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Niente sesso fino al matrimonio?

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Pubblicato il: 04-07-2003

La maggior parte dei giovani americani giurano di voler rimanere vergini fino al matrimonio, ma se lo spirito è armato delle migliori intenzioni, la carne è debole.

Sanihelp.it - Un sondaggio anonimo, che ha coinvolto studenti universitari convinti di voler arrivare casti al matrimonio, ha rilevato che più del 61% non è riuscito a mantenere la promessa.

Angela Lipsitz, ricercatrice della Northern Kentucky University di Highland Heights, evidenzia come il fenomeno di massa giovanile del voto di verginità, solitamente nel contesto di gruppi o scuole ecclesiali, è venuto alla luce per la prima volta negli Stati Uniti negli anni 80 e 90, alimentato in parte da un crescente conservatorismo della società e in parte dalle paure dei genitori di gravidanze indesiderate e malattie a trasmissione sessuale in età adolescenziale.

Per valutare quanto questo voto sia poi rispettato, la Lipsitz e i suoi collaboratori hanno richiesto a 527 studenti universitari della Northern Kentucky University di compilare alcuni questionari confidenziali anonimi inerenti un’ampia gamma di comportamenti e atteggiamenti. Una parte delle domande esaminava il rispetto a lungo termine del voto di castità fino al matrimonio.

Circa il 16% degli studenti ha affermato di avere fatto voto di castità, a un certo punto della propria esistenza, ma ben sei su dieci affermano che il desiderio carnale si era rivelato troppo forte per riuscire a resistere.

La Lipsitz ha sottolineato che questo risultato si presta a due tipi di lettura. «Circa il 61% ha infranto il proprio voto, ma d’altro canto questo significa che ben il 39% non lo ha fatto ed è arrivato vergine al matrimonio».

Secondo la Lipsitz, l’attività sessuale è stata ritardata in media di un anno dagli studenti che avevano fatto voto di castità (il 39%), rispetto a quanti invece non lo avevano mai fatto.

Molti giovani iniziano ad avere rapporti sessuali tra i 14 e i 16 anni, mentre la ricercatrice afferma che l’età giusta potrebbe essere considerata a 18 o 19 anni in quanto sarebbero maggiormente in grado di adottare le giuste precauzioni.

Molti di coloro che avevano fatto voto di castità si sono dimostrati confusi in merito all’esatta natura del sesso ed oltre la metà, il 55%, di quanti si erano conservati casti, praticava il sesso orale; probabilmente per l’idea diffusa che il sesso orale mantiene comunque tecnicamente vergini.

L’utilizzo del preservativo per il primo rapporto sessuale è meno probabile tra i giovani che hanno infranto il voto di castità, rispetto ai giovani che non hanno mai fatto alcun voto.

Secondo la Lipsitz questo potrebbe essere spiegato con l’incoerenza nel portare con sé un preservativo quando si è scelta la verginità. Quando si scatena il desiderio di avere un rapporto sessuale, a volte in modo del tutto imprevedibile, i giovani si trovano quindi impreparati.

In fondo la Lipsitz ritiene che il voto di non fare sesso prima del matrimonio, abbia un valore limitato per la maggior parte dei giovani. La ricercatrice sottolinea che negli Stati Uniti la media delle ragazze raggiunge la pubertà all’età di 12 anni e si sposa intorno ai 24. Questo si traduce in 12 lunghi anni durante i quali resistere a lusinghe e a pressioni sessuali, in un mondo sempre più promiscuo. I risultati sono stati recentemente presentati ad Atlanta al congresso annuale dell’American Psychological Society.


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Redazione Sanihelp.it

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