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Il libro del respiro

Impara a respirare bene

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Pubblicato il: 13-04-2010

Perché è importante imparare a respirare bene? Ce lo spiega il manuale del fondatore della Scuola di Respiro Skills, che illustra anche la corretta tecnica del respiro.

Impara a respirare bene © Photos.com Sanihelp.it - Respirare è 19.200 volte più vitale del mangiare; 1.440 volte più vitale del bere; 960 volte più vitale del dormire. Il respiro è una meta-tecnica: fa funzionare meglio qualsiasi altra tecnica che miri al benessere della persona.

Il respiro è, dunque: vitale, cioè appartiene al corpo (delle quattro attività che tengono in vita un essere umano, è la più necessaria); cellulare (che riguarda le cellule): serve a mantenere accese le cellule del nostro corpo e la loro funzionalità metabolica; disintossicante, infatti il 75% delle tossine che scarichiamo dal corpo passa attraverso l’espirazione; se non respiriamo in modo corretto, intossichiamo l’organismo.

Il respiro non si apprende dai libri, ma oggi è disponibile un testo, intitolato Il libro del respiro, perché è importante imparare a respirare meglio, scritto da Max Damioli, fondatore della Scuola di Respiro Skills, che offre indicazioni e consigli su come respirare bene per migliorare la qualità della vita. Entra, inoltre, nello specifico dei benefici che il respiro può apportare agli sportivi, alle donne in gravidanza, ai malati e ai bambini.

Come si respira correttamente? Basta guardare un bambino: il respiro parte dal basso (dalla pancia, che nel bambino tende sempre a restare espansa e rilassata), sale nel plesso fino al petto, e viene rilasciato con un sospiro silenzioso e rilassato.

Si impegna il diaframma per creare nei polmoni una depressione (un meccanismo simile a quello dello stantuffo di una siringa) che li riempirà d’aria nella parte bassa. Nel fare questo, gli organi della digestione si spostano verso l’unica posizione disponibile, l’esterno, dandoci l’impressione di respirare nella pancia.
Si continuano a riempire i polmoni espandendo la cassa toracica con i muscoli intercostali, che sollevano le costole, allargando la cassa toracica. Infine si riempie l’apice polmonare con un leggero movimento delle clavicole verso l’avanti/alto.

A questo punto abbiamo i polmoni completamente pieni di aria e possiamo rilassare ogni singolo muscolo impegnato nell’inspirazione. Questo rilassamento farà collassare il sistema respiratorio sotto il suo peso: gli organi dell’addome torneranno al loro posto (non più spinti dal diaframma), le costole riprenderanno la loro posizione di riposo ruotando sulle inserzioni nella spina dorsale, e le spalle ricominceranno a spingere gli apici verso il basso, svuotandoli.

L’importante quindi è restare rilassati. Se un palloncino è faticoso da gonfiare, è del tutto facile invece da svuotare, dato che la sua natura è di restare vuoto. Questo significa che qualsiasi tensione in uno qualunque dei muscoli impegnati nell’espirazione è del tutto inutile, anzi dannosa.

La cosa più importante per uno schema respiratorio corretto è la circolarità, cioè l’assenza di pause tra l’inspirazione e l’espirazione, e tra questa e la successiva inspirazione. Ecco il motivo, per esempio, per cui se inspiriamo dalla bocca, espireremo dalla bocca e in modo analogo se respiriamo con il naso: lo spostamento della glottide necessario per passare da naso a bocca e viceversa è, di fatto, una pausa.


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Il libro del respiro

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