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Rallentare l'invecchiamento e prevenire le malattie croniche

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Pubblicato il: 09-03-2010

Il 5 e 6 marzo si è tenuta a Roma la seconda edizione del Science in Nutrition Congress, evento organizzato dalla Fondazione Paolo Sorbini e patrocinato dal Ministero della Salute; tante le novità presentate dai relatori.

Rallentare l'invecchiamento e prevenire le malattie croniche © SXC Sanihelp.it - Add life to years - aggiungere vita agli anni grazie all’adozione di un’alimentazione bilanciata, a una corretta integrazione (ove necessaria) e alla pratica di almeno due ore e mezzo alla settimana di attività fisica: questo il messaggio lanciato durante le due giornate di lavori del congresso.

I massimi esponenti mondiali in scienza della nutrizione si sono dichiarati concordi nel sostenere alcune regole base atte a rallentare il divulgarsi di malattie croniche quali cardiopatie, diabete, tumori ecc.

Quattro i comandamenti da rispettare a tutte le età:
- scegliere un’alimentazione che prevede l’equilibrio fra i vari macronutrienti;
- aumentare il consumo di verdura colorata, frutta di stagione e olio di oliva;
- prediligere le fonti proteiche magre, in particolare pesce e pollame;
- promuovere il movimento.

Donald K. Layman (professore di nutrizione al dipartimento di Scienza degli Alimenti e Nutrizione Umana presso l’Università dell’Illinois Urbana-Champaign), intervenuto durante la prima sessione del congresso, ha sottolineato l’importanza delle proteine come elemento fondamentale nella composizione di ogni pasto.

«Le calorie non sono tutte uguali» ha dichiarato Layman «ma hanno valore diverso in base al macronutriente dal quale provengono.» e ancora «Non dobbiamo focalizzare l’attenzione sulla quantità totale di calorie consumate, quanto più sulla corretta distribuzione, nelle varie fasi della giornata, delle calorie ingerite: la cena non deve essere affatto il pasto principale. Grande importanza va data inoltre alla composizione di ogni singolo pasto che deve contenere, oltre a carboidrati e grassi, proteine nelle giuste dosi.» circa 30 grammi 3 volte al dì secondo Layman.

Le classiche colazioni a base di soli carboidrati ad alto indice glicemico (come biscotti, brioches e cereali raffinati) sono quindi da bocciare: anche al mattino sulla tavola di italiani e americani, accanto a frutta, latte e cereali integrali, devono comparire piccole quantità di alimenti proteici che hanno la capacità di regolare la glicemia ematica ed evitare i picchi insulinici.

Anche Barry Sears, relatore nella prima giornata di lavori, ha sottolineato l’importanza di introdurre nel nostro organismo, ogni volta che ci sediamo a tavola, pietanze composte dai 3 principali macronutrienti dosati nelle giuste proporzioni, che egli indica in 40% di carboidrati, 30% di proteine e 30% di grassi buoni (principio base della dieta Zona di cui è l’inventore).

Questo permetterebbe di ridurre l’infiammazione che un’alimentazione scorretta mette in moto all’interno del nostro organismo con conseguenze devastanti quali la comparsa di malattie di varia gravità: dall’asma alle allergie, dall’obesità al diabete di tipo II, dalle cardiopatie ai tumori, al morbo di Alzheimer.

A causare questa infiammazione, secondo Sears, sono una serie di cause che egli identifica sotto il nome di tempesta nutrizionale perfetta: l’aumento del consumo di carboidrati raffinati e Omega 6 in concomitanza con il calo dell’assunzione di Omega 3.

Proprio per questo l’inventore della dieta Zona consiglia di utilizzare ogni giorno integratori di olio di pesce: numerosi studi hanno infatti confermato le proprietà anti tumorali, anti infiammatorie e anti invecchiamento degli Omega 3 a catena lunga (EPA e DHA) presenti soprattutto nel salmone, nei crostacei, nel pesce azzurro e nelle aringhe.

«L’integrazione non è sempre necessaria» ha dichiarato il professor Berra, presente all’evento in qualità di Presidente del comitato scientifico della Fondazione Sorbini «ma diventa utile nel caso in cui si verifichi uno squilibrio nel rapporto tra Omega 6 e Omega 3: il consumo dei primi, presenti soprattutto negli oli di semi (come quello di mais, di soia e di girasole) è diventato sempre più alto negli ultimi anni e per ridurre i danni che ne conseguono può essere interessante utilizzare integratori di Omega 3, cercando comunque di limitare l’utilizzo di prodotti ad alto contenuto di Omega 6».

Ad arricchire la prima giornata del congresso la lectio magistralis della professoressa Cara Ebbeling, ricercatrice associata e co-direttore in endocrinologia del Children’s Hospital di Boston.
«Le calorie costituiscono da sempre un valido strumento di misura e valutazione per la costruzione di una sana e corretta strategia nutrizionale» ha dichiarato la Ebbeling «ma non sono l’unico aspetto da prendere in considerazione: uguale attenzione va prestata alle fonti dalle quali esse provengono; la qualità delle calorie è di fondamentale importanza per le funzioni metaboliche generali».

Degno di citazione, al fine di programmare una nuova strategia anti-aging, anche l’intervento del dott. Suresh Rattan, professore di Gerontologia al Dipartimento di Biologia Molecolare della Aarhus University in Danimarca.
Autore di numerose pubblicazioni scientifiche, Rattan ha introdotto il concetto di ormesi: il rallentamento dell’invecchiamento dall’interno mediante l'induzione di uno stress moderato, sia esso fisico o mentale.

Secondo Rattan l’organismo riceve un effetto positivo dalle situazioni di sfida che deve affrontare, e che riesce a superare in modo del tutto naturale.
Il cosiddetto mild stress può essere rappresentato da un breve diguino, dall'introduzione (a piccole dosi) di una sostanza considerata nociva, da un esame universitario o da una seduta di attività fisica.
Composizioni di sostanze ormetiche atte a prolungare l’aspettativa di vita sono in fase di sperimentazione.


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Science in Nutrition Congress

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