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Le staminali del tumore al seno

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Pubblicato il: 20-04-2010

I tumori del seno non sono tutti uguali e secondo un gruppo di ricercatori milanesi la chiave di questa diversità dipende dalle cellule staminali presenti in essi

Le staminali del tumore al seno © Sxc Sanihelp.it - Per conoscere a fondo le caratteristiche del tumore del seno bisogna conoscere le sue cellule staminali. Questo il risultato di una ricerca pubblicata su Cell, di alcuni ricercatori dell’Istituto FIRC di oncologia molecolare, dell’Istituto europeo di oncologia e dell’Università degli studi di Milano.
Come nei tessuti normali, anche in quelli tumorali sono presenti cellule staminali che sono capaci di promuovere e sostenere la crescita del tessuto malato, fungendo da riserva cellulare per il tumore.
Come spiega Pier Paolo Di Fiore, scienziato IFOM e professore di Patologia generale all’Università degli studi di Milano che assieme a Pier Giuseppe Pelicci, direttore del Dipartimento di oncologia sperimentale presso il Campus IFOM-IEO, ha coordinato lo studio: «Sono loro le reali responsabili della nascita e dello sviluppo del cancro in quanto riescono a duplicarsi praticamente senza limiti». 

Salvatore Pece, uno degli autori principali dello studio finanziato con fondi AIRC, racconta la nascita dello studio: «Spesso i meccanismi molecolari che sono alterati nei tumori sono gli stessi che regolano, in condizioni fisiologiche, le funzioni delle cellule staminali normali. Per questo abbiamo pensato che studiando la biologia queste cellule avremmo potuto conoscere meglio i meccanismi all’origine dei tumori. Per identificare le staminali abbiamo usato una strategia di laboratorio che sfrutta una delle proprietà funzionali tipiche di queste cellule: il fatto di rimanere per lunghi periodi quiescenti, ossia a riposo per quel che concerne la loro capacità di proliferare». Per farlo si introduce nelle cellule un colorante delle membrane cellulari che si accumula soltanto nelle cellule che non si dividono, come nel caso delle staminali. In seguito all’identificazione delle cellule staminali tumorali attraverso la colorazione è stato quindi possibile studiarne il profilo molecolare

Questo è il primo grande risultato ottenuto nei laboratori milanesi: la caratterizzazione dell’identità molecolare delle cellule staminali normali e l’individuazione di marcatori tipici delle staminali che a questo punto saranno più facili da riconoscere all’interno dei tessuti prelevati nel corso delle biopsie.
Confrontando poi il profilo dei tumori del seno con quello delle staminali normali, Pece e colleghi hanno scoperto che i tumori si dividevano in due gruppi. Il primo gruppo presentava caratteristiche molecolari simili alle staminali, ed era costituito da tumori scarsamente differenziati, che sono anche i più aggressivi e con prognosi peggiore.

Il secondo gruppo era formato da tumori ben differenziati e con prognosi migliore, piuttosto differenti dalle staminali dal punto di vista del profilo di espressione dei geni. La spiegazione di queste analogie o differenze molecolari nei due gruppi di tumori ancora una volta parte dalle cellule staminali: i tumori più aggressivi contengono infatti al loro interno un numero maggiore di cellule staminali tumorali.
«Conoscere meglio le cellule staminali tumorali e i meccanismi molecolari che ne regolano il comportamento patologico permetterà di sfruttarle come nuovi bersagli terapeutici per farmaci capaci di eliminare finalmente la malattia alla radice». 


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
AIRC

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