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Nuove evidenze scientifiche e una novità hi-tech

Omeopatia: cosa c'è di nuovo?

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Pubblicato il: 04-05-2010

Uno studio italiano dimostra che un medicinale omeopatico ha effetti riproducibili in laboratorio: una novità assoluta in questo campo. Intanto l'omeopatia arriva sull'iPhone.

Omeopatia: cosa c'è di nuovo? © Photos.com Sanihelp.it - È stato appena pubblicato sull'autorevole rivista scientifica Psychopharmacology un importante lavoro sull'omeopatia a firma di ricercatori dell'Università di Verona. Nell'ambito di una ricerca portata avanti da più di tre anni, si dimostra che alte diluizioni di un medicinale omeopatico (Gelsemium sempervirens) sono capaci di modulare i comportamenti e le risposte emozionali di topi di laboratorio.

L'indagine ha dimostrato che il Gelsemium riduce l'ansietà e la paura, in un modo quantitativamente comparabile ai normali farmaci ansiolitici, ma senza provocare alcun disturbo da sedazione (come invece fa il buspirone in quel sistema sperimentale). L'effetto si è visto anche con diluizioni altissime del medicinale, fino alla 30a diluizione centesimale.

Tali risultati concordano con quelli di un gruppo dell'università di Strasburgo, il quale ha rilevato che lo stesso medicinale omeopatico ha un effetto diretto sui neuroni del ratto coltivati in piastre di colture cellulari. È probabile che il meccanismo sia la regolazione della produzione di neurosteroidi endogeni attraverso i recettori glicinergici.

La novità principale sta nel fatto che sinora quasi tutti i medicinali omeopatici erano stati provati solo sull'uomo (il contrario di quanto succede normalmente nella farmacologia ufficiale, dove la sperimentazione inizia sempre da prove precliniche). Il fatto che funzionino anche su modelli animali indica che non si tratta di un mero effetto placebo e che questo tipo di farmacologia delle dosi ultra-basse (e per questo anche prive di effetti tossici) meriterebbe di essere maggiormente indagato e valorizzato.

La concordanza delle indicazioni tradizionali del medicinale con le nuove evidenze laboratoristiche, da cui emerge anche l'indicazione di un meccanismo farmacologico, va a colmare un divario tra discipline mediche considerate alternative, mentre invece andrebbero considerate complementari e integrabili.

Un altro passo avanti, anche se di tutt'altro genere, nel campo dell'omeopatia viene dalla nascita della prima applicazione per iPhone: un nuovo modo, semplice e veloce, per ricercare direttamente dal cellulare le più comuni patologie e il rimedio omeopatico più adatto.

Il servizio, curato dalla casa editrice Tecniche Nuove, permette la ricerca delle patologie (ben 1161, trattabili con 231 rimedi omeopatici) tramite due interfacce: testuale e grafica; selezionando direttamente la parte del corpo interessata si ottiene l'elenco delle patologie che possono sussistere in quella zona o a quella parte del corpo di solito attribuite. Ogni patologia è corredata da una scheda descrittiva generale e da un'eventuale scheda di avvertenze mediche.
L'applicazione permette anche una ricerca full-text su tutti i contenuti presenti.

Per approfondire la cultura della medicina omeopatica, sono state aggiunte alcune schede di approfondimento sul sistema clinico-terapeutico introdotto alla fine del '700 dal medico tedesco Hahnemann. I contenuti dell'applicazione sono stati redatti da Bruno Brigo, medico, specializzato in Medicina Interna, Terapia fisica e Riabilitazione ed ex presidente dell'I.H.M.O. (International Homeopathic Medical Organization).


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
UniversitÓ di Verona e Tecniche Nuove

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