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Allarme dell'Istituto superiore di sanità

Alcol: bevono 7 italiani su 10

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Pubblicato il: 04-05-2010

Cresce il consumo di alcol e tra giovanissimi e anziani. Aumentano così le malattie alcol correlate e gli incidenti stradali causai dall'ebbrezza. Le contromisure del Ministero.

Alcol: bevono 7 italiani su 10 © Sxc Sanihelp.it - Il 70% degli italiani consuma bevande alcoliche (circa nove milioni di persone) e quattro milioni si ubriacano almeno una volta nel corso dell’anno. Lo rivela il rapporto dell’Osservatorio Nazionale Alcol-CNESP dell’Istituto superiore di sanità che ha presentato i risultati nell’ambito dell’Alcohol Prevention Day.

Potenziali bevitori sono soprattutto giovani e anziani: sotto i 16 anni sono a rischio un ragazzo su quattro e una ragazza su sette. Tra gli ultra 65enni sono a rischio circa un uomo su due e una donna su 10. La prevalenza di consumatori a rischio è più elevata tra gli uomini che tra le donne.

In un anno è aumentata, inoltre, la frequenta dei ricoveri per intossicazione alcolica per i ragazzi sotto i 14 anni: dal 13,8% del 2008 al 17,7% del 2009. La quota di binge drinkers (coloro che bevono per ubriacarsi), infatti, aumenta e raggiunge i valori più elevati per entrambi i sessi tra i 18 e i 24 anni. Circa 600.000 ragazzi di questa fascia d’età ha praticato il binge drinking.

Il fenomeno ha colpito anche i ragazzi al di sotto dei 16 anni, età minima legale di divieto di somministrazione di alcol: i valori più elevati si registrano tra le ragazzine di 16-17 anni (quasi il 4% rispetto alla media del 2,8%).

«Che ubriacarsi non sia un caso, che il bere a rischio non sia per alcuni solo una occasionale sventatezza o una bravata - dice Emanuele Scafato, Direttore dell’Osservatorio Nazionale Alcol-CNESP - lo dimostra l’1,3% dei nuovi alcoldipendenti in carico ai servizi che ha meno di 19 anni».

Come già riportato nella presentazione della Relazione annuale trasmessa dal Ministro della Salute al Parlamento, nei giovani prevale il policonsumo con una prevalenza di uso di birra, superalcolici, aperitivi, mentre gli ultra65enni fanno registrare la più elevata frequenza di consumatori a rischio legato in maniera prevalente al vino con conseguenze alcolcorrelate registrate in sia termini di carico di malattia cronica come cirrosi epatica, tumori, malattie cardiovascolari, che di eventi acuti legati all’incidentalità stradale e domestica conseguente all’intossicazione alcolica o all’ebbrezza che rende indispensabile il ricorso ai ricoveri.

Secondo i dati 2009 del sistema di sorveglianza Passi relativi alle 21 Regioni partecipanti, il 6% degli adulti di 18-69 anni intervistati dichiara di aver guidato sotto l’effetto dell’alcol. Il 7% degli intervistati riferisce inoltre di aver viaggiato insieme a una persona che guidava sotto l’effetto dell’alcol negli ultimi 30 giorni.

«Sulla base dell’evidenza scientifica non avrebbe senso diminuire a zero l’alcolemia alla guida per i giovani sino ai 21 anni - spiega Scafato - senza diminuire parallelamente a zero l’alcolemia per gli ultra65enni, visto che la fisiologia degli anziani, in termini di metabolismo dell’alcol, è del tutto sovrapponibile a quella degli adolescenti e ridotta a una capacità soggettiva di metabolizzazione di un solo bicchiere di bevanda alcolica al giorno (12 grammi circa), con picchi alcolemici post-assunzione che accomunano le capacità di smaltimento nella giovane e nella terza età».

Ovviamente non esistono soluzioni uniche; anche il solo incremento significativo del numero di controlli etilometrici, a parità di alcolemia, otterrebbe l’effetto deterrente di ridurre l’impatto alcolcorrelato sulle strade italiane purché accompagnato da certezza della sanzione e dell’applicazione della pena anche sotto forma di lavori socialmente utili, come proposto in Senato.

C’è un livello alto di disinformazione sui livelli di alcolemia consentiti alla guida: il recente Rapporto Eurobarometer ha relegato gli italiani all’ultimo posto in Europa per conoscenza dei limiti e percezione del rischio del bere alla guida; evidenza che suggerisce la necessità di realizzare materiale informativo specifico per i giovani, come l’opuscolo Se guidi… non bere (scaricabile all’indirizzo http://www.epicentro.iss.it/alcol), che caratterizza la campagna 2010 del Ministero della Salute.


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Istituto superiore di sanitÓ

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