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Difficoltà relazionali

Sempre più bambini in cura con la psicoanalisi

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Pubblicato il: 16-03-2010

Sono molti gli italiani che si rivolgono allo psicanalista e tra questi aumentano bambini e ragazzi, le cui difficoltà sono spesso segnalate dalle strutture educative

Sempre più bambini in cura con la psicoanalisi © Photos.com Sanihelp.it - Sono moltissimi gli italiani che cercano nella psicoanalisi un modo per affrontare paure, nevrosi e disturbi relazionali. Tra gli utenti aumentano adolescenti e bambini, in seguito a una cresciuta attenzione delle strutture educative alle difficoltà caratteriali.
Questo il quadro disegnato da Stefano Bolognini, Presidente della Società Psicoanalitica Italiana, che afferma: «Non sappiamo con certezza quanti siano gli italiani in analisi, certamente diverse migliaia. Sappiamo invece che dagli anni Sessanta a oggi è cresciuto esponenzialmente il numero degli psicanalisti, passati da una cinquantina a circa 930. All'epoca andare in analisi era un vanto culturale per pochi, mentre per tutti gli altri equivaleva a essere matti. Oggi si vive in modo più laico, è uno strumento per stare meglio. Prima eravamo tutti inibiti, oggi siamo squinternati. I pazienti avevano un super Io schiacciante, con pesanti inibizioni relazionali, sociali e soprattutto sessuali, oggi invece manca il freno, i limiti, e molti perdono la direzione.

I problemi di soldi sono così concreti da rendere più difficile il disagio mentale, senza contare che se non si hanno soldi certo non si viene da noi. Spesso viene a mancare la solidità della famiglia: ci si allontana, ci sono ferite che non si rimarginano. Vediamo ogni giorno persone con ripetute problematiche relazionali che alla fine fanno loro capire che non possono farcela da soli. Oggi è esplosa l'analisi infantile, che fino a vent’anni fa non c'era. Prima i bambini psicotici non venivano concepiti e trattati come tali. Oggi invece la scuola li segnala, e spesso i genitori accolgono l'invito e ce li mandano. In questo modo possiamo intervenire in tempo per raddrizzare i problemi caratteriali.

Gli input forsennati dei nostri tempi certamente giocano un ruolo negativo, soprattutto per chi è già un soggetto a rischio. Sono frequentissimi i casi di giovani che passano la giornata davanti al monitor del Pc per giocare o navigare sul web, il che aggrava fortemente le tendenze autistiche di molti soggetti, mettendo a repentaglio il loro equilibrio mentale. Sono fenomeni tragici, ma se presi in tempo si può intervenire per correggere alla radice il problema, e consentire la ripresa del normale sviluppo evolutivo del paziente».


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