Le parole più cercate: Pancia piatta Influenza Cefalea
Ricerca personalizzata Google

Tratti di personalità

Masochismo: io contro me

di
Pubblicato il: 18-05-2010

Con il contributo del dottor Roberto Ausilio (www.ausilio.org), psicologo della salute psicoterapeuta del centro Mandala di Orvieto e Viterbo, proviamo a conoscere più da vicino una particolare forma di violenza: quella contro se stessi

Masochismo: io contro me © Sxc Sanihelp.it - Il termine masochismo è ormai entrato a far parte del vocabolario comune per indicare, spesso anche in maniera generica e imprecisa, una serie di fenomeni e comportamenti accomunati da significati autopunitivi e autodistruttivi. A partire dal masochismo come perversione sessuale, si può parlare di esigenze inconsce di contenuto masochistico in certe nevrosi, nelle tossicomanie, nell’alcolismo e nei tentativi di suicidio.

Secondo le teorie psicodinamiche, strutturate a partire dal lavoro clinico, il masochismo va interpretato come una riflessione su di sé di impulsi aggressivi prima diretti verso altri. Secondo Freud il masochismo è caratterizzato dal bisogno di punizione e quindi di espiazione per desideri infantili repressi, cioè per gli impulsi sessuali incestuosi nei confronti dei genitori.

Alexander Lowen, il padre dell’analisi bioenergetica, ha descritto in maniera sintetica ed elegante i principali tratti caratteriali: particolari modalità di funzionamento che si strutturano nell’individuo a cominciare dalle prime fasi dello sviluppo. Lowen ne individua cinque principali (schizoide, orale, psicopatico, masochista e rigido).

Il tratto masochista si caratterizza per un atteggiamento apparentemente remissivo che nasconde sentimenti di astio, negatività e superiorità
. È sempre presente la paura che tali sentimenti esplodano in comportamenti violenti, per cui la tendenza è quella di bloccare se stessi attraverso la contrazione muscolare. A tutti sarà capitato di serrare i pugni o la mascella in uno sforzo più o meno inconscio di bloccare le emozioni. Espressioni lessicali come stringi i denti o tieni duro confermano una naturale tendenza all’irrigidimento muscolare in situazioni di stress.

Il trattenere a lungo sentimenti di rabbia che non possono trovare un’espressione idonea dal punto di vista della convivenza sociale porta al cristallizzarsi di tensioni muscolari che con il tempo divengono contratture, influenzando la struttura corporea del soggetto, così come la postura e il movimento.

Se non fai il bravo, la mamma piange, per esempio, è un classico ricatto emotivo: il bambino ha davanti a sé due opportunità: non fare il bravo, far piangere la mamma e mettere a repentaglio la propria vita (che dipende totalmente dalle cure materne), oppure fare contenta la mamma inibendo i suoi comportamenti e liberi movimenti (bloccare i muscoli generando contratture).

Si impara a obbedire in questa situazione solo a costo di un grande dispendio energetico utilizzato nel bloccare gli impulsi. Il masochista, dunque, tende a compiacere gli altri, si sacrifica e si pospone agli altri. Spesso si sentono frasi del tipo io dedico tutta la mia vita per il prossimo oppure ho dato tutto per i miei figli e in cambio cosa ne ho avuto?. In effetti questa tendenza al lamento, che nasconde sentimenti più profondi e difficilmente confessabili di astio e aggressività, è una caratteristica peculiare del tratto masochista. L’aggressività, dunque, è indiretta e si manifesta con un comportamento oppositivo e velatamente provocatorio.

Difficilmente assisteremo a una diretta espressione aggressiva, sia di tipo fisico che verbale, ma spesso il masochista con strategie indirette finirà per far perdere la pazienza ai santi
Come una persona che fisicamente è costretta a portare grossi massi sulla schiena, il masochista si piega sotto il peso dei problemi e, a livello morfologico, osserveremo un corpo generalmente basso e tarchiato, muscoloso, con il capo incassato tra le spalle, pelvi avanzata, tendenza a piegarsi alla vita.

Dal punto di vista del funzionamento cognitivo è facile riscontrare pensieri negativi e svalutativi verso se stessi e auto-limitazione della libertà di esprimersi. A questo sono funzionali i grossi muscoli contratti intorno al collo e alla vita, così come le difficoltà respiratorie e le frequenti apnee che bloccano il fluire dell’energia.

La terapia psico-corporea tenderà ad attivare le energie bloccate, liberandole attraverso un lavoro corporeo e di consapevolezza. Si presterà molta attenzione ai vissuti emotivi che emergono quando la persona riprende a respirare più liberamente, e a riacquistare man mano l’amore per la Vita e la capacità di provare piacere.


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
www.centromandala.info - www.ausilio.org

© 2016 sanihelp.it. All rights reserved.
VOTA:
Vuoi ricevere la newsletter di Sanihelp.it?
Ti potrebbe interessare:


Promozioni:

Commenti