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Fiori australiani, fiori di Bach, fitoterapia e aromaterapia

Fiori e piante per ritrovare la concentrazione

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Pubblicato il: 23-03-2010

Chi dorme non piglia pesci, ma può essere davvero difficile rimanere svegli e attivi in questo periodo di cambio di stagione. Che fare? La natura viene in aiuto con diverse possibilità.

Fiori e piante per ritrovare la concentrazione © Sxc Sanihelp.it - Complici le prime giornate di sole e la pigrizia e l’apatia tipiche del cambio di stagione (aprile dolce dormire…), in questo periodo le nostre funzionalità cerebrali (apprendimento, attenzione, memoria, concentrazione, lucidità, riflessi, ecc.) possono subire un rallentamento e la voglia di studiare o lavorare finisce sotto i piedi.

Ma la fine dell’anno scolastico incombe e le scadenze di lavoro non danno tregua, perciò non ci si può permettere di sedersi sugli allori, bisogna correre ai ripari per recuperare al più presto energia e voglia di fare.

Un aiuto valido può essere fornito da Concentration (di Green Remedies), un mix di essenze floreali australiane (Bush Fuchsia, Isopogon, Jacaranda, Paw Paw e Sundew) che aiuta a ritrovare chiarezza mentale e capacità di rimanere concentrati nello studio o sul lavoro.

Molto amata dagli studenti che trovano in questa essenza un valido supporto nei periodi di studio intenso, quando interrogazioni o esami si susseguono senza tregua, è di aiuto anche agli adulti che, in seguito a un cambiamento di lavoro o di una nuova modalità lavorativa, lamentano grande difficoltà di adeguamento mentale al nuovo.

Concentration, migliorando le capacità di apprendimento e di memorizzazione, permette l’elaborazione di nuove idee grazie anche a una sfera intuitiva più brillante. Può essere utilizzato da tutti, fin dai primi anni scolastici.

Tra i fiori australiani, si possono usare anche Pink Trumpet Flower, che aiuta a completare i compiti intrapresi, o Yellow Boronia, che favorisce la calma e la concentrazione (per entrambi una goccia quattro-otto volte al dì, secondo necessità).

Tra i fiori di Bach spicca Clematis, indicato per chi accusa fuga dalla realtà, distrazione, sbadataggine ed estraneità a ciò che lo circonda (quattro gocce quattro volte al dì lontano dai pasti a intervalli regolari).

Per quanto riguarda invece le piante, nei disturbi della memoria la tradizione popolare suggerisce l’impiego del rosmarino, che aiuta a memorizzare dati e nozioni. Si può usare nel diffusore ambientale (cinque gocce di olio essenziale), oppure prendere per bocca (tre gocce due volte al dì in un cucchiaino di miele, lasciando sciogliere lentamente in bocca).

Anche la melissa (Melissa Officinalis TM, 30 gocce una-tre volte al dì) è utile in vista di esami o in caso di ansia da prestazione che causa vuoti di memoria e perdita di concentrazione.

Notissime sono infine le proprietà energizzanti e vitalizzanti del ginkgo sui neurotrasmettitori cerebrali; il trattamento con estratti di ginkgo va iniziato precocemente e proseguito per cicli ripetuti di tre mesi con uno di pausa, ma non è privo di controindicazioni per cui va consultato il medico prima di intraprenderlo.


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
B.Brigo, Medicina naturale dalla A alla Z, Tecniche Nuove

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