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Screening

L'importanza della mammografia

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Pubblicato il: 13-04-2010

La ricerca continua a confermare l'importanza dello screening per diagnosticare e quindi trattare il tumore al seno, una malattia in continuo aumento

L'importanza della mammografia © Rete Sanihelp.it - Il dottori Corrado Tinterri, responsabile di Senologia nell’Istituto Clinico Humanitas di Rozzano (Milano), ribadisce l’importanza della diagnosi precoce contro il tumore al seno: «Non c'è alcun dubbio sull'efficacia dello screening mammografico, che ha decisamente ridotto la mortalità per cancro del seno. E non c'è alcun dubbio che questa metodologia diagnostica possa essere dannosa o pericolosa. I nuovi mammografi inoltre sono sicuri, emettono meno radiazioni e sono più precisi rispetto al passato. La riduzione della mortalità per cancro del seno grazie allo screening è universale, tanto che qualcuno consiglia di sottoporsi alla mammografia annualmente. Nessun medico ormai dubita dell'efficacia di questo strumento, che è tutt'oggi il migliore che abbiamo a disposizione per battere il tumore della mammella. Tale patologia rimane la più frequente tra le donne, l'incidenza del cancro del seno è anzi in continuo aumento nel mondo, in tutte le fasce d'età, soprattutto quella tra i 40 e i 55 anni. Quindi non bisogna abbassare la guardia.

Aggiungo che le voci contrarie allo screening mammografico sono ormai state superate e disconosciute e che, piuttosto, occorre fare dei passi avanti in questo senso. Si pensa a un ulteriore passaggio: a far seguire all'anticipazione diagnostica la garanzia della terapia, adeguata a ogni tipo di tumore scoperto e a ogni fascia d'età. Una neoplasia di piccole dimensioni dovrebbe avere un trattamento meno invasivo e più conservativo rispetto ai casi più gravi. Purtroppo questo non sempre accade.

In Lombardia, nell'ambito del gruppo dello screening mammografico, è stato attivato un progetto che si chiama Impatto e che monitora la qualità del trattamento dopo la diagnosi, per verificare che la terapia sia la più adeguata al singolo caso. Questo per integrare il percorso senologico italiano, tra i più efficaci e di qualità a livello internazionale».

Per quanto concerne le indicazioni che regolano lo screening mammografico «Il Servizio sanitario nazionale prevede la mammografia a chiamata, nelle donne tra i 49 e i 70 anni ogni due anni. Tuttavia si sta discutendo di aggiornare le linee guida in due sensi. Da una parte nel prevedere il controllo anche in età più avanzata, cioè oltre i 70 anni, considerato che l'aspettativa di vita delle donne oggi arriva a 87 anni e che con l'avanzare dell'età il rischio di tumore del seno aumenta e il tasso di mortalità rimane alto. Dall'altra nel prescrivere la mammografia anche alle donne più giovani, tra i 40 e i 49 anni, visto che nella fascia 35-45 questa patologia è la prima causa di morte nella popolazione femminile.

È pur vero che nelle donne giovani l'esame di screening è meno efficace, poiché la mammella è meno visibile per sua conformazione e quindi è più difficile scoprire una neoplasia. Ma forse sarebbe bene tentare questa strada».



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www.humanitasalute.it

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