneamente definiscono troppo proteica, senza andare a pesare realmente il bilanciamento consigliato dei carboidrati e delle proteine (40 / 30 appunto). Aggiungo poi un fatto: è nata come trattamento di persone con disturbi cardiovascolari e diabetici».



FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Ministero della Salute, ZoneAcademy, Enervit, Enerzona

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