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La Nuova Alimentazione

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Pubblicato il: 04-03-2010

Sanihelp.it - Quando mangiamo un alimento ricco di carboidrati, la glicemia si alza.
La velocità con cui questo accade dipende da molti fattori, tra i quali la presenza di fibre, il tipo di zucchero ingerito, l’eventuale presenza di grassi e proteine.

Se i cibi consumati durante i pasti provocano un eccessivo innalzamento della glicemia, si può verificare un accumulo di grasso con conseguente aumento del peso corporeo.

Il controllo dei livelli di glicemia (presenza nel sangue di uno zucchero, il glucosio) può essere quindi considerato un utile strumento per mantenersi in linea e vivere in salute.

È importante allora scegliere, per la composizione dei nostri pasti, carboidrati con un basso indice glicemico.

L’indice glicemico (IG) fa riferimento alla velocità con cui vengono assimilati i carboidrati e quindi a come aumenta la glicemia in seguito all’assunzione di 50 grammi del carboidrato in esame.

Facciamo degli esempi:
- latte di soia, pere, mele e yogurt magro hanno un indice glicemico basso;
- zucchero, patate, pane e riso bianco hanno un indice glicemico elevato.

Per conoscere l’indice glicemico di molti alimenti vi suggeriamo di consultare la sezionde indice glicemico.

La Nuova Alimentazione, basata sulla scelta di cibi con basso indice glicemico, sarà argomento di discussione e approfondimento durante il Science in Nutrition International Congress che si terrà a Roma nei giorni 5 e 6 marzo presso l'Hotel Parco dei Principi.
 

Il prof. Barry Sears, ideatore della nuova strategia alimentare meglio conosciuta come dieta Zona, basata non solo sulla riduzione del carico glicemico ma anche sul bilanciamento dei macronutrienti, ha così descritto gli effetti positivi del suo regime alimentare:

«La Zona è un termine che ho scelto per descrivere quello stato di grazia fisiologico in cui si trova l’organismo quando gli ormoni sono in perfetto equilibrio e danno luogo a una salute ottimale. Associando ad ogni pasto e a ogni spuntino il 40% delle calorie provenienti dai carboidrati, il 30% dalle proteine e il 30% dai grassi (solo quelli buoni, ovvero l’olio extra vergine d’oliva), si crea una condizione di equilibrio ormonale che ci fa stare bene. Tutti gli studi clinici che hanno messo a confronto la Zona con altre diete, secondo le raccomandazioni standard, hanno evidenziato come questa strategia nutrizionale sia superiore nel controllo ormonale, in quello dello zucchero e dei grassi nel sangue. Il vantaggio più eclatante sta poi nella sensazione di sazietà e nella perdita di massa grassa perché questa dieta privilegia la qualità delle calorie, non la quantità e rispetta i nuovi suggerimenti che arrivano dalla scienza nutrizionale mondiale sugli alimenti a basso indice glicemico».



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Enervit, Enerzona

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