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ISS: aggiornata la Carta del rischio cardiovascolare

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Pubblicato il: 22-04-2010
Sanihelp.it - Sono stati resi noti, nell’ambito della IV Conferenza Nazionale sulla Prevenzione Cardiovascolare in Italia, i nuovi dati epidemiologici relativi alle malattie cardiovascolari.

Dai dati emerge che negli uomini aumentano in modo significativo obesità (dal 19% al 25%) e sindrome metabolica (dal 24 al 28%), si riduce l’abitudine al fumo (dal 31% al 24%); nelle donne l’obesità (24%), sindrome metabolica (22%) e diabete (8%) rimangono invariate, ma erano già elevate nel 1998.

Queste variazioni riguardano in modo particolare il livello socio-economico più basso, dove si raddoppiano i valori della prevalenza di diabete (16% nel livello socio-economico più basso, 6% nel livello socio-economico più elevato), sindrome metabolica (33% nel livello socio-economico più basso, 17% nel livello socioeconomico più elevato), obesità (32% nel livello socio-economico più basso rispetto al 19% nel livello socio-economico più alto) la prevalenza di ipertesi non trattati rimane alta (24% contro il 18%) e l’abitudine al fumo rimane elevata (23%).

È stato possibile costruire funzioni di rischio specifiche per uomini e donne e per fasce di età 35-54 anni e 55-74 anni (età, pressione arteriosa sistolica, colesterolemia, abitudine al fumo e diabete) e il ruolo protettivo dell’HDL colesterolemia. Dal confronto fra le funzioni di rischio nelle due fasce di età emerge l’importanza dell’abitudine al fumo di sigaretta fin da giovani. Questi risultati confermano l’importanza di implementare attività di prevenzione volte a promuovere uno stile di vita sano fin dalla giovane età.

Per quanto riguarda l’andamento dei fattori di rischio e delle condizioni a rischio, si è rilevato, sia negli uomini che nelle donne, l’andamento in discesa della pressione arteriosa sia sistolica che diastolica, dovuto non solo all'aumentata proporzione degli ipertesi trattati adeguatamente, ma in maggior misura all’aumento della proporzione di persone con valori di pressione arteriosa inferiori a 140/90 mmHg, quindi a un beneficio dovuto a strategie preventive di comunità; un aumento significativo della colesterolemia media e un aumento significativo della glicemia.


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Istituto Superiore di SanitÓ

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