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Un italiano su tre dal medico di famiglia per dolore cronico

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Pubblicato il: 11-03-2010
Sanihelp.it - Negli ambulatori dei medici di famiglia fino a 1 paziente su 3 potrebbe soffrire di dolore cronico. Questo uno dei risultati dell’indagine promossa dalla Società Italiana di Medicina Generale (SIMG), che ha coinvolto 500 medici italiani, per un totale di 789.284 pazienti.

Dallo studio è emerso che circa il 27% degli assistiti soffre di una malattia importante associata a dolore cronico: artrosi (20,45%), artrite reumatoide (0,85%) o tumori (6,07%). A proposito della prescrizione di farmaci, secondo la ricerca prevale ancora la prescrizione dei FANS (39,6% delle prescrizioni), seguita da quella di analgesici oppiacei (9,5%) e paracetamolo (3,9%).

Dai risultati dello studio, quindi, emerge che la percentuale di prescrizioni degli oppioidi nel trattamento del dolore è molto contenuta in Italia: fatto che pone il nostro Paese in ritardo rispetto agli altri Paesi europei.

Grazie a un’ordinanza ministeriale del 20 giugno 2009, è stato abolito il ricettario speciale per la prescrizione dei farmaci oppioidi che ne limitava di fatto l’utilizzo. Questo provvedimento mira a rendere più accessibili ai tanti malati con dolore cronico terapie a base di morfina, ossicodone, fentanyl o buprenorfina.

Qualche segnale positivo si riscontra se si analizza la percentuale di variazione dei consumi tra settembre 2009 e lo stesso periodo dell’anno precedente: con +16,4%, infatti, l’Italia è il Paese che ha registrato il maggior incremento in Europa, facendo ben sperare per un adeguamento agli standard europei.

Altro elemento incoraggiante è l’aumento del consumo di oppioidi orali pari a +7,7% rispetto alle formulazioni transdermiche, che testimonia un graduale adeguamento del nostro Paese alle Linee Guida internazionali OMS, ESMO ed EAPC che indicano come via di somministrazione di prima scelta le formulazioni orali.

L’impiego di analgesici oppiacei è maggiore nelle regioni del centro (11,10%) e del nord (10,49%), rispetto al sud d’Italia (7,7%): la regione più virtuosa risulta essere la Toscana (17,2%), mentre il Lazio, con l’8,6%, registra la prevalenza d’uso più bassa.


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Centro Studi Mundipharma

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